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Gli Angeli sono la gerarchia piú vicina a quella dell'uomo. Essi
esercitano la loro azione nella sfera sovrasensibile, formando delle immagini
nel corpo astrale dell'uomo, volte a far sorgere nell'anima tre determinati
impulsi.
Il primo è il principio della fratellanza umana affinché,
destatasi nell'interiorità del singolo individuo la consapevolezza
della presenza del divino nell'altro, si affermi una migliore vita sociale.
Il secondo è il senso del vero cristianesimo, che consacra ogni
atto della vita, ogni incontro con gli altri uomini, rendendo superflua
l'appartenenza a una particolare confessione e determinando quindi una
piena libertà di religione.
Il terzo riguarda lo studio della scienza dello spirito che, innalzando
il grado di coscienza dell'uomo, rende inconfutabile la visione della natura
spirituale del mondo.
da: R. Steiner, Che cosa fa l'Angelo
nel nostro corpo
astrale? Conferenza tenuta a Zurigo il 9 ottobre 1918
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Sulla
terra noi progrediamo tutti verso il bene e in ogni periodo in cui la nostra
anima si perfeziona e fa un passo per il nostro avanzamento, noi cambiamo
guida, e colui che viene è a sua volta piú progredito del
precedente.
Pensate forse che quando Dio ci ha inviati in questo mondo ci ha inviati
soli? No. Quando Dio ha creato l'uomo, l'ha creato ingegnuo e ignorante
di tutto. Dalla nostra piú tenera infanzia siamo seguiti fin oltre
la tomba.
Non siamo mai soli; abbiamo sempre con noi la nostra guida, il nostro angelo
custode. Egli è il nostro consigliere. Quando siamo tentati dal
male, impiega tutti i mezzi possibili per allontanarcene; è la voce
che ci dice: «Non fare questo, è male». Egli non pretende
da noi che un po' di buona volontà. Se noi soccombiamo alla tentazione,
gli procuriamo dolore ed egli piange.
Questo angelo presiede alla nostra nascita, rimane al nostro capezzale
e ci segue durante la nostra vita fino alla morte. Là un altro viene
a noi.
L'anima è giudicata dinanzi a un accusatore, il nostro cattivo angelo,
e da un difensore, il nostro angelo custode.
Voi vi meravigliate che, malgrado l'esistenza e la protezione del nostro
angelo custode, commettiamo ancora degli errori. Supponete di essere un
bambino molto piccolo e di venir affidato alle cure di una bambinaia; ella
vi conduce a passeggio su un terreno accidentato ove si trovano pietre
e rovi. Benché vi dia la mano, qualche volta inciamperete, cadrete
e vi pungerete, ma non sarà forse quello l'unico modo perché
voi riflettiate, perché apprendiate a camminare e vi fortifichiate?
Se non volete avere un angelo custode, progredite e vi sarà tolto.
Maître Philippe
(A. Hael, Vita e parole di Maître Philippe,
Edel, Roma 1988)
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Angeli,
Arcangeli, Archai – Potestà, Virtú, Dominazioni – Troni,
Cherubini, Serafini

nell'enneagramma
di Raimondo Lullo
(Ars Brevis, Parigi 1578)

e
nella visione di Athanasius Kircher
(Arithmologia, Roma 1665)
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