L'Archetipo Anno III n. 7, Maggio 1998
Redazione
...Tanti sono i dubbi che mi assillano. In particolare, non riesco a comprendere la logica della reincarnazione: a che scopo fare esperienze in questa vita se poi non le ricordiamo in quella successiva? E cosa passa di noi, se non c'è la memoria di quanto è accaduto?...

Gaby Fassini, Torino

Nel libro "Gli Enigmi della Filosofia", a cura di Enzo Erra, edito di recente dalla Tilopa, Rudolf Steiner scrive a tale proposito: «Non si può sperimentare l'uomo spirituale-animico senza apprendere nello stesso tempo, mediante questa esperienza, come in esso sia insito qualcosa che tende a prendere forma in un nuovo uomo fisico. In un uomo che, vivendo la sua esperienza nella corporeità fisica, ha accumulato forze non piú in grado di trovare sfogo nel corpo attuale. Questo infatti ha già dato all'anima la possibilità di avere, in interconessione col mondo esterno, esperienze tali da rendere l'uomo spirituale-animico diverso da come era quando ha cominciato a vivere nel corpo stesso; il quale però è modellato, per cosí dire, con troppa precisione, perché l'uomo spirituale-animico lo possa convertire secondo le esperienze che vi ha compiuto. Nell'uomo è dunque immesso un essere spirituale-animico che contiene la predidisposizione per un uomo nuovo.
...Chi coltiva la Scienza dello Spirito procede all'incirca come fa un botanico. Questi segue il modo in cui la pianta mette radici, dispiega tronco e foglie, si evolve in fiori e frutti. Nel frutto egli scorge il germe di una nuova vita vegetale. E quando vede sorgere una pianta, ne cerca l'origine nel seme che proviene da un'altra pianta. Lo scienziato dello Spirito seguirà il modo in cui una vita umana, a prescindere dal suo lato esteriore, sviluppa anche un essere interiore; egli scoprirà che le esperienze esteriori sono caduche quanto le foglie ed i fiori delle piante; ma nella sfera interiore individuerà il seme spirituale-animico che racchiude la premessa di una nuova vita umana. Nell'uomo che entra nella vita attraverso la nascita, vedrà giungere di nuovo nel mondo dei sensi quanto ne era uscito attraverso la morte. E in quanto gli antenati trasmettono all'uomo attraverso i canali dell'ereditarietà fisica, imparerà a vedere il puro e semplice materiale che l'uomo animico-spirituale plasticamente modella per portare a esistenza fisica quanto in una vita precedente si è preformato come seme».

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Mese di Maggio 1998


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