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Dedicato a
C.S. Lewis |
Mefistofele
a Faust (vv. 2.182-83):
«Certa gente non s’avvede del demonio
nemmeno quando lui la tiene per il collo».
J.W. Goethe, Faust (La taverna di Auerbach a
Lipsia) |
Premessa
- Non
ho la minima intenzione di raccontare come mi sia
capitata tra le mani, accidentalmente, la
corrispondenza via web che metto a
disposizione di chi legge, ma costui, se vorrà
proseguire nella lettura di queste righe è caldamente
pregato di tener ben presente che i demoni, oltre
che insolenti patentati, sono costituzionalmente
dei gran bugiardi. Quindi non è bene prendere per
oro colato, neppure dal suo stesso punto di
vista, tutto ciò che G.W.B. (ossia il giovane
diavolo Giunior W. (Dabliu) Berlicche – giovane…
si fa per dire) scrive via e-mail a suo zio
Malacoda. Anche perché il nostro linguaggio non
rende pienamente la complessità dei significati
espressi, a volte con singoli vocaboli
monosillabici, da questo zelante studente,
iscritto alla diabolicamente prestigiosa Furbonia
University. Né è possibile trasporre nei nostri
usuali concetti spazio-temporali un’evidente
assenza di queste categorie nel mondo frequentato
attivamente dal nostro aspirante tentatore
professionista. E infine, neppure posso mettere la
mano sul fuoco circa la effettiva competenza del
traduttore interpellato. Meglio dunque una sana
prudenza, piuttosto che entrare in una sterile
polemica con una entità così mefistofelicamente
dotata sul piano logico-dialettico, entità che
tradizionalmente preferisce operare nell’ombra,
lanciare il sasso e nascondere la mano. Piuttosto
è preferibile voltare pagina ed occuparsi d’altro.
- Infatti
l’uomo dell’epoca attuale – per naturale
costituzione così incapace di percepire l’intero
svolgersi nella sua corporeità fisica delle
proprie forze di crescita e, sul fronte opposto,
quasi completamente avulso dalla possibilità di
vivere in quelle del decadimento – può
inciampare in due particolari errori, uguali e
polarmente opposti, nei riguardi dei diavoli e
delle loro ragioni. Il primo è quello di non
credere affatto alla loro esistenza… e persino
di vantarsene! L’altro è quello di credere sì,
alla loro esistenza, unica e legione
a un tempo, ma di sentire per queste entità un
interesse morboso, intenso e nondimeno malsano!
Loro, i diavoli, sono resi felici da entrambi gli
errori dell’uomo e salutano con la medesima,
intensissima, diabolica gioia, il materialista
arrogante e lo stregone malvagio. Irridono
sarcasticamente alla cecità di entrambi, che non
si accorgono di nutrirsi alla medesima
velenosissima radice della istintiva, ottusa,
pigra, comoda, irresponsabile e soprattutto
manipolabilissima beata ignoranza.
- Ogni
tanto il lettore attento ed interessato al tema
può cogliere, ma solo ex adverso, in
momenti di particolare tensione, ansietà e
confusione del nostro Giunior Dabliu, come gli
antidoti a questa situazione di occulto servaggio
dell’uomo – ossia la ricerca di una conoscenza
che non teme limiti di fronte a sé, la
comprensione delle leggi spirituali della
reincarnazione e del Karma, il coraggio di
affrontare il destino come qualcosa che si sia
scelto da sé, la capacità di concepire l’innatalità
come indispensabile polarità all’immortalità
(per il valido operare nel mondo dell’individuo
socialmente responsabile), la positiva attuazione
di una Tripartizione dell’organismo sociale e,
infine, la superiore tolleranza che nasce dall’amore
fiducioso per il libero sviluppo del prossimo –
siano a tal punto aborriti dai pestiferi allievi
della Furbonia University che il solo loro
pensiero vien bandito e temuto, anche e
principalmente in relazione alla potenziali note
di demerito, davvero terrificanti per i nostri
studenti, che ivi i vari docenti bramano
comminare.
