L'archetipo Anno III n. 6, Aprile 1998
Poesia

Nominazione

Tra il dire e il fare, un infinito oceano
di sofferte parole, una deriva
con sillabe refuse: questa no,
quest'altra forse, sí, ecco, è la giusta.
Che sia, tra mille, una la prescelta
di tante vane, logorate all'uso.
Serve a donare vita alla sfuggente
marea di volti e cose, a stabilire
certo il possesso della realtà
altrimenti svanita. Come un chiodo,
fissa ciascun oggetto al proprio ruolo,
lo cristallizza nella trasparente
ambra dorata dell'identità.
Non diverso ribolle e si diffonde,
tra cuore e labbra, questo vorticare
di frementi espressioni, un'onda forte
che batte ai muri della carne, parte
da un punto ignoto e là sempre ritorna,
rifrangenza concentrica, ritroso
moto del sangue teso a catturare
la vasta risonanza del Tuo nome,
eco riverberante, eterna luce.
Ma l'ampia essenza di cui ardi, fluita
nell'etere sublime, inconoscibile;
iridescente, vivida farfalla,
palpita solo a tratti, si rivela
per rapidi splendori, poi raggela
voce e sembianza, l'elusivo fuoco
nel prisma adamantino del mistero.
Pure, mai stanca, l'anima riprova
l'incessante fatica, sa che il premio
è nel cercare, finché in noi rimangano
la viva linfa, l'avido respiro.
Poiché tentando senza sosta, ancora,
battendo il ferro sulla dura incudine
dell'esistenza, con uguali colpi
alternati di fede e volontà,
la materia caduca sarà verbo,
i corpi resi pura trascendenza.

Fulvio Di Lieto

La poesia di Fulvio Di Lieto

Il senso per la poesia ha molto in comune col senso per il misticismo. È il senso dell'originale, del personale, dell'ignoto, dell'arcano, di ciò che deve essere rivelato, del fortuito-necessario.

Novalis

da: Novalis, Frammenti, Rizzoli, Milano 1976


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