- Le tappe dell’ascesa sono
rappresentate da Giove, Venere e Vulcano, quelle della
discesa da Lucifero, Arimane e Sorat.
- Ascesa significa
riassunzione nello Spirito dell’anima e del corpo.
In altre parole: graduale e progressiva estensione
dell’Io a tutti gli arti dell’entità umana.
- Discesa o, per meglio dire,
precipitosa caduta, significa assorbimento dello
Spirito nella materia. In altre parole: perdita
della coscienza fino al punto da ridurre l’essere
umano a un automa meccanico.
- Noi possiamo occuparci ora
soltanto dell’evoluzione ascendente, che riporta l’uomo
a quelle altezze spirituali da cui è disceso. La via
dell’ascesa è segnata da due fatti d’importanza
cosmica: la grazia del Cristo e la libertà umana. La
grazia del Cristo significa che ora la via c’è, è
aperta a tutti, e la libertà umana significa che può
percorrerla chiunque veramente lo voglia. L’uomo è
libero d’inserirsi nuovamente nell’ordinamento
divino del mondo o di uscirne definitivamente fuori
sotto l’impulso anticristico degli Oppositori.
- Sul presente gradino d’evoluzione
terrestre, l’uomo è dotato dell’Io. Egli è
dunque Spirito. E come Spirito libero può ritornare
nella sfera della necessità divina oppure smarrirsi
nell’inferno del piú sfrenato arbitrio demoniaco.
- Vi è una sfera della
realtà in cui libertà umana e necessità divina s’incontrano.
Essa ci viene descritta nella Filosofia della
Libertà come sfera dell’intuizione morale,
cioè del pensiero che libero da ogni emozione
personale s’innalza all’oggettiva realtà del
mondo.
- Per mezzo dei sensi corporei
l’uomo può percepire la molteplicità delle cose
esistenti. La realtà che vede in tal modo materialmente
gli si presenta come disordinata e senza fini. Arimane
può perciò indurlo a impossessarsi della realtà
materiale e di inserire in essa fini personali.
In tal modo il mondo esterno viene distaccato dall’ordinamento
cosmico divino.
- Però l’uomo è dotato
anche di pensiero che gli permette la contemplazione
spirituale della realtà. Cosí alla visione sensibile
di ciò che sta dispiegato nello spazio e nel tempo,
si contrappone la contemplazione spirituale di ciò
che perdura nell’eterno. Questo duplice aspetto
della realtà impone all’uomo una decisione. Egli
può preferire la sfera della materia per la
realizzazione dei suoi fini personali egoistici. Per
tale via cade nelle tenebre dell’Io inferiore.
Oppure può riconoscere l’ordinamento cosmico divino
del mondo come appare nella sfera dello Spirito e
diventare un collaboratore degli Esseri creatori. Egli
può dire: «Io liberamente voglio ciò che nel
mondo esterno mi si presenta come necessità divina».
- La decisione di essere un
libero collaboratore degli Dei, dischiude all’uomo
tutto l’avvenire. Cosí il suo essere umano cresce e
riceve luce da tutto il cosmo.
- Perché non vi è
contraddizione tra libero volere umano e necessità
divina? Perché è volontà degli Dei creare l’uomo,
e l’uomo che con atto libero fa propria questa
volontà, diventa autocreatore. Perciò la
strada dell’ascesa porta all’accrescimento, all’illuminazione
cosmica dell’essere umano. L’uomo si sa creato
dagli Dei e, accogliendo in sé la loro oggettiva
volontà, egli stesso partecipa alla propria
creazione. I fini dell’universo gli si rivelano come
fini del suo essere. Egli guarda nell’universo per
vedere ciò ch’egli stesso deve diventare. «Io
sarò ciò che il Mondo fu», queste parole danno il
senso di ciò che è l’illuminazione dell’Io umano
per opera della Luce dei Mondi.
- Gli Oppositori però sono
tali appunto perché non vogliono piú ciò che vuole
obiettivamente il cosmo. Gli Oppositori non vogliono l’uomo,
vogliono se stessi. Perciò l’uomo che si
lascia sedurre da Lucifero e Arimane, comincia a
minare il suo essere e, pur illudendosi di avere una
libera volontà, diventa il loro schiavo. Le due
vie che stanno aperte dinanzi all’uomo sono dunque
quella dell’autocreazione e quella dell’autodistruzione.
- Ora possiamo comprendere le
seguenti parole della Pietra Fondamentale:
Esercita la contemplazione
dello Spirito
nella calma del pensiero,
dove per la visione degli
eterni fini
segnati dalla divinità,
l’Io dell’uomo con libero
volere
alla Luce dei Mondi
s’illumina.
- Questa piena illuminazione
dell’Io umano alla Luce dei Mondi, verrà
esperimentata dall’uomo in tutta la sua potenza
durante l’evoluzione di Giove. Ma ora è già in via
verso quella lontana meta.
