Redazione

…Mi accorgo sempre di piú che ogni concessione fatta dalla cosiddetta democrazia è come il letto di Procuste: si dà da una parte e si taglia dall’altra, in un continuo inutile tentativo di contentare tutte le categorie… Come far comprendere a chi sembra non voler intendere ragioni che si tratta di una corsa il cui traguardo viene continuamente spostato in avanti?

Elio Bartolomei

Come insegnava il Maestro d’Occidente, Procuste rappresenta un essere arimanico. Il suo desiderio è di conformare l’uomo a una verità unica dettata dalla materia, e quindi falsa. Egli trova fra eccesso e difetto una soluzione meccanica che non risolve ma peggiora la situazione, mentre occorrerebbe una soluzione interiore. È il senso di tutti i compromessi esteriori, quando non si sa trovare un provvedimento interiore: la costrizione a una misura antiumana. La democrazia è essa stessa un letto di Procuste. Su 100 persone, 2 sono dotate di spirito elevato, mentre il restante 98 è composto di mediocri. Se gli uomini fossero ancora illuminati, i due sarebbero guide degli altri. Ma la voce dei mediocri ora sopravanza quella dei due: ecco la falsità del suffragio universale. Le grandi verità si pagano col martirio, perché la massa le respinge. Ci è stato fatto da Rudolf Steiner anche in questo campo un grande dono: la Tripartizione dell’organismo sociale. Nostro compito non è solo studiarla sui libri (reprimendo in noi l’errato pregiudizio di considerarla una teoria interessante benché grandemente utopistica), ma di cominciare a metterla in pratica nelle nostre piccole vicende quotidiane, e soprattutto pensandola: nei nostri pensieri potranno affacciarsi soluzioni di cui potrà giovarsi la società futura.
 
Vorrei sapere se la preghiera può rapportarci alla divinità. Non credo di saper pregare, anche se spesso ho provato a farlo, ma senza tanta forza e convincimento…

Anita Binello

La forza della preghiera è nella spersonalizzazione, nell’attingere alla fonte di vita inesauribile, non come forza di personalità ma come tutt’uno con il Creato. Perché la preghiera raggiunga la Divinità, occorre che ci si svincoli dall’ego. La forza che ci permette la liberazione dall’ego è il pensiero che pensa se stesso: il pensiero libero dai sensi. Ed è proprio attraverso tale pensiero che la preghiera assume il suo esatto valore e la sua virtú risanatrice e creatrice.
 
Durante questo periodo di vacanze cerco di riposarmi senza riuscirci. Ho sempre dentro il ritmo incalzante dell’ambiente in cui vivo normalmente, dove gli impegni di lavoro mi costringono a continui spostamenti. Sento di essermi portato dietro la mia stanchezza. Come liberarmene?

Ferruccio Ardigò

 
Il riposo è la forza attinta dall’eterico. L’allontanare ogni pensiero, scacciandolo al suo sorgere, restituisce la necessaria distensione al cervello fisico, là dove è la sede della stanchezza. La forza eterica è inesauribile, quindi svincolandosi dal veicolo fisico attraverso l’esercizio della concentrazione o della meditazione, possiamo attingere alla sorgente inestinguibile di vita. Bastano pochi minuti al giorno di intensa concentrazione per restituire al fisico stanco il giusto equilibrio.
 
Qual è il significato, dal punto di vista spirituale, del calore del sole, quel calore che ci brucia e ci “cuoce” d’estate, quando vogliamo abbronzarci?

Barbara Centini

 
Il calore solare è l’amore del cosmo che si riversa sulla natura e che l’uomo deve trasformare in potenza del sentire, ossia in amore umano. Il calore è movimento puro. Ogni volta che un pensiero si “accende” in noi, si crea un movimento che genera calore. Il vero calore è spirituale: noi non lo percepiamo direttamente, abbiamo solo sensazioni di oggetti riscaldati, sensazioni di ciò che è pervaso di calore, come la nostra pelle esposta al sole. La percezione diretta del calore, invece, è un atto essenziale dello Spirito: è percezione di Amore.
 
