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- Rosse come il fuoco
- morte foglie invernali
- nitide sull’azzurro
- di un limpido cielo a dicembre.
- Colore e calore
- cova nella terra,
- fuori tutto è prigioniero
- in gelidi cristalli.
- Nella grotta fulgida
- dardeggia una stella.
- Apriamo i nostri cuori
- al mistero di Natale.
Carla
Riciputi
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Lupi
- I lupi del passato
- ululano con nostalgia
- per le lune perse.
- Il lupo della steppa
- che segretamente
- portiamo dentro
- vuole soltanto
- la luna nuova,
- quella che muta
- la notte in giorno,
- perché il passato
- è passato,
- non possiamo cambiarlo
- soltanto redimerlo
- liberarlo.
Bartolo
Madaro |

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Da:
Coraggio d’amare
Gruppo Tipografico Editoriale, L’Aquila 2002. |
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- La
rubedo dell’Incontro
- s’imprimeva
in una Pietra
- che
infinita s’orientava
- nell’immagine
di un Corpo.
- Si
saldava in quell’Incontro
- l’oro
al ferro nel Divino
- che
voltava nello spazio
- il
paradosso del Cammino.
Giuliana
Tonell
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- Vorrei
riunire
- in un unico volto
- tutti i volti amati,
- per comporli
- in un unico quadro
- senza volto,
- senza nome,
- ricco solo
- della pienezza di Dio.
Elena
Riccio
Da I
Cavalli del Sole, L’Autore Libri, Firenze 2000. |
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Sulla
scia dei ricordi della sua infanzia, e delle scatole
contenenti le decorazioni natalizie, la celebrata artista
Rachel Whiteread ha elaborato nella “Turbine Room” della
Galleria Tate Modern di Londra una composizione di 14.000
scatole di plastica disposte secondo uno schema formale che
gli esperti ritengono “ultimativo” nella sfera della
creatività.
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- Mancando il vero
ingegno
- e il potere creativo
- ci si inventa un congegno
- che fa da suppletivo.
- Servono a contenere,
- normalmente, le scatole,
- assurdo è sostenere
- che tali ambigue favole
- rappresentino oggetti
- d’ispirata fattura,
- mentre sono in effetti
- trovate di “rottura”…
Egidio
Salimbeni |
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- L’onnipotenza
della Luce
- ascende:
- assoluta
risorge.
- Trasale
il mare
- e
riconduce al cielo
- il
turbine
- vociante
- degli
uccelli.
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| Luce
ed Ombra |
Immagine e
lirica di |
Letizia
Mancino |
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- Sono
tornato al mio tavolo verde chiaro
- nella stanza
ovattata dalle frequenze.
- Ne sono vinto a
volte, e la fatica
- mi spezza il suono
vivo della parola
-
- Ma qui ho scritto i
primi pensieri d’amore,
- le prime poesie per
te ritmate
- e ancora su questo
tavolo verde chiaro
- voglio per te
fermare i fuggevoli versi.
-
- Da qui rivolto al
mondo io cerco la voce
- e rare nascono poche
parole vive
- librate in un alone
dorato di luce
- che tenta portarle
in alto nel cielo aperto.
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Camillo
Righini |
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- Dolce è la
notte!
- Come un nido imbottito
- di morbide piume
- da una tenera madre
- per i passeri implumi.
- Che silenzio regale, perfetto!
- Neppure lo stormir delle foglie
- mosse da un vento lieve
- lo disturba.
- E pensieri celesti
- come angeliche ali
- volano
- verso la luce delle stelle.
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- Non sei tu,
- cara Notte,
- nemica dell’uomo,
- se nel tuo silenzio
- il canto dell’anima s’innalza:
- come usignolo
- che nel buio del mondo
- tesse armonia.
- Poi sorgerà l’aurora,
- tacerà l’usignolo:
- il suo canto
- nei colori del giorno
- si trasfonde.
Alda Gallerano |
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