- Nella sfera dello Spirito
pensante, come abbiamo visto, l’Io dell’uomo s’illumina
alla Luce dei Mondi. Ciò che determina questa
illuminazione è la visione degli eterni fini
stabiliti dalla Divinità.
- Ora ci resta da considerare
che cosa avviene nella sfera dell’anima, dove domina l’azione
del tempo. Dobbiamo, prima di tutto, richiamare nella
nostra mente i concetti che già ci siamo formati sul
valore del tempo. Abbiamo detto che il tempo fa scorrere
nella nostra vita individuale l’universale vita dei
mondi. Il tempo fa che il mondo esteriore diventi mondo
interiore e che l’uomo come anima si senta
profondamente congiunto con l’obiettiva realtà dell’universo.
- Questa congiunzione che per l’uomo
terrestre avviene nella sfera dell’anima come fatto
personale, può essere effettuata su di un gradino
superiore dell’esistenza. L’uomo esperimenterà
questa congiunzione superiore tra mondo esterno e mondo
interno durante l’evoluzione di Venere. Allora per la
sua anima non passeranno piú onde di sentimenti
personali, come riflesso di esperienze esterne, ma
fluiranno gli stessi eventi cosmici. Questa è la vera
natura del sentimento cosmico: esso non è un riflesso
personale, ma contiene realmente esseri e fatti del
mondo. Su questo grado dell’evoluzione, l’anima può
essere abbracciata dall’Io ed elevata nella sfera
dello Spirito. Nel suo Io, l’uomo non sperimenta
soltanto il proprio essere, ma anche quello degli altri.
Il suo contenuto è ora dato dallo stesso contenuto dell’universo.
Su un gradino precedente d’evoluzione (Giove), ha
contemplato i fini dell’universo e li ha riconosciuti
come fini propri. Perciò ha detto: Io sarò ciò che il
mondo fu. Cosí accettando in sé la volontà degli
Esseri creatori, è diventato il loro collaboratore, il
creatore di se stesso.
- Ora invece (Venere) non vede
soltanto i fini del mondo, ma lo stesso piano della
creazione divina fluisce in lui e si congiunge con il
suo Io. Perciò sente di partecipare al divenire
generale del cosmo. Non si sa solo creato dagli Dei e
autocreato da se stesso, ma esperimenta la sua creazione
come creazione d’esseri. Sa che creando se stesso,
partecipa alla creazione degli Spiriti che lo creano. Il
suo Io è congiunto con l’Io dei Mondi. Ora può dire:
«Io sono ciò che il mondo è».
- Leggiamo il brano della Pietra
Fondamentale che si riferisce a questa poderosa realtà
dell’evoluzione umana, che l’uomo esperimenterà
durante l’esistenza di Venere.
Esercita il senso dello Spirito
nell’equilibrio dell’anima,
dove per l’azione del fluire
dei cosmici eventi,
l’Io dell’uomo con l’Io
dei Mondi
si congiunge.
Sebbene queste parole veramente
sacre si riferiscano a una meta assai lontana dell’evoluzione
umana, l’uomo è già ora in via verso quel culmine
della sua ascesa spirituale, perché in lui già agisce la
forza dell’Io.
Per la visione dei fini
eterni stabiliti dagli Esseri divini all’evoluzione
del mondo, l’Io s’illumina nella sfera del pensiero;
per l’azione del fluire dei cosmici eventi, l’Io
dell’uomo si congiunge con l’Io divino nella sfera del
sentimento.
Ora dobbiamo considerare che
cosa avviene quando lo Spirito umano, nella fase
ascendente della sua evoluzione, riesce a penetrare fino
alla base primordiale del suo essere, cioè il corpo
fisico.
Nell’anima, come abbiamo
visto, il divenire del mondo fluisce con il grande fiume
del tempo. L’uomo partecipa a questo divenire generale
dell’universo intimamente congiunto con esso. Egli non
è ancora il tutto, ma parte integrale del tutto.
Nel corpo non è piú possibile
neanche una distinzione formale tra essere e essere,
perché se l’anima è tempo, il corpo è spazio,
contiene cioè la totalità indivisibile dell’esistenza
universale.
Se l’Io nello Spirito si è
illuminato in virtú della visione
dei fini eterni, se l’Io
nell’anima si è congiunto con l’Io universale in
virtú dell’azione degli eventi cosmici, l’Io
nel corpo è destinato a immedesimarsi con l’assoluto.
Qui non c’è piú visione di una meta da raggiungere,
perché siamo già eternamente nella meta, qui non c’è
piú azione di eventi, perché tutto è eterno
compimento, qui c’è solo potenza di essere.
