Redazione

Vengo spesso accusata in famiglia e sul posto di lavoro di fare le cose meccanicamente, di essere distratta, non partecipe, di non interessarmi alla vita degli altri né a quello che la cronaca ci costringe a sapere ogni giorno. Essendo una seguace, anche se iniziale, della Scienza dello Spirito mi domando in che modo debba essere considerata questa mia tendenza ad estraniarmi dalla realtà di tutti i giorni.

Alda Materozzoli

Proprio perché siamo discepoli della Scienza dello Spirito è importante essere partecipi di quanto accade nella quotidianità ed essere all’interno degli eventi del mondo che ci circonda. Se ci rendiamo conto che il nostro modo di agire è distratto, automatico, che “facciamo le cose meccanicamente”, è necessario potenziare la nostra capacità di percezione. Oltre a compiere con regolarità e impegno i cinque esercizi fondamentali, possiamo esercitarci rivolgendo un’attenzione intensificata agli oggetti ordinari che normalmente il nostro occhio sfiora senza vedere: soffermiamoci a guardarli, a distinguerli uno dall’altro, come se li vedessimo per la prima volta. Si tratta di un esercizio semplice ma efficace, che rafforza la nostra volontà. Ci accorgeremo che questo nostro visualizzare con interesse oggetti apparentemente banali e insignificanti, ci aiuterà ad essere dèsti nelle situazioni piú diverse della nostra vita, contribuendo altresí a un armonico sviluppo delle nostre facoltà interiori, tale da permetterci anche di condurre una sana vita di relazione.
 
…Ho iniziato già da piú di un anno a fare gli esercizi, soprattutto quello della meditazione e quello della concentrazione. Non ho molto tempo durante la giornata, ma credevo di aver trovato un sistema. Siccome abito piuttosto lontano dal posto di lavoro, passo diverso tempo in macchina. Mentre guidavo, prima indirizzavo i miei pensieri solo a cose pratiche o di fantasia. Ma un giorno ho deciso di provare a fare una vera concentrazione. Credo che pensare con intensità a una matita, a un cucchiaino, oppure ai conti della spesa dovrebbe essere la stessa cosa, e in più ho pensato che mi trovavo un esercizio fatto. Infatti non vedo differenza tra i pensieri normali e quelli della concentrazione. Però, dopo aver iniziato questo esperimento, ho già avuto tre incidenti. Vorrei sapere se c’è qualcosa di sbagliato in questa mia decisione, o se quello che mi è successo è karmico e mi sarebbe comunque capitato.

Lidia Groppi

Ogni cosa deve avere i suoi giusti tempi e gli appositi spazi. In macchina ci si deve concentrare, è vero, ma sulla guida.
Potete venirmi incontro a lenire una delle mie ossessioni circa il messaggio di Steiner? Siccome sento di avere paura quando si parla di Lucifero e Arimane, perché li identifico nel diavolo cattivo, vorrei invece uno spunto in cui possa vedere quale ruolo positivo evolutivo hanno queste due forze per l’uomo e quando invece non lo hanno. L’Io, come può governare queste forze senza necessariamente fare un lavoro iniziatico? Quali sono le forze che io come Pietro posso riconoscere come forze dell’amore, cristiche? All’inizio, per esempio quando si ama un genitore, una sorella, una donna, un amico, si tratta di forze di amore autentico o di forze necessarie per poi avvicinarci all’amore universale?

Pietro di Roma

Le ossessioni si allontanano da noi se ci rinforziamo interiormente. E per farlo, occorre frequentare gli esercizi spirituali con regolarità, cosí come la preghiera. Un’altra cosa importante è il colloquio con il nostro Angelo. Egli è realmente il nostro custode e protettore. Dove non arriviamo con le nostre forze, possiamo chiedere aiuto a lui. Lo troviamo accanto a noi, sempre soccorrevole, se stabiliamo con la sua entità un rapporto regolare e continuo. Dice Rudolf Steiner che coltivare il rapporto con il nostro Angelo ci permette di ricevere aiuti e sviluppare forze come raramente da soli riusciremmo a fare. Quanto alle entità demoniache, esse non possono nulla se siamo “puliti”. Il nostro lavoro è dunque di ripulire la nostra interiorità, evitando di lasciarci andare a trasgressioni di qualsiasi genere. È vero che il ruolo degli Ostacolatori ha la sua parte positiva nell’evoluzione dell’uomo, rendendoci continuamente vigili nel controllo delle nostre azioni e vittoriosi su quelle che vengono definite “tentazioni”, ma è altrettanto vero che non dobbiamo abbassare la guardia nei loro confronti pensando che comunque è il Divino che li ha predisposti per noi, e quindi saprà bene Lui guardarcene! È esclusivo nostro compito superare le difficoltà che ci vengono incontro per mezzo loro, considerando sempre che tali difficoltà sono commisurate alle nostre forze, e mai possono eccedere la nostra effettiva capacità di positiva reazione ad esse. Anche chi non compie un lavoro iniziatico può avere ragione dei trabocchetti messi in atto dalle entità ostacolatrici, purché abbia una sana coscienza e una “buona volontà” di operare per il Bene. In merito all’amore, esso è lo scopo della nostra venuta sulla Terra, la finalità stessa della nostra esistenza. L’amore per un genitore, una sorella, una donna, un amico, l’amore per il nostro prossimo, è l’inizio della scoperta dell’Amore vero, quello che si accenderà in noi per il Logos, che sarà tutt’uno con il Cristo, cosí che possiamo dire con San Paolo: «Non io ma il Cristo in me». E questo rappresenterà la sconfitta, nella nostra interiorità ma anche tutt’intorno a noi, delle forze luciferiche, ahrimaniche e asuriche, che nulla potranno contro la pura luce adamantina che avremo acceso nel nostro cuore.
 
