Nella
risposta al Sig. Riccardo Sampieri sul numero di agosto, leggo parole che
mi sembrano a dir poco esagerate: …«L’essere al centro diviene per
essi il vuoto abissale»... Riferendosi alla conquista del centro
di sé non mi pare proprio si dovrebbe parlare di abisso, bensí
di ottenimento di una radianza da cui gli altri dovrebbero venir attratti.
Rudolf Steiner evoca proprio la necessità della “caduta nell’abisso”
in un suo mantra che recita cosí: «Non bisogna rinunciare
al dramma della conoscenza / in cambio della grammatica della conoscenza.
/ Anche la paura non ci deve distogliere dal cadere nell’abisso dell’individuale,
/ poiché da questo abisso ci eleviamo in unione con molti spiriti
/ e ci sperimentiamo imparentati con essi. / In tal modo nasciamo a nuovo
dal mondo spirituale. / Ma abbiamo accolto in noi la morte. / Siamo divenuti
noi stessi distruttori di quanto è divenuto. / Questo vive spiritualmente
attraverso di noi / noi siamo presenti nella sua distruzione».
La fine dell’articolo sul barone Ungern Sternberg, apparso a firma P. Filippani
Ronconi nel numero di agosto di “Archetipo” merita una precisazione. Credo
che come studiosi di Scienza dello Spirito dovremmo tener presenti alcune
cose in merito ai rapporti fra Antroposofia ed ambienti occultistici legati
all’estrema destra tedesca dopo la Prima Guerra Mondiale. Sul “simbolo
solare” proveniente dall’Asia, la swastika, Rudolf Steiner espresse, a
quanto riferisce S. Rihouët-Coroze nella sua biografia del Dottore,
serie preoccupazioni: evidentemente l’occhio del veggente percepiva sia
il fascino che esso avrebbe esercitato sulle masse dell’Europa Centrale
riducendole allo stesso livello di quelle bolsceviche sia gli orrori di
cui sarebbe stato segno. Esso era fra l’altro da oltre un decennio “patrimonio”
di circoli occultistici anticristiani (ed antisteineriani) attivi in Germania
ed Austria, sotto il magistero controiniziatico di Guido List, di Lanz
Von Liebenfels e di Rudolf Glauer “von Sebottendorff”, tre dei “padri spirituali”
del NSDAP di Hitler, e fu adottato da tale partito nel 1919. Va detto inoltre
che i giovani intellettuali della “Thule” consideravano Steiner un nemico
da eliminare, tant’è che nel 1922 il Dottore evitò di un
soffio, sembra grazie all’intervento di W.J. Stein, le loro pallottole.
Da allora Egli non poté piú parlare a Monaco, luogo dell’attentato.
Questi alcuni dei fatti: certamente manca lo spazio per un’analisi minimamente
approfondita di tali fenomeni storici, tuttavia credo che tentare di accreditare
un’origine “solare” del nazionalsocialismo sia un vero e proprio capovolgimento
della verità.
La nostra redazione si ritiene onorata di aver potuto ospitare lo scritto
di una personalità del livello del Prof. Pio Filippani Ronconi,
profondo conoscitore della storia e della simbologia orientale, il quale
ha efficacemente illustrato uno straordinario personaggio che ha agito
in un territorio lontano dai resoconti storici normalmente portati al pubblico.
Quanto alla runa, o croce gammata, o svastica, o ruota della vita, o ruota
della reincarnazione – a seconda delle interpretazioni dei molteplici popoli
che l’hanno assunta tra le proprie raffigurazioni allegoriche – essa è
un simbolo molto elevato, considerato da Rudolf Steiner la rappresentazione
di un chakra. Ne è fregiato lo stesso Goetheanum, al suo ingresso,
ed è anche riportato su alcune pubblicazioni antroposofiche, sempre
rappresentato in senso destrogiro, mentre quello sinistrogiro è
piú pertinente a molte tradizioni orientali. Si tratta effettivamente
di un simbolo solare, come piú estesamente illustrato in un articolo
a firma Ovidio Tufelli dal titolo “L’eterno divenire” che compare in questo
stesso numero. Il fatto che il nazionalsocialismo lo abbia adottato come
emblema non vuol dire che sia diventato un logo esclusivo di quel movimento
politico. La croce nelle sue varie figurazioni, come quella della svastica,
è patrimonio archetipico dell’umanità intera e vale come
segno del suo anelito al divino. Per questo essa divenne, in varie epoche
e modalità, il sigillo iniziatico di circoli esoterici impegnati
nella ricerca spirituale, come la Teosofia di cui anche Rudolf Steiner
per un periodo fece parte.
…Come
riuscire ad andare incontro alle persone che ci circondano, in casa e nell’ambiente
di lavoro, stabilendo contatti “veri” e non solo di “buon vicinato” o di
amena compagnia festaiola o di reciproco aiuto quando non di complicità
fra colleghi? Mi accorgo infatti che per quanto si cerchi, tali rapporti
non arrivano mai a superare la barriera che l’egoismo di ognuno frappone
fra sé e gli altri.
Il vero rapporto con gli altri sorgerà quando l’uomo avrà
trasformato se stesso attraverso un serio e costante impegno nella disciplina
interiore, in particolare nell’ascesi del pensiero, che gli permetterà
di realizzare il proprio Io. Come disse un giorno a tale proposito il Maestro
d’Occidente: «Ritrovato il sentiero piú segreto del pensiero,
là dove s’immerge nella tenebra della Terra, la forza scaturisce
pura e primordiale là dove è veduta operare alla conoscenza
del mondo, nel percepire e nel rappresentare. È la stessa forza
sconosciuta, perché immediata, senza forma, donata sino all’essenza,
sino a che alla sua donazione subentra il processo periferico dell’ego,
la struttura soggettivo-materialistica del sapere. Questa forza è
l’impeto vero dell’Opera, perché l’immediatezza dell’Io muove in
essa. Occorre attingere a questa forza per operare nel mondo, per accendere
incontri in cui si redima la natura egoica piú profonda, e dalle
tenebre dell’anima scaturisca di nuovo la Luce».
Accuso
ogni giorno di piú il peso degli anni con la relativa, inevitabile
difficoltà ad agire liberamente. Il decadimento fisico mi spaventa,
e temo quello mentale. Ho spesso bisogno di aiuto per affrontare problemi
pratici che in passato ero io a risolvere per gli altri. E mi domando quale
sia lo scopo della vecchiaia, che togliendoci le forze ci fa pesare sulle
persone che ci stanno vicine, le quali spesso mal sopportano il condizionamento
imposto dalla nostra presenza…
La vecchiaia è necessaria quando lo Spirito, che dagli anni chiede
un’evoluzione, per limitata che sia, non ha conseguito ancora il punto
cui era destinato. Dopo la formazione dei corpi fisico, eterico e astrale,
in cui l’Io deve svolgere il proprio còmpito sulla Terra, e dopo
il loro sviluppo e maturazione, c’è il riassorbimento dell’uno nell’altro.
Quindi l’astrale assorbe l’eterico e l’eterico il fisico. Da ciò
deriva il decadimento fisico che si palesa in età avanzata. Dobbiamo
valutare positivamente il tempo concessoci per riuscire a raggiungere il
livello dettato dal karma. In pari modo, l’individuo provato dagli anni
sollecita in chi gli è accanto un sentimento di pietà e devozione,
cui consegue un giusto atteggiamento di sollecita assistenza e servizio,
fruttifero per chi lo esercita.
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