AcCORdo

Presso il valico decisivo, occorre calmare tutto l’umano, essere nell’incorporeo assoluto, nell’assoluta assenza di psiche corporea, sino all’esperienza dell’aria, dell’aerità spirituale assoluta, dove tutto è trasparenza e pura creatività.
Esaurito l’umano, muove soltanto ciò che è assolutamente liberato, senza corpo, senza impedimento.
È come entrare in un ampio Tempio dell’Universo, ove si celebra il Mistero dell’Intelligenza Celeste. È il senso ultimo dello spazio: l’atrio dello Spirito. La Via conduce alla luce eterica del sentire e per virtú di questa alla comunione con l’Originario Logos. È l’incarnazione delle Forze cosmiche del sentire, in cui si determina il karma e si crea il tessuto nuovo del mondo. Il karma si estingue in questo sentire che incarna l’unità dello Spirito con il Mondo: quando questo sentire non ha tale sua sostanza eterna, allora si proietta negli eventi dolorosi che suscitino il suo vibrare vero. Ecco perché nella piú alta ascesi del Sentire – il Sacro Amore – si compie il destino spirituale dell’uomo. Nell’esercizio dell’Amore l’uomo affronta il vero essere, l’Io, vince l’ego, consegue l’indipendenza da Lucifero.
La vita profonda del sentire si libera da ogni contenuto, sino a essere sentimento del tutto, sentire cosmico, sentire puro. Sentire puro che non ammette inganno luciferico, non ammette moto o impulso che non sia la sua purità possente e reintegrante: la sua liberazione giunge nella profondità eterica del volere.
Com’è tutto confuso intorno, gli uomini disorientati o scatenati o bramosi o ottusi, le situazioni peggiorate in senso morale ed economico! Occorre una grande calma interiore, una quiete stellare, una impassibilità di fondo, insieme a una grande comprensione e compassione. Capire quello che avviene è il primo movimento. La calma, dunque, un senso eterno dietro tutto.
Intensa comunione dell’anima propiziata dall’ekāgrata assoluto: comunione con tutti coloro che soffrono.
Il vero senso dell’opera è lo scaturire piú profondo della Forza richiesta come guarigione dei mali del mondo, come potenza terapeutica dei mali umani, che agisce nella nostra natura, nell’esperienza quotidiana, in rapporto a ogni evento del giorno, come misura del Logos.
Il primo sentore di un nuovo ciclo, presso al decomporsi di tutto un decrepito mondo e alla confusione mentale dei suoi interpreti, si accompagna al presentimento di quello che si sta preparando. Presto saranno chiare tante zone della coscienza, perché una Forza nuova che da tempo sta operando attraverso il quotidiano dolore, sarà penetrata in esse, come lo Spirito nell’Anima.
È l’elemento sovrasensibile che previene tutto, divora l’inutile, supera l’illusorio, va dritto verso un contenuto non supposto e tuttavia preciso. La Verità trionferà allora sull’apparenza convenzionale della verità, sulla menzogna sociale, sul dogmatismo delle relazioni etiche, su tutto l’inganno del “tradizionale”.
Si comincia a delineare un rapporto ideale, come il tracciato di un nuovo impulso della storia umana.
Avvicinandosi il valore che sinora l’anima ha solo avuto come una misura di sé oltre se medesima, la visione del mondo si estingue in quanto proiezione di un qualsiasi valore, della Terra o del Cielo: si fa un grande vuoto terso del Cielo, ed è l’aprirsi dell’altezza a un’esplorazione novella del mondo. Ma non è un movimento ulteriore, bensí piuttosto un rovesciamento assoluto del “vedere”: un essere secondo l’essere che prima era negato, non veduto. Ora l’essere è il vedere medesimo, che non dà luogo a sentimento, perché esso stesso è la relazione ritmica, la piú ampia e universa, perché viene non da una “deficienza”, ma da un integrale essere: nel valore vivo. Ecco dunque che il meditare, nella sua solarità, è il potere che ricongiunge con la scaturigine del Logos, con potenza di investire tutta la corporeità. Seguendo lo svolgersi del volere invitto come il Sole, si ritrova la musica originaria dell’Universo. L’anima è trasparente e vive d’eterno come del suo respiro.

Massimo Scaligero

da una lettera del dicembre 1970 a un discepolo