- È
veramente drammatica, oggi, la chiusura ostinata che l’anima
umana palesa verso lo Spirito, contro la cui centralità,
per mero istinto di autodistruzione, si erge quasi a voler
sbarrare il passo alla Verità.
- Lo
sciopero come rivendicazione economica, che oggi comunemente
si persegue, è solo una conseguenza di questa
contrapposizione tra anima e Spirito che genera conflitto,
avversione.
- In
realtà, perché una civiltà possa dirsi cristiana, non
dovrebbe essere consentito ad alcuna categoria, pur se
portatrice di legittime aspettative, di appesantire e di
complicare l’esistenza degli altri, rendendo piú greve il
fardello delle incombenze quotidiane, oscurando anche le
fondamentali certezze di una vita minimamente ordinata
secondo orari e schemi prestabiliti.
- Questi
reati contro la Civiltà dell’Amore, questo non tener
conto delle esigenze degli altri, estranei al processo di
rivendicazioni e di richieste sindacali, si possono
considerare reati di “lesa umanità”, di indebita
ingerenza nell’altrui destino, di cui il Mondo Spirituale
dovrà tener conto nel bilancio cosmico delle singole storie
spirituali.
- Prepariamo,
quindi, un futuro in cui la contrapposizione di diritti e di
regole non calpesti una Civiltà dell’Accordo, sottraendo
al lavoratore il colloquio da uomo a uomo, in cui il tavolo
delle trattative non sia piú il luogo dei rapporti di forza
ma lo scenario di amore che rende vincenti le esigenze del
cuore.
- Perché,
alla fine, le ragioni del cuore sono sempre vittoriose
quando trionfa la società dell’Amore.