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Della
Tripartizione come polifonia sociale
- La Tripartizione nacque
come una polifonia sociale e non fu meno complessa di un’opera
dell’ingegno artistico. Volendo proseguire con la
metafora musicale possiamo dire che ancor oggi, è
possibile nel nostro mondo (cosí avanzato rispetto a
quell’epoca) ascoltare l’antichissima e sempre grande
musica di Ludwig van Beethoven cosí come ancor oggi
percepiamo i benefici sociali della Tripartizione.
- Una sinfonia per espletarsi ha necessità molto complesse:
stampatori di spartiti, costruttori di sedie e leggii,
sarti, liutai, negozi di strumenti, idraulici ed
elettricisti per il riscaldamento e la refrigerazione
delle sale, architetti e finanziatori, maestri
strumentisti che si esercitano per decenni, insegnanti che
tramandano nei conservatori una tradizione musicale, un
direttore che riesce ad imporsi per le proprie qualità e
infine un pubblico capace di apprezzarla. Un tempo,
occorrevano persino i gatti per fabbricare le corde degli
strumenti ad arco con le loro budella; oggi, grazie ai
progressi della chimica, ci è permesso di superare questa
barbara necessità. Tutti questi elementi non sono che una
piccola parte di quanto richiesto da una sinfonia, ma essi
rendono l’idea della complessità degli elementi in
campo. Senza questo corollario infinitamente complicato
non ci sarebbe la possibilità di ascoltare le
composizioni dei grandi musicisti.
- Ebbene, anche i cambiamenti sociali per realizzarsi hanno
necessità di una simile concomitanza, di condizioni
storiche adatte. Naturalmente, anche in questo caso è
richiesto un compositore che scriva la partitura ed un
Maestro d’orchestra che diriga gli eventi. Se il
Risorgimento italiano non avesse avuto Garibaldi o
Mazzini, la storia si sarebbe sviluppata in modo diverso.
- La “partitura” della Tripartizione era stata scritta
nei primi decenni del Novecento da Rudolf Steiner, ma chi
sarebbe stato il Direttore d’orchestra, colui che
avrebbe trasformato in suono quello straordinario pensiero
sociale?
- A questa domanda nei primi anni del Millennio non era
stata ancora data risposta, ma le condizioni storiche
stavano già mutando.
Della
presa di coscienza
- Fu allora che i popoli
delle province europee iniziarono a prendere coscienza
della loro sudditanza all’Impero d’Occidente. Al
risveglio, ogni mattino, qualche europeo in piú apriva
gli occhi e sentiva che la società mondiale cosí
conformata non era piú accettabile. Certamente durante
la giornata, in quell’epoca, la coscienza umana veniva
lesa con ogni mezzo. Accadeva cosí, che moltissimi uomini
passassero il loro tempo oscillando tra un buio interiore
cupo e dilaniante ed un vuoto perdersi nei divertimenti
elargiti dall’Impero. La Scatola Ipnotica Televisivis e
mille altri stordimenti psichici, chimici ed elettronici
allontanavano ancor piú gli uomini dalla loro realtà.
Eppure una nuova consapevolezza emergeva e penetrava
dolorosamente nelle anime. Panem et circenses non erano
piú sufficienti per blandire un malessere profondo dovuto
allo scontro fra ciò che l’uomo era e ciò che invece
trovava sulla terra. Laddove non esisteva questa dolorosa
presa di coscienza, regnavano incontrastati gli
automatismi medianici di lenimento.
- Tutto ciò produceva già in vita, per una legge di
contrappasso, condizioni ancora piú dolorose nelle
coscienze che rifiutavano il degrado interiore proposto
dalla cultura dominante. Questo dolore persistente e
diffuso ormai chiedeva un senso ed una ragione.
- La Chiesa di Pietro o le Chiese Protestanti, ormai
laicizzate, non potevano piú dare risposte adeguate. Le
sette pseudo-esoteriche si rivelavano squallidi luoghi di
truffa. La cultura si rivelava fallace ed illusoria,
assoggettata com’era al relativismo ed alle mode
passeggere. La politica incapace di trasformare il mondo.
Le famiglie, senza un cardine spirituale, si sfasciavano
con enorme facilità.
- Si era creato un vuoto, che poteva esser riempito soltanto
dallo Spirito.
Della
maturazione culturale e spirituale
- Dopo la svolta del
Millennio, avvenne un fatto nuovo. L’avversione all’Impero
Occidentale iniziò a palesarsi su un piano culturale e
spirituale: una reazione profonda, tutt’altro che
superficiale, quindi non ideologica o politica.
- Ciò che era letteralmente inspiegabile per gli Imperiali
era il fatto che questa ostilità alle scelte dello Stato
Guida si palesasse ovunque in Europa, anche fra quei
cosiddetti ceti moderati, che per mezzo secolo erano
apparsi mitemente integrati in quel sistema economico.
