L’Archetipo Anno III n. 14, Dicembre 1998

PITTURA

 

Mara Maccari
Icona del "Roveto ardente"

IL MISTERO IN IMMAGINI

Le icone, nel senso piú reale della parola, sono testimonianza di Verità: il loro mistero si rivela nell'immagine. Nelle Icone viene portata la testimonianza che il Figlio di Dio, il Logos, dalle altezze celesti è disceso per noi sulla Terra, si è fatto uomo e per noi ha compiuto il sacrificio estremo, collocandoci in una prospettiva di resurrezione. Le icone si collocano tra Cielo e Terra, in una dimensione intangibile, divenendo specchio della Sapienza Divina per noi tradotta in immagini. I primi iconografi dipingevano quello di cui erano partecipi: realtà di difficile traduzione dialettica. Essi vedevano nel simbolo l'espressione immediata della loro esperienza con il Divino.
Nella raffigurazione del "Roveto ardente" confluiscono elementi dell'Antico e del Nuovo Testamento. All'esterno vi è la prefigurazione della Rivelazione fatta ai profeti, all'interno la Rivelazione stessa. Le immagini convergono al centro e dal centro si dipartono: un'unità in sé conchiusa che raccoglie la storia dell'uomo e il suo rapporto con il mondo spirituale.
Partendo dal centro, vediamo rappresentato nel fanciullo incoronato il Logos, il pre-esistente, il Figlio dell'Altissimo. Egli è posto nel seno della Vergine che, avvolta in un manto di nubi, simboleggia anche la Terra: entrambe hanno accolto in sé il Cristo, ed Egli si è fatto uomo. Cosí lo troviamo in braccio alla Vergine vestito della luce spirituale dell'oro, in un gesto di benedizione con la mano destra e tenendo avvolto un rotolo con la mano sinistra contenente la Sapienza e la Verità.
I due personaggi centrali sono circonfusi di raggi dorati, a conferma dello splendore divino del quale sono ripieni e del Volere Divino di cui irraggiano le sfere circostanti. Da essi le Virtú ricevono il potere sugli elementi del mondo, rappresentate nella seconda sfera tutta irradiata d'oro.
Nella stella blu sono rappresentati gli Arcangeli che ricevono i loro compiti. Alle punte della stella è iscritto il nome ADAM, l'uomo nuovo risvegliato dal Cristo: Michele rappresenta la A, Gabriele la D, Raffaele la A, Uriele la M. Uriele pronuncia il nome di ADAM, per questo egli viene rappresentato dalla Trinità e posto in una posizione centrale rispetto agli altri.
Nella successiva stella di colore rosso troviamo le quattro raffigurazioni simboliche degli Evangelisti, che rappresentano le 4 direzioni cosmiche, dalle quali scaturí lo Zodiaco per l'ordinamento dell'uomo.
All'interno, nel cuore della Terra, l'opera divina è già compiuta, ma per risvegliarla nel cuore umano la Divinità si serve dei suoi Ministri. Posti nel cerchio esterno racchiuso dalle nubi, gli Arcangeli avvolgono la Terra e fanno piovere su essa le forze della crescita e della maturazione. La loro operosa attività è indicata nelle braccia scoperte. Le loro funzioni sono duplici, perciò in quest'ultimo cerchio essi vengono rappresentati due volte, in perfetta comunione tra loro e diametralmente opposti. Nella stella blu essi ricevono l'ordine, nella sfera successiva lo realizzano.
Sopra l'immagine della Trinità, a destra, sta Uriele, avvolto in un'atmosfera di fuoco. Egli ha la capacità di illuminare e di rendere partecipe della Sapienza divina tutto quanto lo circonda. Tiene in mano un fanciullo, il "nuovo Adamo", la cui nudità rappresenta la sua completa libertà da ogni condizionamento e la sua assoluta purezza. Nell'altra mano Uriele tiene una scatola con tre scomparti chiusi, che simboleggia la dote. Egli esplica la sua attività illuminando dall'esterno l'uomo di pensiero divino. Alla sua destra l'Arcangelo Gabriele viene ad apportare al fanciullo il nutrimento, le due coppe nelle sue mani: in una il nutrimento celeste, nell'altra quello terrestre. Le due immagini si corrispondono in un armonico interiore Gabriele ed esteriore Uriele. In estate, quando nel cielo compare l'immagine di Uriele, l'atmosfera terrestre viene pervasa dal calore del Pensiero divino, e all'interno dell'uomo vengono apportate le forze della crescita e del nutrimento.
Successivamente, nella stella blu, entriamo nel campo d'azione di Michele. Egli tiene in una mano il fanciullo e con l'altra compie un gesto di protezione. Nell'immagine sottostante, rivestito d'una luminosa armatura in un'atmosfera celeste, Michele trae dalla forza del cuore la spada della Luce Divina, il cui potere è una virtú di vittoria sulla paura e sulle tenebre della morte. Nella rappresentazione sovrastante, Raffaele indossa l'elmo con il simbolo dell'Ariete. Con la destra indica "l'interno" e con la sinistra sostiene la verga del risanatore, indicandoci la guarigione interiore ad opera del Cristo. In autunno, quando nel cielo compare Michele, nell'atmosfera ritroviamo la sua forza che opera contro le tenebre e dentro di noi Raffaele ci fortifica apportandoci nuove forze.
Nell'immagine al centro in basso, Gabriele incede portando in mano l'incensiere e la mirra. Egli è colui che annuncia la buona novella. Alla sua destra, in un'atmosfera verde, Gabriele compie la sua azione congiungendosi piú degli altri Arcangeli alla Terra e all'uomo. In una mano tiene una verga, nell'altra il nuovo Adamo, racchiuso in un uovo. Da lui riceviamo le forze del sostentamento e del concepimento. Alla sinistra Uriele, in un'atmosfera rossa, con il fanciullo alla sua destra racchiuso in un tempietto, ci indica che in questo momento egli esplica la sua attività all'interno del pensiero dell'uomo. Nella mano sinistra tiene la verga del potere. In inverno, nell'atmosfera di Gabriele riceviamo dall'esterno le forze di rigenerazione e nell'interiorità Uriele apporta le forze di un intelletto fortificato.
Infine, nella stella blu a sinistra, vediamo Raffaele chinato, intento a tessere con le sue mani un arcobaleno a simbolo dell'alleanza rinnovata. Nell'immagine sottostante, in un'atmosfera gialla simbolo della luce, Egli tiene in una mano un vaso e nell'altra il caduceo, simboli entrambi della medicina. Egli è il medico e il guaritore. Nella rappresentazione superiore, Michele tiene nella mano destra il fuoco divino, che apporta nell'uomo una forza intrepida e una volontà pura, e nella mano sinistra la verga del suo potere. A primavera, nell'atmosfera di Raffaele operano le forze di guarigione, di risanamento, e nell'interiorità umana opera il fuoco divino apportato da Michele.
Tutto infine si riassume nell'immagine della Terra, circondata da questa atmosfera celestiale, che opera per la salvezza umana e ci ricongiunge al Cristo, indicandoci una scala per giungere nelle braccia della Vergine Madre.

Mara Maccari

  Il trasfigurativo di Sagramora

 

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