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Prima l’uomo
era in prevalenza uomo-cuore, poi divenne uomo-testa. L’intelligenza
diviene ora sua, individuale.
Rudolf Steiner
Dornach, 28 luglio 1924, da Considerazioni
esoteriche sui nessi karmici,
O.O. 237, Ed. Antroposofica, Milano 1988, p. 104. |
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Il
materialismo diverrà anzi sempre piú forte se le Chiese
non perderanno la loro forza, in quanto amministrazioni
religiose, confessionali.
Rudolf Steiner
Dornach, 8 settembre 1919, da Risposte
della Scienza dello Spirito a
problemi sociali e pedagogici, O.O. 192, Ed.
Antroposofica, Milano 1974. |
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[L’uomo] …stanco
di tutte le forme e di tutti gli oggetti religiosi, li
ributta da sé, lasciandosi perire nell’empietà e nell’ateismo.
Qui è prossimo alla vera religione: perocché in tanto
estremo sente piú che mai il ruggito del suo cuore che gli
dimanda di nuovo un Dio, un Dio vero, un Dio infinito.
Antonio Rosmini
Filosofia della politica, Ed. Rusconi,
Milano 1985, p. 600. |
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- Soltanto la
religione può risvegliare l’Europa e
pacificare i popoli, e collocare il
cristianesimo con nuova visibile magnificenza
sulla terra, nel suo antico ufficio, quale
portatore di pace.
- La
cristianità deve rivivere e farsi attiva,
ricostruire una chiesa visibile che superi le
frontiere politiche e accolga nel suo grembo
tutte le anime assetate dell’ultraterreno e
voglia fare da mediatrice fra il mondo antico e
il nuovo… Il vecchio papato è sepolto e per
la seconda volta Roma è tutta una rovina. Il
protestantesimo non finirà per estinguersi e
cedere il posto a una chiesa nuova e durevole?
- Dal
sacro grembo di un Consiglio d’Europa il
cristianesimo risorgerà e il compito di
risvegliare la religione sarà svolto secondo un
piano universale, divino. Poi nessuno
protesterà contro costrizioni cristiane e
laiche, perché l’essenza della chiesa sarà l’autentica
libertà e tutte le necessarie riforme saranno
realizzate sotto la guida come processi di stato
pacifici e legali.
Novalis
La Cristianità ossia l’Europa, SE 1991. |
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A
quei tempi, chi viveva nelle principali province
industrializzate (chiamate Nord del Pianeta in
contrapposizione ad un Sud sfruttato, degradato e
miserabile), dal punto di vista puramente materiale
poteva dirsi economicamente abbastanza protetto.
Esistevano naturalmente ancora i poveri e gli
emarginati, erano spesso quelli che non potevano
accedere ai linguaggi della technica digitalis. La
fame e la miseria piú nera, cosí come le malattie
endemiche, erano state quasi del tutto debellate, e
per quanto permanessero sacche di povertà, la vita
era di gran lunga piú confortevole che nei secoli
precedenti. Quasi tutti gli abitanti delle province
industrializzate vivevano in abitazioni igieniche,
riscaldate e illuminate. Comunicavano fra loro
attraverso apparecchi di vario genere, e nei migliori
periodi avevano la possibilità di visitare qualche
diverso luogo del mondo. Non era poco.
- Naturalmente, mantenere
questo tenore di vita in una società non organizzata
in modo tripartito richiedeva prezzi altissimi. Il
disordine sociale dilagava, indotto dalla commistione
di elementi politico-giuridici, spirituali
ed economici, e sostenuto dalla volontà
nefasta dell’Impero d’Occidente.
- La
risposta sarebbe stata la Tripartizione sociale,
indicata da Rudolf Steiner fin dal primo decennio del
secolo ventesimo. Ma quali condizioni sarebbero state
necessarie per un evento di tale portata? Un simile
processo evolutivo avrebbe dovuto avere un principio-forza
in grado di affermarsi al di sopra del relativismo
dominante. Tale principio non poteva prescindere da un’avvenuta
maturazione all’indipendenza di giudizio.
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Scelte individuali e libertà
d’espressione
- Moltissimi uomini di quel
tempo avevano raggiunto un livello evolutivo per cui
sentivano necessario affermare in qualche modo la loro
indipendenza personale. Bastava, del resto, osservare
i bambini nel loro sviluppo intellettuale fin troppo
accelerato. Comunque, questo legittimo impulso all’indipendenza
di giudizio, in fondo nasceva dalla necessità che l’intelligenza
maturasse individualmente. V’erano in quell’epoca
esseri che aspiravano alla scelta.
- Tale atteggiamento dell’anima,
che riguardava un poco tutti gli uomini (ovvero sia
gli uomini progrediti che quelli arretrati
spiritualmente) prese però, sotto il dominio dell’Occidente,
una coloritura terribilmente materialistica.
