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sono i dubbi che mi assillano. In particolare, non riesco a comprendere
la logica della reincarnazione: a che scopo fare esperienze in questa vita
se poi non le ricordiamo in quella successiva? E cosa passa di noi, se
non c'è la memoria di quanto è accaduto?...
Nel libro
"Gli Enigmi della Filosofia", a cura di Enzo Erra, edito di recente dalla
Tilopa, Rudolf Steiner scrive a tale proposito: «Non si può
sperimentare l'uomo spirituale-animico senza apprendere nello stesso tempo,
mediante questa esperienza, come in esso sia insito qualcosa che tende
a prendere forma in un nuovo uomo fisico. In un uomo che, vivendo la sua
esperienza nella corporeità fisica, ha accumulato forze non piú
in grado di trovare sfogo nel corpo attuale. Questo infatti ha già
dato all'anima la possibilità di avere, in interconessione col mondo
esterno, esperienze tali da rendere l'uomo spirituale-animico diverso da
come era quando ha cominciato a vivere nel corpo stesso; il quale però
è modellato, per cosí dire, con troppa precisione, perché
l'uomo spirituale-animico lo possa convertire secondo le esperienze che
vi ha compiuto. Nell'uomo è dunque immesso un essere spirituale-animico
che contiene la predidisposizione per un uomo nuovo.
...Chi coltiva la Scienza dello Spirito procede all'incirca come fa un
botanico. Questi segue il modo in cui la pianta mette radici, dispiega
tronco e foglie, si evolve in fiori e frutti. Nel frutto egli scorge il
germe di una nuova vita vegetale. E quando vede sorgere una pianta, ne
cerca l'origine nel seme che proviene da un'altra pianta. Lo scienziato
dello Spirito seguirà il modo in cui una vita umana, a prescindere
dal suo lato esteriore, sviluppa anche un essere interiore; egli scoprirà
che le esperienze esteriori sono caduche quanto le foglie ed i fiori delle
piante; ma nella sfera interiore individuerà il seme spirituale-animico
che racchiude la premessa di una nuova vita umana. Nell'uomo che entra
nella vita attraverso la nascita, vedrà giungere di nuovo nel mondo
dei sensi quanto ne era uscito attraverso la morte. E in quanto gli antenati
trasmettono all'uomo attraverso i canali dell'ereditarietà fisica,
imparerà a vedere il puro e semplice materiale che l'uomo animico-spirituale
plasticamente modella per portare a esistenza fisica quanto in una vita
precedente si è preformato come seme».
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