Non cerchiamo di comprendere
piú di tanto; è assai piú saggio e fruttuoso chinare
la fronte riverenti dinanzi a questi sublimi arcani
della divinità. Per il terzo Logos creare significa
ordinare la realtà secondo il suo fine prestabilito;
per il secondo Logos creare significa agire nel senso
della volontà divina: ma il primo Logos crea senza
visione di fini e senza azioni esterne. La sua è una
creazione senza atto. Basta la pura e semplice
presenza del suo essere, perché la creazione avvenga
(ma questa parola non è giusta, perché in realtà non
avviene nulla). Nei riguardi dell’umanità, possiamo
soltanto dire: «Per il fatto che Dio è, l’uomo è».
Leggiamo le parole della
Pietra Fondamentale che si riferiscono a questo
lontanissimo mistero dell’evoluzione umana:
Esercita la memoria dello
Spirito
nelle profondità dell’anima,
dove per la potenza dell’essere
del Creatore dei Mondi,
l’Io dell’uomo nell’Io
divino
si sostanzia.
- Dobbiamo rilevare che l’espressione
italiana “si sostanzia”, usata anche dagli altri
traduttori, non dà che minimamente il senso radicale del
tedesco “erweset”. Perché non è da intendersi
che l’Io dell’uomo prenda nutrimento dall’Io divino,
ma che esista come vero essere solo in quanto esiste nell’Io
divino. Questa forma di esistenza, l’uomo la
esperimenterà appena durante l’evoluzione di Vulcano,
quando il suo corpo sarà diventato Uomo-Spirito. Allora,
esercitando la sua memoria cosmica, che lo riporterà
indietro fino a Saturno, potrà dire: «Io fui ciò che il
mondo sarà».
- Cosí manifesterà la sua
volontà cosmica. E quale essere creatore, consustanziato
con il divino ed eterno Creatore dei Mondi, si accingerà
a creare egli stesso un nuovo universo tra gl’infiniti
esistenti.
- Questi sono i gradi dell’ascesa
spirituale dell’uomo. Noi li abbiamo oggi semplicemente
indicati. Nelle opere e nelle conferenze di Rudolf Steiner
possiamo trovare in proposito particolari precisi e
concreti, cosí lontani da ogni possibile immaginazione
umana, che l’anima nostra avvicinandosi a queste verità
eccelse ne resta profondamente scossa.
- In linea generale possiamo dire
che il senso dell’evoluzione umana è questo: l’uomo
fa progressivamente suo, congiunge con il suo essere ciò
che le sublimi Entità delle Gerarchie gli hanno donato.
Appunto per il fatto di poter fare ciò egli, oltre che
corpo e anima, è anche Spirito.
- Perciò l’evoluzione umana si
svolge in due fasi: quella discendente, rappresentata da
Saturno, Sole e Luna, in cui operano i creatori dell’uomo,
e quella ascendente segnata dalle tappe di Giove, Venere e
Vulcano, in cui l’uomo ricrea – non si può dire
diversamente – se stesso.
- La Terra rappresenta il grande
punto di svolta. Sulla Terra l’uomo appare per la prima
volta come Spirito, perché gli viene infuso l’Io.
Abbiamo già visto che l’uomo, al grado d’evoluzione
in cui si trova oggi, non può assolutamente concepire che
cosa sia l’Io nella sua altissima realtà spirituale.
- Il mistero dell’Io comincia
già per il fatto che l’Io non ha una base sostanziale.
La Scienza dello Spirito c’insegna che il corpo fisico
ha per base la sostanza sacrificale dei Troni, il corpo
eterico ha per base la sostanza sacrificale degli Spiriti
della Saggezza, il corpo astrale ha per base la sostanza
sacrificale degli Spiriti del Movimento. Ora non possiamo
dire nello stesso senso che l’Io ha per base la sostanza
degli Spiriti della Forma, anche se questi Spiriti sono i
veri donatori dell’Io.
- L’Io non ha sostanza alcuna
che lo sostenga, perché si sostiene di per sé. Esso è
per la coscienza umana abituale il nulla assoluto. Questo
nulla fa però sí che l’uomo senta la realtà che viene
in suo contatto, come essere proprio.
- Diciamo: la realtà materiale
sta in quel nulla che è lo spazio; la realtà spirituale
sta in quel nulla che è l’Io.
- Perciò come lo spazio ha la
coscienza di contenere tutto, cosí anche l’Io ha la
coscienza di contenere tutta la realtà. Naturalmente l’Io
umano non è ancora tanto sviluppato da avere questa
coscienza onnicosmica. L’avrà appena su Vulcano. Già
però sulla Terra può esperimentare la natura dell’Io
entro il mondo dei suoi pensieri. Parleremo in seguito di
questa prima specialissima esperienza che ha l’uomo
della realtà spirituale. Oggi concludiamo fermando il
nostro pensiero sul secondo grande mistero dell’Io:
«Io sono: ciò che è, è in
me».
Fortunato Pavisi (6. Fine)
| dalla conferenza La
Pietra Fondamentale – “L’uomo quale Spirito”
tenuta a Trieste il 22 febbraio 1948 |
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