- La predisposizione alla
libera scelta individuale fu indirizzata verso oggetti
materiali e divenne consumismo. In quell’epoca si
agiva perfino sul corpo fisico, attraverso l’uso
smodato di tatuaggi, tinture, plastiche estetiche.
Perché? L’impulso allo scegliere prendeva
evidentemente le strade che venivano concesse dalla
cultura dominante dell’Impero d’Occidente. E le
strade concesse dalla cultura dominante erano di tipo
materialistico. Chi sceglieva un simbolo tatuato sul
collo, un colore di capelli, un ristorante, un
cantante alla moda, una marca di scarpe, in fondo
cercava di appagare un impulso profondo. Non c’era
nulla di incongruo in quegli impulsi mal indirizzati.
Segni dei tempi
- I diversi uomini del Nord
del pianeta, con i mezzi straordinari messi a
disposizione dal lavoro, dall’eccezionale sviluppo
creativo dell’epoca e dai segni dei tempi, avrebbero
potuto:
essere messi in grado di incrociare culturalmente,
geograficamente, religiosamente, la loro corrente
evolutiva;
collaborare alla modifica dell’assetto politico
legislativo dei loro Paesi;
partecipare ad una vita economica solidale.
- In altri termini, ritrovare
una parte della loro storia spirituale (passato) agire
sul piano politico-giuridico (presente) ed interagire
economicamente (futuro). Ciò avrebbe distinto un uomo
dall’altro nel segno dell’anima cosciente. All’inizio
del Terzo Millennio, queste condizioni avrebbero
potuto essere raggiunte principalmente dai popoli
europei.
Sofferenza interiore ed
aspirazione alla libertà
- Allora, i modelli
consumistici propagandavano una distinzione umana
realizzata attraverso l’acquisto, il possesso e l’utilizzo
di oggetti o servizi. Le scelte materiali sostituivano
le scelte spirituali. Ma c’era un senso profondo
dietro a questi comportamenti. Perfino lo shopping per
taluni era il simbolo di una vera necessità
evolutiva, di chi cerca se stesso attraverso la
distinzione dal gruppo. Le semplici personalità che
compivano il gesto di scegliere e comprare un oggetto,
quando provenienti da precedenti incarnazioni in cui
erano vissute coatte, schiavizzate o condizionate,
compivano un passo in avanti. E tutto ciò poteva
connettersi con la storia di ognuno. Ma non di questo
si trattava: l’Impero d’Occidente fomentava
consumi di ogni genere, amplificando le aspirazioni
egoistiche ed usando manufatti e brame come strumenti
per stordire le coscienze. Naturalmente questa
demoniaca inversione aveva come controparte una
conseguente sofferenza interiore. Il disagio era
enorme e diffuso, in quanto l’appagamento bramoso
attraverso l’acquisto di oggetti non leniva impulsi
spirituali tanto profondi. Il sistema occidentale
della Tripartizione Inversa, offriva la “libertà”
dei consumi. Tutto ciò anestetizzava temporaneamente
l’ansia, ma gli uomini tendevano in cuor loro alla
vera libertà: quella spirituale. Sempre piú il clima
psichico si deteriorava e l’immagine della miseria
si faceva sentire, anche se non si trattava di una
vera e propria povertà materiale, quanto piuttosto di
una miseria morale e cronodeprivata.
Le scelte e la libertà
- A quel tempo, il mondo della
comunicazione (stampa-mediaticus ecc.) era
praticamente assimilato al mondo della pubblicità.
Insomma, la carta stampata, le riviste, le scatole
ipnotiche, tutto ciò che avrebbe dovuto esprimere
pensieri, rientrava dal punto di vista finanziario
nella pubblicità. Una rivista non valeva per le idee
ed i servizi ma per quanto di pubblicità riusciva a
rastrellare attraverso le sue idee e i suoi servizi.
Lo stesso avveniva per le scatole ipnotiche
televisivis. Questo era un enorme equivoco, che nel
giro di pochi decenni aveva scardinato le società
tradizionali.
- Un comico di quell’epoca
(che come tutti i “folli” aveva il diritto di dire
verità), tal Beppe Grillus, ebbe a sentenziare: «Una
delle cause piú importanti del degrado intellettuale
e morale è la scatola ipnotica commerciale, sia
privata sia statale. Vent’anni di questa
intossicazione finiscono per convincere che benessere
e felicità non dipendano dall’ingegno, dal lavoro e
dall’onestà, ma dalla seduzione, dall’imbonimento
e dalla furbizia!». Simili verità, oltre che agli
spiritualisti, stavano quindi in bocca a comici
sagaci.