Ho trovato molto interessante nel vostro numero di Gennaio 2002 la lettera scritta da Romolo Benvenuti, il quale ha presentato interessanti osservazioni. Quello che volevo chiedere era appunto se voi poteste pubblicare nella vostra rivista con oggettiva esattezza i famosi esercizi. Non solo per me, ma credo che possa essere importante per molti, in modo da evitare confusioni. Eventualmente confrontando anche i diversi punti di vista sugli esercizi, dandone però delle spiegazioni piú approfondite sulle varie scelte. Forse quello che chiedo è un po’ troppo, ma avrete capito che il mio è amore della conoscenza, è ammirazione per il confronto, il quale credo sia sempre un momento di crescita.

Angelo Prinzo

La medesima richiesta ci è giunta da altri lettori. Rimandiamo gli interessati, in particolare coloro che seguono la nostra rivista su Internet, ai numeri arretrati, dal dicembre 1998 al giugno 1999. La sollecitazione ci ha inoltre spinto a pubblicare un approfondimento degli esercizi, donatoci da Massimo Scaligero, che abbiamo inserito nella rubrica Esercizi del presente numero, che potranno eventualmente essere stampate e conservate.
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Romolo Benvenuti «Golgota»

Se impariamo a sentire ciò che si esprime nei Vangeli, se ci lasceremo stimolare dai sentimenti che essi suscitano in noi, troveremo la via verso il mistero del Golgota. Chi s’innalza al sentimento e alla comprensione dei Vangeli mediante la Scienza dello Spirito, giungerà gradualmente a scorgere che essi non pretendono affatto di essere documenti storici, bensí dei testi che si effondono nei nostri cuori. Se essi effondono in noi i loro impulsi, le anime vengono afferrate (anche senza documenti storici) da quello che sentono e provano contemplando il mistero del Golgota: cioè dalla visione di quanto fossero decadute la scienza umana, la comprensione umana nei confronti della vera entità dell’uomo, quell’entità umana vera che fu insultata e crocifissa invece che riconosciuta e venerata come il più alto degli ideali. Da questo sentimento scaturirà allora la massima forza che permetterà all’uomo di sollevarsi fino all’ideale che risplende dal Golgota, a quell’ideale che illumina tutti coloro che sono disposti a sentirlo, a percepirlo. Gli uomini comprenderanno veramente che la Terra è connessa coi mondi spirituali solo se avranno compreso che la realtà spirituale, cioè il Cristo, è vissuta come entità cosmica nel corpo di Gesù di Nazareth; se avranno compreso che tutte le altre guide dell’umanità vissute sulla Terra erano state inviate dal Cristo come suoi precursori, a preparargli la via perché egli potesse essere compreso e riconosciuto. Certo, al momento in cui si compí il mistero del Golgota tutta quella preparazione non serví a molto, dato che nell’ora decisiva tutti vennero meno. Tuttavia si realizzerà sempre più l’ora in cui un numero crescente di uomini comprenderà non solo il mistero del Golgota, ma anche gli altri eventi raggruppati intorno ad esso, mediante i quali il mistero del Golgota potrà venir compreso sempre meglio.
…Un giorno, in avvenire, tutte le religioni del mondo, comprendendo rettamente se stesse, collaboreranno a poco a poco per giungere alla comprensione del mistero del Golgota, rendendone accessibile l’impulso a tutta l’umanità.
Si potrà pervenire un giorno alla comprensione del nucleo di sapienza e di verità di tutte le religioni, soltanto quando si sarà riconosciuto che parlando del Cristo Gesú non si enuncia una confessione religiosa particolare, egoistica, ma un fatto storico dell’evoluzione umana che ogni confessione religiosa può riconoscere in eguale misura. E la misura in cui ancora ci si oppone alla vera Scienza dello Spirito equivale alla misura in cui ancora ci si oppone alla vera comprensione del mistero del Golgota. D’altra parte, la vera comprensione per la Scienza dello Spirito è quella della comprensione per il mistero del Golgota. Quindi il cristiano che abbia accolto la Scienza dello Spirito potrà intendersi veramente con gli uomini di tutto il mondo.

Rudolf Steiner
(da: R. Steiner, Il Vangelo di Marco, Editrice Antroposofica, Milano 1980)