Tripartizione

Ogni civiltà deriva dai rapporti tra l’uomo e lo Stato. Quanto piú un uomo è colto, tanto piú egli è membro di uno Stato colto. Esistono Stati selvaggi, Stati costumati, Stati morali e immorali, Stati geniali e borghesi.
Gli Stati educano loro stessi oppure vengono educati da altri Stati…
Esiste una serie di avvenimenti ideali che corre parallela alla realtà. Raramente coincidono. Uomini e avvenimenti modificano abitualmente l’accadimento ideale al punto che questo appare incompleto e le sue conseguenze ugualmente incomplete.

Novalis

Da “Frammenti storici e di dottrina dello Stato”, in
La cristianità ossia l’Europa, SE Milano 1985, pp. 37 e 42.

Chi provocò l’incendio dei Balcani?

Il 30 maggio 1992 fu decretato l’assedio-embargo totale contro Serbia e Montenegrum e dal giugno di quell’anno, nei Balcani, si riversarono i cosiddetti “osservatori” internazionali. L’Impero d’Occidente preparava accuratamente un intervento “pacificatore” nei Balcani. Infatti, la tensione crebbe di anno in anno. Poco piú a Sud, in Albanias, nel marzo 1997 il malcontento sociale diffuso si trasformò in aperta ribellione. Causa scatenante dei disordini fu il crollo delle finanziarie piramidali ovvero società legate alla criminalità organizzata che truffavano sistematicamente i risparmiatori in cui molti Albanesis avevano investito i pochi risparmi di famiglia. Quella d’Albanias non fu però solo di un’insurrezione spontanea. Tribú di criminali utilizzarono a loro favore la situazione caotica. Durante i disordini in Albanias si dice siano state saccheggiate tra 700 e 800mila armi leggere. Queste armi sarebbero poi servite alla tribú guerriera dell’UCK per attaccare i Serbi del Kossovus. Non possiamo dire che l’Impero d’Occidente fosse del tutto estraneo a queste vicende…

Un monito terribile

Che alcuni degli “osservatori” non fossero in quelle terre per un intervento pacificatore, lo si comprese meglio in seguito. Fu la guerra, e nel 1998 re Milos di Serbia venne pesantemente sconfitto. Con lui furono ridimensionate le ambizioni dell’intero mondo Slavo.
Dopo la caduta dell’impero Martellofalcifero, la Russia stava in parte tentando di ritrovare lo spirito europeo e cristiano che avrebbe armonizzato l’elemento slavo con i latini ed i germanici (sull’allontanamento della Russia dall’Europa fin dal 1918 vedi Archetipo novembre 2003, pag. 20).
Re Milos di Serbia era solo un governatore ereditato dal passato. Una saldatura fra slavi liberati dal Comunismus ed europei federati in Unione sarebbe andata a cozzare in modo evidente contro il progetto di dominio totale del pianeta che l’Impero d’Occidente stava preparando.

Coinvolgimento dell’Alleanza Atlantidea

L’imperatore Clintonus I pretese che l’attacco a Re Milos di Serbia fosse attuato non solo dallo Stato Guida ma anche dalla coalizione della NATUS, l’alleanza Atlantidea d’Occidente.
Fu cosí che in quell’annus terribilis che fu il 1998, la NATUS scatenò la guerra antiserba. La guerra non aveva nulla a che vedere con la protezione delle tribú Albanesis. Fu invece un monito di violenza inaudita che mise in chiaro una cosa terribile: l’Europa e la Russia avrebbero dovuto piegarsi ai voleri della Corte imperiale, le antiche province non avrebbero dovuto reclamare la loro identità politica, economica, spirituale. Molte province imperiali a quell’epoca non avevano ancora afferrato il loro ruolo subalterno all’Impero Occidentale. Questa guerra, cosí, mise bene in chiaro i rapporti di forza. La sanguinosa campagna contro il popolo di Serbia fu l’occasione esemplare per mettere alla prova la fedeltà dei vari proconsoli europei.

