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Incontri
Vite si
avvicinano e si allontanano
come
pianeti in moto nell'universo
scambiandosi
le loro astralità.
Tele
che vengono intessute
a
formare un ordito di storia.
Fuochi
fatui che nella notte danzano
e poi
si ritraggono.
Questo
noi siamo!
Piccole
scintille in attesa che
il Gran
Fuoco divampi
per
illuminare il sentiero
che le
conduce alla Luce
dalla
quale un tempo sono scaturite.
Enza
Saporito
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- Anche stasera vorrei parlare di me,
- ma il fuoco grigio dello schermo mi oscura
- e le parole insensate che hanno sordo suono
- di plastica e vetro contrastano il ritmo del cuore.
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- Con te vorrei correre nel sole sui prati,
- parlare di cose antiche e nuove, guardarti
- e ritrovarti sempre al di là del tempo
- che ci ha divisi e riuniti secondo un disegno
- ben piú vasto di un breve sguardo umano.
-
- Ma ora non voglio piú dire parole di ombra,
- domani ancora un giorno mi porta in avanti
- senza di te, con te, verso una vita piú vera.
Camillo
Righini |
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Il 14 gennaio scorso
è atterrato su Titano, uno dei satelliti di
Saturno, il lander Huygens rilasciato dalla
sonda Cassini, partita dalla Terra sette
anni fa. Secondo i dati finora inviati dal
modulo, risulta che l’atmosfera del
satellite è assolutamente atona, a parte
leggeri sibili e fruscii rilevati dalla
sofisticata apparecchiatura Hasi, di
fabbricazione italiana. |

Ricostruzione
grafica dell’atterraggio su Titano
del modulo lander Huygens della sonda Cassini
Cosmofonia
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La
voce di Titano
è
un silenzio profondo,
il
frusciare lontano
di
un desolato mondo.
Dalla
sonda Cassini
un
lander è atterrato
tra
rocce e sassolini
e
infine ha rilevato
che
il Titano di adesso,
per
clima e per virtú,
riproduce
a un dipresso
la
Terra come fu |
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miliardi
di anni fa.
Questa
la dotta tesi,
la
nuda realtà.
Ma
forse i titanesi,
stanchi
del bla bla bla
e
dei mille rumori
che
vengono prodotti
da
passioni e furori,
alla
saggezza indotti,
sono
di noi piú avanti:
nascosti
nei ridotti,
tacciono
tutti quanti! |
Egidio
Salimbeni
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È dolce il giorno
- che verso sera si allunga
- mentre l’inverno
- trapassa in primavera.
- Dolce, questa luce chiara
- che il sole lascia.
- Dolci trasparenze d’azzurro nei cieli.
- Nell’aria, trasparenze di bianco
- ove il nocciolo si staglia
- d’infiorescenze pendule
- adornato.
- Dolcemente la bianca luce
- il caprifoglio di verde colora.
- Rado nel gelo ma di vivo verde
- brilla
- mentre il giorno, a poco a poco,
- si fa sera.
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- Non è l’autunno
venato di giallo
- in questo rosso cupo delle foglie.
- È vita che risorge a primavera
- nel nocciolo
- negli arbusti di rose
- che presto schiuderanno le corolle.
- Ma la viola di Pasqua è già fiorita
- solitaria fra l’erba,
- come una pratolina
- che sorge all’improvviso dalla terra.
- Alla memoria torna
- un giardino lontano,
- quando il mondo era un Eden
- soffuso del profumo delle viole.
- Muove il vento
- tenere foglie di rosa
- sbocciate agli aliti caldi
- di primavera nascente.
- Un altissimo cedro del Libano
- ondeggia sulla cima
- nei lunghi rami sottili
- che accarezzano il cielo.
Alda
Gallerano
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