- Nessun
tentativo è stato fatto da parte mia di mettere
in ordine temporale la presente corrispondenza
elettronica, anche perché il modo diabolico di
datare sembra contemporaneamente saltare di palo
in frasca tra passato e futuro, e pare non abbia
alcuna relazione con la presente cronologia
terrestre ed il senso dell’attuale trascorrere
della storia umana. Neppure è stato fatto il
tentativo di individuare le personalità umane cui
pure a volte si allude, da parte del nostro
Giunior Dabliu quando scrive a suo zio, all’indirizzo
elettronico Malacoda@redimendi.pur,
sia perché, a differenza dei colleghi della
Fanatic University, alla Furbonia si è più
interessati al “tipo” che all’“individuo”,
sia perché ritengo, da un superiore punto di
vista, che i relativi commenti, insolenti e spesso
insultanti, per quanto molto diabolically
correct, siano in fondo in fondo del tutto
ingiusti.
- Sottolineo
infine, con breve passaggio su di essi, come gli
eventi “scientifici” o “bellici o “civili”
o “sociali” o “medici” o “economici”
richiamati a volte in questa peculiare
corrispondenza non interessino certo di per sé il
giovane studente della Furbonia University, ma
sono solo il sottoprodotto conoscitivo e operativo
di una “strategia della tensione” che,
alimentando paure primordiali ed istinti tribali
nell’uomo attuale, nutre copiosamente la
bramosía malefica di un’intera categoria di cui
lo studente Giunior W. Berlicche è, in fondo,
solamente un degno, laborioso e rispettabile
rappresentante.
| Pasqua 2004 |
Andrea di Furia |
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- Carissimo
zio Malacoda,
- sono
molto preoccupato per il prossimo compito in
classe. Certo, qui alla Furbonia University mi
trovo bene. Ah, in senso negativo ovviamente! Me
lo avevi detto, ma ancora non mi rendo conto di
quanto siamo debitori, per la terminologia usata
abitualmente, al nostro Nemico. Il master in damnatio
administration è sempre stato il mio
desiderio piú ardente, non solo a titolo
personale, ma soprattutto ora, appunto per poter
riscattare il nome della nostra malvagia genía.
- Sai
bene di essere l’involontaria causa del grave
insuccesso di nonno Berlicche di fronte al
Consiglio degli Arconti delle Tenebre, e per
quanto abbia lampi di satanica soddisfazione nel
saperlo espulso dall’Inferno ed esiliato forse sine
die in Purgatorio, il fatto che tu sia
ritenuto addirittura a “rischio di redenzione”
– i classici sospetti esagerati? La solita
dietrologia? – sbarra la strada alle mie decise
ambizioni nel perseguire quella carriera di
malvagità manifeste che ha sempre aperto alla
nostra tribale famiglia le migliori posizioni
nella classe mediana, tra le cinque del nostro
pestifero arcontato. Riequilibrare l’immagine un
po’ appannata della nostra malefica schiatta mi
costringe dunque ad uno sforzo non indifferente,
come ben puoi immaginare… Nondimeno, insegnare
con successo ad un uomo – appunto questo è il
modulare compito in classe che ci assegneranno –
a pervertire le leggi dell’economia di mercato
su quel loro insulso pianeta che tanto i nostri
docenti appassionatamente bramano, dipende anche
dalla tipologia di quest’ultimo e dal punto di
vista di partenza che ti assegna il Master
Truffator, il nostro insegnante in materia.
- Quanto
Draghignazzo è impulsivo – tu lo sai bene –
tanto quest’essere è freddo, gelido,
implacabile nella sua imperturbabilità deviata.
Ma è molto, molto esigente, e fino ad ora nessuno
dei suoi allievi ha mai tradito le sue
aspettative, ci ha detto.
Sfido, dico io, se non superi le prove che ti
sottopone, ti costringe a passare tutti i momenti
liberi dagli studi a tentare inutilmente di
volgere al male un sant’uomo o una santa donna
ormai certificati nella loro santità (secondo il
dettato paolino) dal Nemico stesso. Sai le
terrificanti frustrazioni! È davvero spaventoso
il solo pensarlo!
- Comunque
ti saprò dire di più dopo aver terminato questa
prova. Il Master Truffator si prende sempre un bel
po’ di tempo per correggere i compiti in classe,
durante il quale ci tormenterà, al solito, con
velate e velenose allusioni. Mi consulterò,
tuttavia, con i miei odiosi compagni, e vedremo
come ognuno avrà impostato il suo elaborato e che
risultato avrà ottenuto ciascuno con la propria
cavia umana.
- Il
tuo affezionatissimo nipote
Giunior
Dabliu |
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