Antroposofia


Comune a tutti gli uomini per gradi diversi si esprime la coscienza che abbiamo attualmente come coscienza oggettiva. Dalla vita spirituale scaturente a questo livello di coscienza viene a nascere quello che in termine esoterico-evangelico è il Figliolo dell’uomo. Con questa denominazione tecnica viene richiamata la nascita dell’Essere spirituale umano che avviene mediante atto interiore spirituale, e può essere cosí definito ancora piú precisamente: l’“Unigenerato”. Questo essere spirituale unigenerato è il figlio dell’uomo che è preannunciato dal Cristo stesso con il suo dialogo con Nicodemo. Ora vi è una notevole distinzione degli esseri umani del presente. In tutti è presente la coscienza piú o meno evoluta, che tuttavia rimane nell’ambito appunto dello stato di coscienza obiettiva. Coloro, e sono invero pochi, che essendo gli unigenerati, il figlioli dell’uomo, partecipano a questo tipo di coscienza si evidenziano per un grado di consapevolezza che ulteriormente ha come potere illuminante la coscienza stessa. Nell’autocoscienza si manifesta questa consapevolezza. Ecco la differenza tra l’essere coscienti e l’essere coscienti consapevolmente.
Ora ci si può porre la domanda: come si arriva dalla coscienza all’autocoscienza? Mediante il moto del pensiero libero dai sensi. In questo momento storico, dal Maestro dei Nuovi Tempi ci sono state donate due opere: una è Filosofia della libertà, l’altra è Come si consegue la conoscenza dei mondi superiori (Iniziazione). Nella prima si esprime in elevata misura il potere sintetico del pensiero fino a raggiungere “l’in sé” del pensiero puro. Esperienza che già rivela in se stessa il farsi immanenza del trascendente. Abbiamo invece nella seconda il momento meditativo nella vita del pensiero, il metodo rosicruciano. Tutte e due le opere hanno una funzione, quella di raggiungere la medesima mèta: la liberazione del pensiero.
Circa il valore di questa mèta tanto si è detto e scritto, ma il valore e l’efficacia di essa è unicamente possibile, a seguito di adeguata e profonda valutazione, veramente e soltanto nel suo attuarsi. Solo colui che manifesta in sé l’Unigenerato, essendo tale, ha il potere di fronte alle prove della vita di essere in grado di giustamente superarle. Ed è proprio dal grado e dal superamento di queste prove che acquisisce a stadi sempre piú elevati la coscienza libera in se stessa. È questa nuova situazione che dà a lui una vita interiore atta ad inverare l’incontro con l’Essere dello Spirito, il Logos. Soltanto a questo livello è possibile all’uomo affrontare e discernere il bene dal male nella loro significazione ultima, perché ora si ha la forza centrale dell’Io pervasa dalla luce cristica, il pensiero michaelita, capace di veramente conoscere la realtà operante degli Ostacolatori.
Occorre tener presente che questi Ostacolatori non si esauriscono nella realtà luciferica ed arimanica, i quali invero riguardo al prodursi del male non sono loro direttamente responsabili, ma l’uomo che, in quanto non libero e non consapevole, compie il male. Nell’attuale periodo storico, per profonde ragioni karmiche ed evolutive l’uomo deve cimentarsi con la forza che può esser definita “il Nemico dell’uomo” (l’Essere antisolare). I tempi lo esprimono con sempre maggiore evidenza, e la serietà per cosí dire storica si fa di decennio in decennio piú delineata ed evidente sotto questo aspetto. Come nell’universo il globo terrestre non ha bisogno di una base su cui poggiare ma si libra da se stesso nelle ampiezze dello spazio cosmico, contemporaneamente avviene l’instaurarsi nella propria interiorità di un grado cosí alto di consapevolezza tale da essere l’espressione diretta della nascita del vero Io, il quale non è piú bisognoso, per essere permanente, dell’ausilio del pensiero pensante; egli è al di qua del pensiero che pensa. Questo per sua natura-sostanza è espresso nella frase che cogliamo nell’opera di Rudolf Steiner “l’Io e del Cristo”. Ora è possibile nell’uomo, ormai divenuto portatore di questo Io, misurarsi con il nemico dell’uomo. Perché l’essere umano a questo stadio è totalmente esprimente nel suo modo di essere il “Non io ma il Cristo in me”. E come ancora ci rammenta: “Il Cristo avanza senza combattere”. È Lui che vince in noi per noi. Consapevolezza è il manifestarsi nell’uomo della originaria sostanza solare dell’Io-Logos.
L’arma per misurarsi nel cimento è il pensiero veramente meditativo. È un produrre luce, fasci di luce, perché “la luce, quella vera che illumina ogni uomo”, ora è sí nel mondo, ma non ancora in tutti gli uomini, perché essi mediante puro atto libero possono accoglierla o non accoglierla.
Altra azione interiore per fermare il male nel mondo è la possibilità di inverare l’autentico atto conoscitivo nel quale questa luce, nell’attuare se stessa, illumina e annienta la tenebra, sostanza del male nel momento in cui riconosce la natura dell’Essere, ma dovremmo dire del non-Essere, del Nemico dell’uomo che si manifesta nel retroscena delle azioni umane che si inverano nel mondo. L’uomo può vincere le gerarchie avverse.
Si tratta, ben inteso, di superiore livello di vita supercosciente, tutta essente di luce spirituale. Occorre tener presente il mistero profondo dell’inverarsi della libertà, poiché è questa attuazione di pura e libera decisione il momento piú determinante del trapasso dalla coscienza consapevole alla supercoscienza. Cosí si è divenuti veramente cittadini di due mondi.
In questa maturata situazione interiore è possibile comprendere il mistero contenuto nella frase profetica dell’Apocalisse: «Molti saranno i chiamati ma pochi gli eletti». In verità è l’uomo, ora che sono passati duemila anni dal mistero del Golgotha, l’artefice del proprio destino. È lasciata, per cosí dire, nelle sue mani la sua salvezza. Nessuno lo costringe a fare il male, se non se stesso.
A coloro che riconoscono lo Spirito nella Scienza dello Spirito è bene rammentare il tema dominante la quinta epoca di cultura, quella che stiamo vivendo: ”il Bene e il Male”, che porta a misurarsi con il Male. Possiamo con fondata fiducia realizzare in noi questa verità cristica: «Il Male perde sempre se stesso quando l’uomo si avvale dello Spirito».

Romolo Benvenuti