Strumenti appartenenti alla
categoria spirituale, messi al servizio dell’Economia
- In Europa, con l’inizio
del Terzo Millennio, ci si iniziò ad interrogare piú
profondamente sul tema della libertà e soprattutto
sulla libertà di comunicazione. Ci si pose questa
domanda: è accettabile che strumenti appartenenti
alla categoria spirituale siano messi al servizio dell’Economia
e della Politica dei partiti? Cos’è realmente la
scatola ipnotica? E i giornali, che cosa sono? In tal
senso, in Esperia l’inconsapevole contributo del
proconsole Silvius l’Equidotato fu fondamentale. L’avversione
che egli suscitò nei suoi detrattori e la dialettica
che coinvolse i suoi sostenitori, pose la questione
comunicativa al centro delle riflessioni pubbliche d’Esperia
e d’Europa.
Riflessioni sul carattere
spirituale della comunicazione
- La risposta che fu data a
questi temi riguardanti la comunicazione non fu
affatto politica. Essa consisteva nel comprendere che
la scatola ipnotica doveva essere regolamentata da un
principio spirituale, didattico e culturale, divenendo
cosí uno strumento in grado di aiutare gli uomini ad
ampliare la loro conoscenza nei vari campi dell’arte
e della scienza. Anche la stampa – la comunicazione
tipografica di pensieri e immagini – doveva essere
utilizzata per funzioni analoghe. A nessuno doveva
essere permesso di usare quei mezzi in chiave
economica (spot, pubblicità ecc.) o politica
(propaganda). Divenne infine chiaro a tutti che la
devastazione delle coscienze determinata da una
scatola ipnotica condizionata dall’audience, ovvero
dal minimo istintiv-denominatore, con finalità
economicistiche di vendita e sollecitazioni sensuali,
non apparteneva al piano spirituale e non poteva
contribuire ad un sano sviluppo della società.
- Nasceva cosí la reale
necessità, per chi considerava imprescindibile tale
sano sviluppo, di accettare il principio di riportare
entro gli argini della comunicazione spirituale ciò
che ne esorbitava verso i campi economico e politico.
Tutto ciò, anche se allora appariva paradossale
presso la cultura dominante, avveniva nel nome e per
conto della libertà dell’uomo.
Libertà e limitazione degli
abusi
- Da qui l’idea che fosse
impedito ai mezzi spirituali come la stampa o la
tele-visione ogni loro deformazione economicistica
(pubblicità emozionale) e politica (propaganda). Non
si trattava di censura né di limitazione delle
libertà. Era porre in opera un necessario correttivo
ad una stortura sostanzialmente demoniaca.
- Queste necessarie
limitazioni di cui l’Europa iniziava a rendersi
conto, erano però in netto ed evidente contrasto con
la volontà anti-etica imposta dall’Impero d’Occidente,
con la cultura relativistica esportata nei decenni
precedenti dallo Stato Guida e con l’accennata
aspirazione all’indipendenza e alle libertà
individuali.
- Nessun proconsole sarebbe
stato in grado di mettere in opera una simile
moralizzazione partendo da premesse “laiche”
politico-ideologiche sottoposte a dialettica
parlamentare.
Autorità e Authority
- Nacque allora l’idea d’una
necessaria Autorità europea sovraitendente alle
attività spirituali, capace di agire nel rispetto
delle diverse correnti ideali e religiose, ma
fermissima nell’impedire ogni sfruttamento economico
o politico degli strumenti di comunicazione. In
sintesi, ogni punto di vista spirituale ed ideale
avrebbe potuto trovare spazi di comunicazione, ogni
esondazione comunicativa verso sfere economiche e
partitiche doveva essere impedito da un’Autorità. A
quel tempo, data l’occupazione Occidentale anglofona
in Europa raggiunta con la fine della Seconda Guerra
Mondialis, le Autorità venivano chiamate Authority,
ed erano soggette a nomina politica o lobbystica. In
questo caso, però, non di questo si trattava, bensí
di una guida espressa dal mondo spirituale e non da
quello giuridico o economico. La coerenza era
determinante: come poteva un’autorità spirituale
essere espressa da un consesso democratico elettivo
appartenente alla sfera giuridica o da una congrega
economica sconosciuta ai piú? La predicazione di tali
idee, nel primo decennio del 2000 d.C., poteva
apparire come un utopistico delirio totalitario a
sfondo millenaristico. Un’Autorità spirituale
ispirata capace di salvaguardare le diverse identità
religiose e capace di impedire lo sfruttamento
commerciale e politico dei mezzi di comunicazione,
sembrava essere quanto di piú anacronistico si
potesse propagandare in pubblico. Eppure proprio di
questo c’era bisogno, in rapporto ad una
religiosità o ad una mistica adatta ai tempi nuovi…
Salvino Ruoli
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