Via rosicruciana

Si inizia a sviluppare l’Atma con la relativa coscienza intuitiva quando si fonde, nel nome del Logos, il fuoco inferiore con il fuoco superiore nella sede centrale dell’essere. Fusione già indicata piú volte, anche se a profondità e a livelli diversi, in precedenti scritti. Essa avviene dopo che si è operato animicamente il collegamento con i piani superiori dell’essere e aver conseguito la discesa della Volontà Solare quale colonna di fuoco e di energia pulsante. Questa volontà passando dalla sommità della testa e percorrendo l’asse centrale discende al cuore, accende, quale elemento del Logos, il centro cardiaco di luce e di calore e si irradia quale energia, luce e amore cristico su tutta la Terra. Da questo centro, discendendo lungo gli arti quali manifestazioni del volere, richiama il fuoco del profondo – o volontà microcosmica pietrificata nello scheletro e alterata nell’eros – lo libera e gli permette di ascendere al cuore percorrendo l’asse centrale. Qui si fondono, e dalla loro fusione inizia la liberazione del volere dalla mineralità, percepibile con il salire del fuoco dalla terra attraverso i piedi, lungo le gambe su fino al cuore, collegando cosí il cielo con la terra. Dando inizio alla preparazione del corpo immortale di gloria o di resurrezione. Corpo che, essendo fatto di puro volere, ossia identico allo Spirito Santificante, è il veicolo spirituale dell’Io Superiore quale nucleo del Pleròma.
Per questo giova notare che l’asse centrale di cui si parla non è identificabile con la spina dorsale. Esso è un asse di luce metafisica assimilabile a un canale che va, secondo una linea diretta, dalla fontanella al perineo con un diametro di grandezza variabile, dipendente dall’elevazione individuale: ossia maggiore è la catarsi e l’ignificazione operata sul proprio Io, maggiore ne è il diametro, fino al punto di giungere a contenere l’intera struttura sia fisica sia metafisica. Pertanto, quando si usano le espressioni scendere o salire, si intende che la salita e la discesa di questo volere può coinvolgere o solo un piccolo canale o l’intero corpo fisico o l’intera struttura dell’uomo. Struttura che quando è coinvolta dal volere puro permette allo Spirito di sentirsi identico alla corporeità e all’anima di divenire corporea, tornando cosí ad essere la calma originaria dello Spirito nel corpo fisico liberato dalla gravità.
Operazione che avviene nel nucleo vitale di se stessi. Punto dove tutto è raccolto nella vastità della consapevolezza dell’essere quale Io Superiore, percepita nello sbocciare della rosa rossa nel centro della Quinta Essenza, all’intersezione degli assi cosmici, quale percezione iperspaziale del proprio Io: sole centrale della struttura piú pura dell’essere, pervasa e compenetrata dal volere puro, contenente nel suo centro tutti i mondi e tutti gli esseri con cui vive, quale proiezione del Cristo Cosmico. Atma che è l’uomo creato ad immagine e somiglianza del divino, a cui si perviene modificando la propria struttura interiore nella risalita allo spirituale, essendo questa la vera ascesi e la conseguente vittoria sulle forze avverse nella trasmutazione della materia in Spirito. Presenza di sé oltre i limiti abituali del mentale, oltre i propri corpi, oltre lo spazio e il tempo, oltre il pensare, sentire e volere, oltre la vita e la morte fisica, essendo il nocciolo centrale e sostanziale della vita eterna. Vita del vero mondo spirituale, da dove tutto proviene nella proiezione di mondi e di enti, scevra da limitazioni e proiezioni, dove vige solo la presenza vorticosa della divinità nella Luce d’Amore del pensiero divino creatore. Operazione Solare della progressiva modifica strutturale dell’Io quale risultato della discesa dello Spirito Santificante che dà la vera presa di coscienza della forza iniziatica, essendo fuoco pervadente della Volontà Solare.
