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4. L’oro e l’argento
- Abbiamo
detto che la leggenda inclusa nel geroglifico della Materia
Prima suonava: «En To Pan» (Uno il Tutto). Ciò
significa che l’unità e l’infinita molteplicità sono
confusi in uno stesso caos. Ma è possibile che il principio
dell’unità si affermi; fissi se stesso, si faccia valere
come elemento dell’assoluta determinatezza. Questa
è appunto la qualità dell’Io che non comporta alcun
cangiamento ed è stabilita in eterno; ma è nello stesso
tempo la qualità dell’oro che nessun agente esterno
riesce ad alterare e che anche quando entra in combinazione
con altri elementi fa valere il proprio carattere. Gli
alchimisti rappresentavano l’oro e quindi l’Io con un
cerchio avente nel centro un punto.
Il
punto è l’unità, la determinatezza, l’Io che sorge dal
caos e lo ordina in cosmo. Questo segno è al contempo il
geroglifico arcaico del Sole. Dei due principi contenuti
nella Materia Prima del caos – l’unità e la
molteplicità – può venire a manifestazione anche il
secondo. In questo caso la Materia Prima si restringe, s’incurva
passivamente in attesa di ricevere una determinazione dall’esterno.
Ed ecco qui la rappresentazione simbolica della falce
lunare, dell’Argento, dell’Anima capace di infinita
determinazione.
- Così
la Materia Prima si è scissa nei suoi due principi: l’Unità
(l’Io, l’Oro, il Sole) e la Molteplicità (l’Anima, l’Argento,
la Luna).
La
differenza tra la Materia Prima e l’Argento lunare è la
seguente: la Materia Prima è suscettiva di infinita
determinazione, ma questa possibilità è attiva, sorge dal
suo stesso seno in cui opera la forza unitaria dell’Io;
invece l’Argento lunare contiene la possibilità dell’infinita
determinazione in senso puramente negativo. È come la cera
capace di far rilevare qualsiasi sigillo che le venga
impresso dall’esterno. L’Anima può generare all’infinito,
ma ha bisogno per far ciò di essere di continuo fecondata
dalla forza dell’Io. Questa verità è rappresentata
cosmicamente dalla Luna che riceve e riflette la luce del
Sole.
5. L’Arsenico e il Sale
La
Materia Prima, sommossa dall’impulso dell’Io, entra in
attività e manifesta un principio propulsore che diventerà
sempre più vigoroso. Possiamo rappresentare ciò con l’ideogramma
della Materia Prima solcata da una verticale.
- Questo
è il simbolo dell’Arsenico, del principio arsenicale,
cioè dell’immensa virilità cosmica, della forza divina,
del vigore universale che suscita e sopporta mondi. Jacob
Böhme usa lo stesso ideogramma per rappresentare il
Salnitro, che egli chiama “il calore dal cui seno esce la
luce”. È cioè il fuoco occulto, l’entusiasmo
inestinguibile della creazione che pervade tutto il cosmo.
Ma l’Arsenico è invero ancor più occulto che il
Salnitro. È l’Anima cosmica da cui promana questo
entusiasmo inestinguibile, questo calore onnipresente che
cova i mondi; è la Virilità indefettibile da cui sprizza
lo sperma fecondatore d’ogni esistenza. Questo sperma
cosmico, questo Logos seminale è appunto il Salnitro. Ora
capite perché il Salnitro è il fertilizzante per
eccellenza della nostra Terra. Il Salnitro, pur se in
piccole quantità, deve essere presente nel terreno perché
questo possa produrre la vita vegetale. Lo stesso ideogramma
vale dunque per l’Arsenico e per il Salnitro, cioè per la
Virilità e per il seme della Virilità. Si potrebbe usare
lo stesso segno per indicare lo stato iniziale di calore su
Saturno.