- Avvenne cosí che moltissimi europei, sia che vagamente
propendessero per le idee cristiano-liberali sia che
aspirassero a modelli piú socialistici, si trovassero in
disaccordo con l’aggressiva politica di potenza e con i
modelli culturali dello Stato Guida. Costoro non erano
affatto una tribú marginale: erano il centro
gravitazionale delle società europee. Inoltre questi
europei, a differenza di tanti asiatici e mediorientali,
erano tanto maturi da comprendere che la risposta all’Impero
non poteva nascere su premesse militari né tanto meno
politiche.
- Anche questa era una condizione favorevole per una
profonda revisione sociale.
Del
superamento della dualità
- Il mondo progrediva. L’idea
che gli Stati e la politica non dovessero intervenire
nella vita economica e spirituale degli uomini avanzava
inesorabilmente. Altrettanto inesorabilmente, però, in
Europa avanzava un’idea di solidarietà sociale che
chiedeva un minimo vitale garantito per ogni appartenente
alla comunità. Queste due concezioni per tutto il 1900
furono considerate in totale antitesi. Un mondo senza
tasse sul lavoro e con un welfare diffuso sembrava un’utopia
irrealizzabile, e cosí sarebbe stato senza il pensiero
sulla Tripartizione di Rudolf Steiner, che permetteva la
sintesi di queste due aspirazioni: libertà e fraternità.
- Gli uomini chiamati a realizzare questo compito (come
furono chiamati, per compiti diversi, Cesare, Garibaldi,
Ghandi o Alessandro il Grande), avrebbero congiunto due
lembi ideali d’una dualità non piú antitetica. Una
visione apparentemente ultraliberista e l’altra
apparentemente comunista stavano per congiungersi in una
prospettiva scientifico-spirituale.
Del
denaro di decumulo
- Gli stessi mezzi
digitali, a quell’epoca, resero possibile il
concepimento di nuovi modelli di organizzazione
socio-economica, come il decumulo monetario e la cessione
automatica di una parte della ricchezza all’organo
economico predisposto alla ridistribuzione. Questa parte
devoluta alla comunità sarebbe stata donata in parti
uguali, creando un minimo vitale garantito per tutti. Si
superava cosí l’idea d’uno Stato politico esattore e
redistributore di servizi sociali.
- Ai primi del 1900 questa
possibilità del decumulo era stata intravista da un
economista tedesco: Silvius Gesell. La logica di Gesell
era che il denaro debba essere un puro strumento di misura
degli scambi. Con questa intuizione Gesell fu molto
lungimirante, in quanto si rese conto che l’irruzione
del denaro cartaceo modificava in modo radicale la stessa
natura del denaro. Ma all’epoca di Gesell e di Rudolf
Steiner, il decumulo doveva essere realizzato con
complicati sistemi di affrancatura sulla carta moneta.
- Alla fine del 1900, con l’avvento dei sistemi digitali
si rese concretamente possibile assoggettare il denaro a
tassazione. La complessità e la varietà dei pagamenti
effettuati quotidianamente nel mondo con sistemi digitali
rese quindi concepibile questa idea molto complessa ma
feconda: nasceva il denaro a tempo. (Se oggi chi scrive
gli Annali usa ancora i Crediti informatici e gode di un
reddito vitale, è perché in quell’epoca furono gettate
le basi di questa grande innovazione).
Dell’evoluzione
spirituale delle nuove generazioni
Molti giovani europei,
che avevano guardato con enorme diffidenza la vecchia
politica di delega, scoprirono per la prima volta la
dimensione sociale in chiave spirituale tripartita.
Rispetto agli ultimi decenni del secolo precedente, il
primo secolo del Millennio rappresentò questa
straordinaria novità: stavano nascendo generazioni in
grado di concepire dei progetti sociali profondamente
innovatori.
- Le conoscenze tecnico-informatiche e la cultura economica
diffusa in quegli anni stavano dando dei frutti
insperati, perché a differenza delle generazioni
precedenti molti nuovi nati avevano la forza interiore
per coniugare aspirazioni spirituali, metodo scientifico
e capacità tecnologiche estremamente avanzate.
- Un dato di fatto era
ormai incontrovertibile: in quegli
anni si incarnarono sulla terra tantissime
individualità molto evolute dal punto di vista del
pensiero. Chi si trovò a vivere in quell’epoca,
difficilmente si rese conto di ciò che stava accadendo,
ma noi, a distanza di secoli, sappiamo che la Storia non
evolve con le ideologie, ma per mezzo dello Spirito degli
uomini che decidono di scendere sulla Terra.
Salvino
Ruoli
(6. continua)
Immagine:
Raul Lovisoni «Giovane rosicruciano» |