Redazione

…Mi chiedo come è possibile conciliare l’ideale di bellezza e di perfezione con l’umiltà che dovrebbe contraddistinguere chi ha recepito il vero messaggio del Cristo. …A volte sento proprio forte la mia presunzione di essere perfetto (lavoro, sport, relazioni) e di volere la perfezione altrui (donna dalla bellezza ideale) e mi accorgo che questo è solo frutto della mia mente sognatrice. In poche parole, anche il sogno di incontrare la donna ideale con le fattezze perfette e con una bellezza interiore da ammirare non può che “scontrarsi” con la realtà, e con gli incontri veri e reali. 

PdR

L’ideale di bellezza, purezza, altezza, potenza, intelligenza, e chi piú ne ha piú ne metta, corrisponde all’archetipo spirituale di ogni essere che, in divenire, può essere considerato portatore di tutte le positività. Ma questo ideale è ancora assai lontano dall’essere raggiunto dall’uomo: non è neanche sfiorato. Quindi molto meglio pensare, come ci insegnano i Maestri, che sulla terra non vengono messi insieme due angeli per unire due perfezioni, ma persone che devono lavorare per migliorarsi a vicenda. Dobbiamo chiedere il massimo da noi stessi, ma non pretenderlo dagli altri. Piuttosto, vedere in ognuno il positivo che c’è, può essere un aiuto ad obiettivarlo. Sogni e ideali vanno bene se restano nell’àmbito che spetta loro, appunto ideale. Nella pratica, bisogna lavorare con il materiale umano terrestre, molto distante dal celestiale. Alla fine della vita, dovremo dar conto di quanto avremo fatto per rendere piú lieve la gravità materiale. E piú che al Divino, che di comprensione ne ha infinita, ne risponderemo a noi stessi, e nessun giudice è altrettanto severo e intransigente.
Ho un’estrema sensibilità al freddo, che durante la stagione invernale mi rende difficile la permanenza all’aperto o all’interno di ambienti non opportunamente riscaldati. Questo nuoce alla mia attività lavorativa, e persino agli esercizi interiori. So che si tratta nel mio caso di una forma patologica, ma quando mi dicono che il freddo fa bene, che è corroborante, che aiuta lo spirito ecc. non riesco a condividere questa convinzione degli altri... 

Severino Notarbartolo

Si crede, in effetti, che il freddo irrobustisca, ma è vero però che esso non può aiutare il sistema nervoso. Il freddo penetra dall’esterno attraverso i pori della pelle, e dalle terminazioni nervose raggiunge il sistema nervoso centrale. Astrattamente si potrebbe affermare che il freddo, penetrando nel sistema nervoso, lo rende piú morto, e quindi piú indipendente dal supporto della natura, ma è vero invece che esso agisce negativamente, perché interrompe il rapporto fra il sistema nervoso e il sangue. Il sangue dà una parte del suo calore al sistema nervoso, stabilendo un incontro piú o meno intenso che, accentuandosi in determinati momenti, crea un’armonia nel sistema dei nervi dell’uomo. Anche un acceso sentimento è un momento d’incontro armonioso fra sangue e sistema nervoso. Ogni malattia è un’interruzione di tale incontro. Il sistema nervoso è molto sensibile al freddo a causa di questa cessazione di rapporto. Bisogna quindi particolarmente temere forme di infreddature che possono essere inizio di altri e piú gravi stati di malattia. Non bisogna comunque eccedere nella preoccupazione per il freddo, verso il quale l’organismo sa in genere approntare le necessarie difese. Dobbiamo solo stare attenti a momenti particolari, quali il risveglio – in cui la sensibilità aumenta, non essendosi ancora perfettamente stabilito il rapporto fra il sangue e il sistema dei nervi – o durante la digestione. È da osservare che gravi forme di depressione, malattie mentali, paranoie, possono essere state originate dal freddo. Tutta la nostra comprensione dunque per chi soffre il freddo, e la consolazione che anche gli spiriti piú eccelsi nella loro veste fisica hanno spesso avuto lo stesso tipo di problema.
Forse non è la sede adatta a un tale quesito, ma ho un nipotino di quattro anni, piuttosto vivace e poco incline a stare tranquillo a giocare. Per Natale sono indecisa su quale tipo di giocattolo acquistare. Potrei avere un consiglio, anche se non preciso, di massima? 