Discesa dello Spirito Santificante che avviene in un punto segreto, nella zona frontale della testa, che come energia incandescente della Forza Vivente dello Spirito Solare dona la capacità del risveglio e della realizzazione spirituale. Tale discesa permette l’apertura del centro della consapevolezza, da dove passa l’energia della Volontà Solare, o Fuoco Sacro, quale collegamento col mondo Spirituale. Pertanto, il centro in cui discende lo Spirito Santificante è il centro segreto dell’Unicorno, attivabile o attraverso il Pensiero Folgore, che è Pensiero Vivente compenetrato dal puro volere, o attraverso il rito di iniziazione, preludio al rito del Graal. Comunque avvenga la discesa, essa comporta sia la modifica interiore, riconoscibile come crescita e maturazione, sia la manifestazione nell’anima della potenza pervadente dello Spirito, riconoscibile esteriormente attraverso gli occhi e interiormente attraverso l’infiammarsi del volere e del furore divino; fulcro della magia sacra. Questo comporta l’uso di una maggiore attenzione sui movimenti del proprio pensare, sentire e volere metafisico e una maggiore consapevolezza per tenere sotto controllo e mascherare la potenza in atto di questo centro. Per questo tale organo è noto anche come centro del comando. È lo smeraldo caduto e perduto da Lucifero nel suo precipitare dal Regno dei Cieli; smeraldo con cui è stata forgiata, secondo la leggenda, la coppa del Graal quale simbolo di collegamento con il Sacro Amore, indicato nella simbologia medioevale dalla Vergine con il Liocorno.
In sostanza è il Diamante Folgore della tradizione buddista che, quale Pensiero Folgore, è capace di accendere nell’anima lo Spirito, indicato nella tradizione iniziatica come il “fuoco che accende un altro fuoco” quale esplicazione della Volontà Magica o Volontà Solare, legata alla purificazione, alla catarsi individuale e all’evolversi secondo le reincarnazioni. Operazione che ha la sua esplicazione nelle pratiche della via del pensiero che conducono alla presa di coscienza progressiva del proprio nucleo centrale di vita, comunemente ignorato dalla normale coscienza dormiente dell’uomo, ma a cui si perviene, grazie al pensiero libero dai sensi, ogni volta che l’uomo si disidentifica dalla mineralità del corpo fisico.
In sostanza il Sé Spirituale, lo Spirito Vitale e l’Uomo Spirito già operano occultamente nella loro totalità, in attesa che l’Io comune, accogliendo l’impulso cristico, si avvicini quale microcosmo alla conoscenza del Padre, essendo essa in definitiva la penetrazione della coscienza nell’Essere da parte dell’Io Superiore.
Si comprende cosí che lo sviluppo del Sé spirituale, dello Spirito Vitale e dell’Uomo Spirito avviene come crescita unitaria dell’Io. Sono solo gli aspetti di questa crescita che ricadono su qualità identificabili con questa o con quell’altra struttura, quindi non bisogna credere che si inizi a sviluppare il Manas, la Buddhi e l’Atma solo dopo aver completato lo sviluppo della forma precedente. Essi, infatti, non sono strutture a sé stanti, in realtà sono forme che si compenetrano, come d’altronde si compenetrano il piano fisico, eterico, astrale e spirituale, anzi sono già sviluppate e sono pronte ad accogliere l’essere capace di destarsi, in quanto esse dipendono esclusivamente dalla presa di coscienza e dalla sua trasformazione in consapevolezza dell’archetipo umano.
Tuttavia è da notare che l’aumento della consapevolezza di un elemento piú centrale intensifica le esperienze, le comprensioni e l’attività dell’elemento piú periferico, dopo averlo compenetrato. Pertanto ogni esperienza sopra illustrata, riguardante la prima presa di coscienza dell’Io nello sviluppo del Sé Spirituale, dello Spirito Vitale e dell’Uomo Spirito, presuppone lo sviluppo, sia pure a livelli diversi, delle altre strutture. Infatti, si può notare che in ogni esperienza vi sono elementi con proporzioni diverse di natura eterica, astrale e mentale, cosa particolarmente evidente in quelle che riguardano il Sacro Amore e il Graal, in cui è possibile notare aspetti che ricadono sotto la struttura del Manas, della Buddhi, o dell’Atma.
