Poesia

Ingannevole sogno ti sospinge
il viso alla finestra, breve icona
che dipinge un’estate all’infinito.
Emulare gli uccelli, questo chiedi:
incauto desiderio, sortilegio.
Ma non possiedi il semplice segreto
dell’interiore cava leggerezza:
le flessibili ossa colme d’aria.
La tua sostanza è grave, ti costringe
in dimore di pietra. Sguardo al vuoto,
esitante misuri quanto valgono
la portanza e lo slancio, piuma a piuma.
E non osi librarti dal tuo nido
sull’immensa vertigine. Rinunci.

Il volo è altro. Nasce dal diamante
che si dissolve in iride sonora.
Verrà quando saranno i tuoi pensieri
rispondenza celeste e non riflesso
dell’inerte realtà priva di luce.
Allora, liberato dai suoi lacci,
leggero, forte, risvegliato, il cuore
scivolerà sull’ala, coprirà
l’insondabile spazio, passerà
lo smisurato abisso. E tu piú alte
distenderai le tue fattezze in croce,
come ogni oggetto della terra fa
allorché sfida e vince, folgorando,
il degrado materico e la morte.

Fulvio Di Lieto