Illusioni d’indipendenza

Coloro che ingenuamente a quell’epoca sostenevano ancora l’idea che le province europee si governassero indipendentemente, non avevano capito che il potere imperiale si ergeva al di sopra dei cosiddetti parlamenti nazionali.
Le province Alemanna e Franca tendevano a preservare margini di autonomia nazionale, ma ben poco potevano fare. Questa sorda resistenza si manifestò pochi anni dopo durante la seconda guerra Babilonese del 2003. L’imperatore Busci II attaccò Saddamus di Babilonia. La Provincia Franca e quella Alemanna si dissero pubblicamente estranee al conflitto.
Potrebbe darsi che una causa scatenante della seconda guerra Babilonese fosse anche determinata dal fatto che Saddamus pensasse di quotare il petrolio Babilonese in Euros anziché in Dollaris. L’idea di quotare in Euros gli scambi petroliferi, fra Europa e Bagdad sarebbe stato un insulto inaccettabile per lo Stato Guida.
Dopo la guerra, la provincia Franca e l’Alemanna furono naturalmente umiliate e finirono col sostenere la tesi della necessità di un intervento militare delle Naziones Unites. Era esattamente la tesi sostenuta dalle Colombe all’interno della Corte imperiale (vedi L’Archetipo, ottobre 2003), la tesi piú subdola e pericolosa, in quanto gettava le premesse d’un unico governo mondiale (vedi L’Archetipo, aprile 2004).

Nella storia d’Esperia

I documenti che ci sono pervenuti ci raccontano dettagliatamente la situazione particolare d’una singola provincia imperiale: l’Esperia.
Innanzitutto dobbiamo comprendere che nella seconda metà del 1900 d.C. l’Esperia era occupata da numerosi accampamenti dell’esercito imperiale. Si raggiunse il numero di circa tredicimila legionari e quindicimila civili acquartierati nei Castra della NATUS. In pratica quasi tutti questi legionari erano provenienti dallo Stato Guida. Il loro ruolo difensivo risaliva ancora ai tempi della Guerra Algida contro l’Impero Martellofalcifero di Russia.
Dopo la caduta del vallo di Berlino questi legionari avevano mantenuto i loro Castra sul suolo della province europee. Questi Castra, dette Basi-NATUS, erano circondati dal segreto e potevano nascondere uomini, materiali ed armi terribili. Erano vere enclave extraterritoriali al servizio diretto dell’Imperatore che (non dimentichiamolo) era comandante in capo dell’esercito dello Stato Guida.

Ai nostri tempi noi non riusciamo affatto a comprendere le passioni politiche che animavano quel mondo antico. In quell’epoca la diversità ideologica feriva e lacerava in modo inimmaginabile le diverse comunità, perfino le comunità antroposofiche.
Oggi invece sappiamo che la spiegazione storica dei fenomeni non ha nulla a che vedere con i sentimenti e le passioni personali, di simpatia e di antipatia per l’una o l’altra parte. Per questo proseguiamo senza alcun timore nella semplice esposizione dei fatti.

La piccola ribellione di un proconsole

I governanti d’Esperia nella cosiddetta Prima Repubblica avevano conosciuto bene (molto meglio dei loro fratelli europei) le manovre occulte del potere imperiale.
La strategia del terrore che sconvolse l’Esperia negli anni ’70 ed ’80 del secolo aveva oscure radici che non emersero mai chiaramente. Di certo l’Esperia fu una terra in cui i sicari occulti dell’Impero spadroneggiarono a lungo provocando morti terribili e misteriose.
Chi nell’epoca della Prima Repubblica osò ribellarsi (simbolicamente) allo strapotere imperiale fu un personaggio controverso, tal Craxus, che nel Castrum di Sigonella umiliò pubblicamente i centurioni imperiali dicendo: «Sigonella è una base navale esperide, dove vigono le leggi del nostro Paese!». La notte di Sigonella provocò all’epoca una crisi del governo proconsolare.
Craxus nel giro di poco tempo dovette recarsi “a Canossa” ed omaggiare d’un abbraccio l’Imperatore Reganum I di Californiam. Allora quel temerario esperide sembrò parzialmente “riabilitato”. Noi non conosciamo con certezza se il proconsole Bettinus fu mai veramente perdonato dall’Impero, ma non è comunque un caso se Craxus (nella damnatio memoriae che lo colpí dopo la caduta ingloriosa della Prima Repubblica), morí in esilio a Tunisis protetto dalla Mezzaluna.