Beatrice Sansovini

È giusto pensare con attenzione prima di fare un regalo a un bambino. L’indicazione di massima riguarda il fatto che il miglior giocattolo non dovrebbe mai essere già compiuto in sé, ma dovrebbe aiutarlo nel suo sviluppo, facendogli esercitare la sua attività creante. Ciò che soprattutto bisogna evitare sono le armi. Molti credono di sviluppare la virilità dei maschi regalando loro pistole, spade, pugnali e frecce, senza sapere che il bambino trarrà da esse una debolezza costituzionale. Si sentirà protetto soltanto da qualcosa al di fuori di lui, un’arma, e non trarrà da se stesso la forza che disarma qualunque avversario, la sicurezza di sé, che è la vera virilità.
 
Dai miei figli e nipoti vengo considerato un superato, un vecchio “rammollito”, e su qualunque cosa io esprima le mie idee, che pure in diversi casi sono in seguito risultate giuste, non vengo mai preso in considerazione. Non voglio affermare di possedere un’intelligenza superiore, ma mi sono laureato a pieni voti e nella vita ho avuto molti riconoscimenti professionali. E tuttora leggo, m’informo, seguo alla televisione gli avvenimenti del giorno, tentando di farmene un’idea personale. Utilizzo regolarmente il computer e visito su Internet siti di mio interesse, come quello vostro dell’Archetipo. Certo sono un ottantenne, e questo per i miei parenti sembra inequivocabilmente essere indice di rimbambimento senile. Seguo da molti anni l’antroposofia, anche se non legato a gruppi, e pratico tuttora la meditazione, che in lunghi anni non ho mai abbandonato… 

“Nonno” Arnaldo

Figli e nipoti di cotanto “nonno”, oltre a essere sgradevolmente poco sensibili, tendono a generalizzare, attribuendo al nostro lettore una configurazione che non sembra proprio attagliarglisi. In effetti, nella vecchiaia l’eterico della testa tende a staccarsi dalla corporeità, e ciò genera in molti anziani quello che viene definito il “rammollimento” dell’intelligenza. Per chi invece abbia fatto un severo lavoro di pensiero, questo è un vantaggio, in quanto il liberare l’eterico dai vincoli che lo legano al fisico diviene molto piú agevole. E anche se con l’età si ha una diminuzione dell’intelligenza brillante, dialettica, questo è a favore di una maggiore saggezza, una essenzialità, una chiarezza di idee. Che non mi pare arrida troppo a cari consanguinei.
Dipingo volentieri paesaggi, ma dopo la loro esecuzione, che, devo dire, è tecnicamente piuttosto valida, quando li osservo obiettivamente mi sembrano freddi e distanti e non riesco a ritrovarvi quella sensazione di vivente che volevo comunicare all’osservatore. Da cosa può dipendere?

Franca Blasiotti

Chi dipinge è spesso ipercritico nei confronti dei propri lavori, ma se vogliamo dare per effettivo il risultato “lunare” della rappresentazione, possiamo dire che questo può derivare dal fatto che non si è tenuto conto delle forze eteriche, del contrasto cioè delle forze terrestri e celesti. Da una simile lotta è plasmata la natura, e questo deve trasparire nei dipinti. L’esecuzione non può quindi essere solo tecnicamente ben eseguita, o peggio leziosamente levigata, ma deve mostrare l’impronta della forza. Inoltre, dal paesaggio dovrebbe emanare un senso di silenzio, solitudine, maestosità, sacralità. Una tale atmosfera si può trarre dall’esterno, in particolare quando si lavora “en plein air”, ma è necessario averla soprattutto in se stessi.

Dorme
l’anima della Terra
nel caldo tempo d’estate;
chiaro allora
lo specchio del Sole
irradia nell’esteriore spazio.

Sveglia
è l’anima della Terra
nel freddo tempo d’inverno;
spiritualmente allora
risplende il vero Sole
nell’essere interiore.

Gioioso giorno d’estate
è sonno della Terra,
notte sacra d’inverno
è giorno della Terra.

Rudolf Steiner

Da Parole di Verità
Editrice C.U. Trani, Trieste 1939
versione autorizzata da Marie Steiner von Sivers.