Il
principio femminile della Materia Prima (cioè quello della
moltiplicazione, della molteplicità) può esaurirsi. In
questo caso la Materia Prima si irrigidisce, assume una
forma fissa, perde la possibilità di formazioni nuove.
Vogliamo rappresentare un tale irrigidimento con una retta
che solchi la Materia Prima in senso orizzontale.
Con ciò abbiamo disegnato il simbolo del Sale, cioè della
forma fissa e immutabile. È questo il segno del mondo
fisico terrestre arimanizzato e del cadavere umano.
- Voi
sapete dallo studio delle opere del Dottor Steiner che ogni
processo salino nel nostro corpo equivale a un processo di
morte. Ecco perché l’Ostia sacrificale della Messa non
deve contenere il sale, elemento terrestre per eccellenza.
6. I quattro elementi
I
due principi cosmici (Oro ed Argento) che abbiamo finora
caratterizzati, possono venir considerati anche nella loro
“discensione”. Nel processo evolutivo danno origine al Fuoco
e all’Acqua. Il primo tende costantemente all’alto,
la seconda al basso, perciò, secondo questa loro natura, il
primo viene rappresentato in alchimia mediante un triangolo
con il vertice in alto e la seconda mediante un triangolo
con il vertice in basso.
Il
“Sale” (caratterizzato dalla retta orizzontale) agendo
su questi due elementi provoca un arresto, una sincope della
loro attività e così dal Fuoco si origina l’Aria
e dall’Acqua s’origina la Terra.
- In
alchimia l’Aria è Fuoco salato, come la Terra è Acqua
salata.
- Questi
elementi non vanno però identificati con ciò che noi
percepiamo qui sulla Terra fisica come fuoco, aria, acqua e
terra. A questo stadio della loro discensione sono forze
prive di ogni qualità fisico-materiale e corrispondono ai
quattro eteri che noi conosciamo nella Scienza dello
Spirito.
7. La Quintessenza
La
Tetrade degli Elementi può essere rappresentata ancor più
schematicamente da una croce. I quattro bracci della croce
indicano rispettivamente: quello in alto il Fuoco, quello in
basso la Terra, quello a destra l’Aria e quello a sinistra
l’Acqua.
- Il
punto d’intersezione delle due rette, qualora venga
rimarcato, vale come simbolo della Quintessenza.
La
Quintessenza è dunque ciò che di non dimensionale sta alla
base dei quattro elementi. È, nei nostri termini, l’etere
primo, l’etere non differenziato da cui originano gli
eteri differenziati del Calore, della Luce, del Suono e
della Vita. Nel linguaggio della saggezza orientale viene
chiamato Akasha.
8. Il Solfo e il Mercurio
- Ogni
differenziazione elementare viene fissata in una forma. La
forza cosmica che conferisce la forma è data dal Solfo. L’alchimia
distingue due specie di Solfo: quello celeste incombustibile
e quello terrestre combustibile. Il primo viene
rappresentato dal segno dell’Ariete (forza pura), il
secondo dal triangolo del fuoco sovrapposto sulla croce
degli elementi.
Il
Solfo terrestre si manifesta in ogni processo di combustione
fisica; esso è l’elemento di legame fra il fuoco fisico e
gli stati di aggregazione della materia quali li conosciamo
sulla Terra. Se il Solfo è il principio che fissa la forma
degli elementi, il Mercurio è invece il principio che
permette la metamorfosi, la
trasmutazione della forma, purché s’intenda ciò in senso
meramente passivo. Abbiamo già visto che questa qualità
intesa cosmicamente viene rappresentata dall’Argento
lunare, o principio differenziatore della Materia Prima.
Sulla Terra, la stessa qualità è legata agli elementi e
viene rappresentata dalla Luna che sovrasta la croce
elementare. Frammezzo però è posto il segno della Materia
Prima.
- Si
tenga presente che l’Argento rappresenta il principio
differenziatore in potenza, mentre il Mercurio lo
rappresenta in atto.
Fortunato
Pavisi
(2. continua)
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