Oltre la Tradizione

Se guardiamo verso Oriente, troveremo ancora piú difficile distinguere che cosa va chiamato Occultismo e che cosa Religione. Lo “Yoga” indiano può esser chiamato Occultismo; ma esso non ha radice in un pensare rivolto al sensibile, bensí nella religione tramandata da un passato remotissimo. Ciò spiega pure perché l’Indiano colto – intendo dal lato religioso – non considera manifestazioni elevate, ma piuttosto inferiori, i cosiddetti “fenomeni occulti” del fachiro, che hanno una straordinaria somiglianza con quelli dello Spiritismo. In India sono ancora vive le tradizioni che parlano d’uno stato anteriore della coscienza umana, nel quale l’uomo poteva mettersi in rapporto con le Entità del mondo spirituale. Il vero maestro spirituale, il guru, in India coltiva perciò lo yoga, non già perché voglia vedere, sentire, toccare il mondo spirituale, ma perché vuole anzi uscire dalla percezione fisica e ritornare indietro ad uno stato di percezione spirituale. Il moderno scienziato europeo non può perciò affatto chiamare lo yoga con il nome di Occultismo, perché è cosa che annulla il suo metodo stesso in sé.
Abbiamo dunque veduto come l’occultista orientale non sia ancora affatto disceso al concetto d’occultismo; come dall’altro lato nel mondo anglosassone tutto l’occulto, cioè il nascosto, venga cercato con ciò e in ciò che appunto lo nasconde all’uomo; come in Germania questo velo del pensiero materialistico sia stato ancor piú addensato, quantunque ivi si sia avuto un Goethe che avrebbe potuto essere il giusto intermediario tra i due estremi, l’orientale e l’occidentale, o che perlomeno avrebbe potuto iniziare un accordo.
Là dove il materialismo ideologico era stato elaborato fino alle estreme conseguenze logiche, intervenne Rudolf Steiner. Come Goethe, egli è un uomo che concerne l’Umanità, non una sola nazione. Egli prende le mosse dal pensiero scientifico, e da questo sale alla comprensione delle verità spirituali. Ciò non può fare, s’intende, con i concetti delle scienze naturali; ma può farlo con il loro metodo. Nella non comprensione di questa differenza, apparentemente sottile, eppure cosí fondamentale, sta certo una delle cause principali per le quali Rudolf Steiner viene cosí spesso frainteso. Rudolf Steiner non si può registrare in nessuna categoria; egli può essere chiamato filosofo, educatore, medico, artista, fisico, matematico, storico, occultista. Chi prende a studiare una di queste discipline con l’ausilio di uno dei suoi “Corsi”, troverà che, nonostante la severa profondissima scientificità, una disciplina si riannoda alle altre, l’arte alla scienza, la scienza alla religione. E chi non è prigioniero del giudizio quasi generale che un singolo spirito umano non può abbracciare tutto questo, dovrà, quanto piú accuratamente studia lo Steiner, tanto piú sicuramente arrivare alla conclusione che con lui è venuta all’umanità quella Guida, oggi cosí impellentemente necessaria, che vede le cose in pari tempo dall’alto e dal basso, e indica la via per la quale ogni uomo, nell’abito delle sue facoltà personali, può a poco a poco imparare a crescere al di là dei suoi propri limiti. E siccome Steiner mostra la via partendo dal pensiero, ognuno può controllarla da sé, nel corso del suo studio, purché non si richiuda in preconcetti pseudo-scientifici o altri. Cito a senso, come esempio, una frase, presa da una delle sue numerosissime conferenze: «Se si considera la storia dell’evoluzione umana con gli attuali concetti materialistici, si può risalire tutt’al piú fino al XV secolo, ma piú indietro non si può, senza falsificare il tutto». Naturalmente quest’affermazione trova dovunque nelle sue opere ampia e accurata documentazione.
Orbene, se si studiano le opere odierne sull’Occultismo, sia di aderenti che di nemici, anche di occultisti quali Eliphas Levy e Papus si può tosto constatare che di ciò essi non hanno idea alcuna, sicché al loro materiale di fatti manca ogni forza dimostrativa. E questo vale pure per le cosiddette prove che gli avversari oppongono all’Occultismo.
Perciò fin dal principio di queste brevi considerazioni, mi sono permesso di dire, che seguendo la guida di Rudolf Steiner ci si libera presto dal concetto di Occultismo, e cioè dal credere che, studiando i fenomeni, sia possibile uscire dal regno delle illusioni e delle superstizioni. Steiner conduce allo studio della natura umana per la via del pensiero e da lí ci fa penetrare nel sentimento, nella volontà e nei loro sostrati piú profondi. Cosí si va sicuri e si può via via illuminare tutti i campi, anche quello dell’Occultismo, senza tema di cadere in preda a fantasticherie, a sogni, e a cose ancora peggiori, ripugnanti e dannose, che vengono coltivate qua e là come Magia. Seguendo l’insegnamento di Rudolf Steiner lo studio dell’occulto diventa esoterismo nel senso migliore della parola: un esoterismo che non perde mai il saldo collegamento con la pratica della vita quotidiana, ma la trasforma e l’arricchisce in misura finora inconcepita.

Alfred Meebold (3. Fine)