L’Archetipo Anno IV n. 4, Febbraio 1999
I Quaderni

RICOSTITUZIONE DELLA COPPIA SUPERUMANA  

Non v’è capacità di atto poetico o di creazione artistica che possa esprimere il contenuto dell’anima: perché è un contenuto vasto, misterico, impersonale, di continuo trasmutante secondo il ritmo della sua perennità. Esso è della stessa sostanza del Logos, che è l’amore primo: quello che un tempo fu e che l’uomo originario smarrí, e che oggi deve essere ritrovato. Nel mito di Iside e Osiride, Orfeo ed Euridice, è adombrato il senso dell’antico smarrimento e il segreto luminoso dell’avvenire. Una grande speranza di resurrezione superumana: la possibilità di risalire il sentiero dell’Eden, perché infine cominci la salvezza dell’umano, che il Redentore ha fondato sulla Terra.
In sostanza, l’uomo è chiamato a un’operazione di “magia sacra”, a un alto magistero di luce interiore, perché possa la forza dell’amore improntare la luce astrale della Terra, secondo il collegamento con le individualità, in quanto queste operano con libertà. Questo amore è il tessuto del Logos che è potenza germinale del mondo.
Il livello a cui appartiene un tale amore esige essere realizzato, come sostanza stessa della vita: l’Eden deve essere fondato nella Terra perché possa rifiorire. L’Eden dell’anima deve essere inserito nell’aura terrestre.
Prima è tale amore, poi il mondo, perché il mondo è nato dall’originario amore. Il primo moto è il sacrificio dei Throni, accolto dai Cherubini e dai Serafini.
Còmpito dell’uomo è operare al “gioiello di luce”, sintesi dell’amore quale evento celeste, nucleo vitale della Terra futura. Il Christo è la vita-luce di questo amore: segreto evento che si compie ogni giorno come luce che sgorga dalla fonte perenne dello spirito, nel silenzio e nella quiete.
Occorre realizzare un amore che non indietreggi dinanzi ad alcun sacrificio, che tutto assuma come prova, o come mezzo, per realizzarsi: un amore che sia libertà, alto respiro, aerità, scioltezza, armonia, tolleranza verso il mondo e fermezza ad un tempo: soprattutto donazione, volontà sacra.
Mai le parole potranno dire il mistero di questa donazione: nessuna musica terrestre, nessun cantico, nessun ritmo, ma solo il vestibolo della luce del sole verso l’alto segreto della luce onde il cuore si nutre e palpita e supera ogni volta il limite del sentire, per ritrovare l’immenso. Allora è sentito l’immenso: l’umano si apre, tremando, alla grandezza dell’infinita donazione e si accosta all’Amore del Christo, è pieno dell’Amore Divino.

Massimo Scaligero

(M. Scaligero, Manoscritti inediti, Quaderno X, maggio1969)
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