È stato chiesto un mio parere sull’eutanasia, facendo il caso di un essere nato deforme e con evidenti turbe psichiche. Non ho saputo rispondere in modo appropriato, anche se sento che l’eutanasia non è una cosa giusta. Sarei grata di un orientamento.

Lorena Di Santo

Oggi si parla di eutanasia perché non si comprende piú il valore della sofferenza. Un essere umano nato infelice, deforme, è un centro di forze, lavoro segreto dello Spirito dietro un apparire che è come una scrittura occulta: da decifrare. L’eutanasia è anticristiana. Viene presa in considerazione a causa dell’attuale perdita dei reali valori umani, di una non penetrazione del fenomeno della vita. In ogni sofferenza del corpo bisogna vedere una costruzione, una nuova creazione. È lo Spirito che cerca un’evoluzione attraverso una nuova espressione nel fisico. Dobbiamo pensare che ogni organo sensibile si è formato attraverso lunghe sofferenze. Immaginiamo la formazione dell’occhio: si dovranno essere aperte, all’inizio, due profonde piaghe nel viso. È indicativa la sofferenza di una madre per la nascita di un figlio, dell’ostrica per la formazione della perla. L’eutanasia rappresenta l’assoluta negazione dell’amore: quell’amore che la vicinanza di esseri infelici spinge ad esercitare nella maniera che è spesso la piú alta per le possibilità umane, perché meno egoistica di altre forme, persino dell’amore materno. E dobbiamo anche considerare che la sofferenza del fisico è una gioia per lo Spirito, cosí come le gioie umane, finché non si accostano alla gioia pura – quella che partendo dall’umano lo trascende per entrare nella sfera sovrasensibile – sono causa di dolore per lo Spirito. Quanto all’eutanasia richiesta dalla persona stessa per porre termine alle proprie sofferenze, essa rappresenta un atteggiamento di fuga dal proprio karma, un rimandare il problema che tornerà comunque a proporsi.
 
Perché quando incontro per la prima volta una persona mi accade di essere piú colpita dall’intonazione della sua voce che da quanto effettivamente dice? Questo mi è già successo piú di una volta con persone appena conosciute, e in seguito ho trovato un esatto riscontro alle mie impressioni iniziali nello scoprire la loro reale personalità…

Savina Lugli

Attraverso il suono della voce si manifesta la vera essenza dell’uomo: come nella parola si esprime il pensiero riflesso, cosí nel suono della voce, nelle sfumature delle intonazioni, si esprime il pensiero libero dai sensi. Si deve immaginare la parola come una superficie dall’interno cavo, in cui agisce il suono. Il primo segno di un Iniziato è il cambiamento del tono della sua voce: perché da lí egli sprigiona delle forze che agiscono direttamente sull’ascoltatore, indipendentemente dal significato delle parole che pronuncia. Quando l’uomo arriverà ad esprimersi con il suono, invece che con la parola, si creerà un nuovo linguaggio, derivato direttamente dal suono.
 

«L’Arcangelo Michele» – tempera su tavola, 1550-1580
proveniente dalla Chiesa di San Demetrio, Museo Saris, Bardejov, Slovacchia

 
«Michele è lo Spirito del vigore. Con il suo entrare nella evoluzione umana egli deve renderci capaci di non porre da un lato la spiritualità astratta, dall’altro la materialità in cui urtiamo e che sezioniamo, senza avere il minimo sentore che in fondo essa è pure una forma di manifestazione dello Spirito; Michele ci deve permeare come forza vigorosa che può guardare attraverso la materia, poiché in essa vede dovunque lo Spirito».

Rudolf Steiner

da La missione di Michele, Ed. Antroposofica, Milano 1998, p. 36.