In conclusione si può dire che ad ogni esperienza partecipano in misure diverse tutte e tre le strutture; ogni sviluppo di una struttura sottintende lo sviluppo delle altre in forme piú o meno determinanti; anzi esiste una struttura unica che sviluppa la coscienza o, piú esattamente, la consapevolezza dell’Io nell’Essere.
Particolare importanza per il raggiungimento di questa consapevolezza riveste l’opera, reperibile in ben 28 libri, di Massimo Scaligero, che illustra e fa comprendere passo dopo passo la via del pensiero nel suo evolvere da pensiero riflesso a pensiero puro e, quale esplicazione del Pensiero Vivente o Solare, la presenza dell’Arcangelo Michele, la discesa dello Spirito Santificante e la conoscenza del Logos e della Vergine-Sophia nel cuore del proprio nucleo spirituale. Tutto ciò si ottiene con l’esercizio della concentrazione al quale, tramite la costante applicazione, si deve il risveglio iniziatico. Esercizio apparentemente semplice, ma di una difficoltà enorme nella sua attuazione metafisica, giacché ad ogni passo che si fa nella conoscenza e nella liberazione di sé se ne devono fare due nella morale, poiché ad ogni avanzamento nella via iniziatica corrisponde una lotta senza quartiere contro forze avverse, contrarie all’Io, che tentano di impedirne lo sprofondare nella coscienza superiore capace di liberare il veicolo del pensiero: la volontà. Pertanto la concentrazione è l’esercizio principe per il risveglio interiore, in grado di consentire all’Io Superiore di operare come miracolo la modifica strutturale del nostro essere. Tuttavia per giungere a queste modifiche strutturali, a queste esperienze e a questi stati concorrono, oltre alla concentrazione, altre pratiche della Scienza dello Spirito rintracciabili nei libri Iniziazione e Introduzione per una Scuola Esoterica dello Steiner. In particolare, concorrono a molte delle esperienze sopra descritte, tra cui l’esperienza della rotazione a forma di otto delle forze eteriche e l’esperienza dell’aureola, i cinque esercizi di base con le rispettive fasi, descritti in modo approfondito da Massimo Scaligero in Manuale pratico della meditazione.
Questi cinque esercizi base, oltre a far sperimentare in percezioni realistiche i movimenti di energia eterica legata al sentimento di fermezza, che è il senso che li sottende nelle loro rispettive fasi, nonché il movimento di energia eterica di sintesi, provocano, se accompagnati dalla dynamis del volere puro, gli stati dell’essere sopra descritti con movimenti eterici che non hanno nulla a che vedere con i movimenti eterici delle fasi stesse. A questi stati dell’essere si può attingere tramite la dynamis del volere puro nell’armonia della calma originaria dello spirito, che permette a questa dynamis di fungere da interruttore nell’accedere a tali stati dell’essere. Volere puro che non essendo legato alla corporeità è il veicolo dell’Io e perciò è il mezzo dinamico del potere magico con cui l’Io può provocare le esperienze per operare, tramite il Pensiero Vivente e la sua luce, la crescita interiore. Potere magico corrispondente allo stato evolutivo interiore realizzato quale coscienza dell’Io nel volere puro. Coscienza dell’Io non legata a qualsiasi forma di corporeità, sia pure rivestente la forma di natura sottile come il corpo eterico, astrale e mentale, ma libera nella coscienza dell’essere quale presenza dell’Io Superiore. Presenza dell’Io Superiore oltre la forma rivestita, essendo la sua forma la sostanza del volere in grado di spostare la propria essenza in qualsiasi corpo, in qualsiasi spazio e in qualsiasi dimensione, poiché capace di ritrovare in ogni punto il proprio Nucleo Vitale e il Logos.

Giotto Pierrogi (2. Fine)