L’avvento del sistema Maggioritario in Esperia nel 1994

Dobbiamo ricordare che la guerra con il sistema elettivo maggioritario a quell’epoca accettato con referendum dagli esperidi (Archetipo, settembre 2003, p. 18) era piuttosto oscuro alle tribú Sinistre. Il generale Occhettus era certo che la sua coalizione fosse una invincibile macchina da guerra, ma non aveva fatto i conti con le nuove tecniche di battaglia.
La caduta della Prima Repubblica d’Esperia venne provocata da un travolgente movimento popolare di rinnovamento che non fu ostacolato dai poteri sovranazionali.
Nel Centro-Sud d’Esperia si imposero le tribú Destre, mentre al Nord le cose andarono in modo diverso. In questo contesto s’inserirono le scorribande del generale celtico Umbratile Bossus. Correva l’anno 1993 e le tribú celtiche dilagarono in tutta la Padanias, sostenute dal consenso delle popolazioni che vedevano in quelle tribú (ineducate alle manfrine di Palazzo), il rinnovamento della cosa pubblica.
Il problema era quello di unificare questi eserciti ideologicamente diversi. Chi seppe cogliere al meglio l’occasione di allestire un esercito di coalizione e prendere il potere con il consenso del popolo nel 1994, fu un abile uomo d’affari proprietario di canali per la scatola ipnotica televisivis. Era Silvius detto l’Equidotato. L’Equidotato, conclusa separatamente l’alleanza con il barone Finis e con il celtico Bossus, nel 1994 conquistò il proconsolato d’Esperia. La compagine di Silvius l’Equidotato era composita e raccogliticcia. Silvius era un buon dirigente d’azienda, ma nel 1994 non capiva molto di politica internazionale e come vedremo, la sottovalutazione di questo aspetto (allora) gli fu fatale.
L’Impero d’Occidente, dopo quelle elezioni imprevedibili, fu atterrito dalle novità imprevedibili che si erano innescate.

L’imprevista elezione di troppi antimperiali al governo proconsolare d’Esperia

Moltissimi cavalieri come Alemannus o Storacis, eletti nelle fila delle tribú Destre, non erano certo attratti culturalmente dall’Impero anglofono. Anche fra le truppe Celtiche di Umbratile Bossus non mancava un vivo sentimento antiimperiale. Il nobile Borghezius, ad esempio, faceva proprie le tesi antioccidentali della Novella Destra di Francia. La principessa camerale de Pivettis (non si sa con quale profondità d’animo) si dichiarava tradizionalista vandeana antimoderna. Insomma, l’Impero Occidentale ad un certo punto si rese conto che quella maggioranza non conosceva le regole di servaggio imperiale ed era quindi inaffidabile. L’Impero inoltre non poteva di certo contare sui voti parlamentari delle tribú sinistre che allora erano all’opposizione e che mai avrebbero potuto allinearsi alle ragioni dello Stato Guida. Un vero ginepraio inestricabile per la corte di Vascintonius.
Riflettiamo ora su tre semplici elementi:
1) Le basi NATUS per bombardare la Serbia sarebbero state concesse dalla maggioranza eletta nel 1994?
2) Se la guerra contro Milos di Serbia fosse già stata decisa nel 1994, ci sarebbe stata in Esperia una maggioranza parlamentare allineata con la politica di potenza imperiale?
3) Come si sarebbero comportate le Tribú Sinistre di fronte a quell’aggressione? Quanta gente di ambedue gli schieramenti sarebbe scesa in piazza contro la politica aggressiva dello Stato Guida?
Vedremo come andarono le cose…

Salvino Ruoli