- Nel Sud della
Francia, nella regione della Linguadoca, l’antica Occitania,
alle porte dei Pirenei, sul contrafforte piú orientale del picco
di St. Barthelémy denominato Tabor come il monte della
Trasfigurazione, maestose si ergono sul colle detto “Pog” le
rovine del castello di Montségur, eletto a santuario dei “Perfetti”,
custode del Santo Graal. Dice Rudolf Steiner che i Catari
comparvero «come una meteora nel secolo dodicesimo. Si
denominavano cosí, perché “cataro” significa “puro”.
Erano uomini che per il loro modo di vivere e per il loro
comportamento morale dovevano essere puri. Dovevano cercare la
catarsi interiormente ed esteriormente per costituire una
comunità che doveva essere una pura struttura»(1).
- Espugnata il
16 marzo 1244 da seimila zelanti soldati della Chiesa di Roma, la
roccaforte fu distrutta e vennero fatti prigionieri
duecentoventicinque Catari, tra uomini e donne. Considerati “eretici”
perché non abiurarono la loro fede, vennero tutti condotti al
martirio del rogo. In loro memoria, ai piedi del Pog è stata
eretta una stele con la scritta “Ai Catari, ai martiri del puro
amore cristiano”.
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(1) R. Steiner, I Manichei, Ed. Antroposofica, Milano
1991 |