Mail da Furbonia

Dedicato a C.S. Lewis

Proseguo nel mettere a disposizione dei lettori la corrispondenza via email, capitatami accidentalmente tra le mani, che il giovane diavolo Giunior Dabliu Berlicche, studente iscritto alla perversamente prestigiosa Furbonia University, invia a suo zio Malacoda all’indirizzo elettronico Malacoda@redimendi.pur.

Andrea di Furia

Premessa

Carissimo zio Malacoda,
forse ho trovato il modo, caso mai venissi a diverbio col potente Master Truffator, di farmi alleato Draghignazzo: gli anticiperò la volontà di introdurre nella mia antítesi uno pseudo-ideale che lo entusiasmerà. Sono perfidamente malefico, vero? Tu sai bene come la guerra, come mezzo di prevaricazione, specie se fatto con la copertura di un tiranno da abbattere, o per instaurare la democrazia (eccetera, eccetera…), sia uno dei cavalli di battaglia preferiti di tuo cugino. Ma come superare l’impasse di quelle organizzazioni pluristatali che impongono ai vari membri di vivere sotto la tutela di leggi condivise ed approvate da tutti? Ebbene, basta trasferire le solite, trite e ritrite, ormai prevedibili e obsolete, motivazioni standard (quelle che impariamo fin dall’asilo diabolico, secondo le procedure controllate dal cartello delle Agenzie infernali di certificazione, che rimandano ai soliti Quattro Apocalittici) nel piú sottile e filisteo concetto di guerra preventiva! Mentre prima la procedura contemplava la dichiarazione della guerra ad un avversario che già si comportava come tale, in maniera palese od occulta, d’ora in poi si dichiarerà guerra prima che l’avversario sappia di esser tale. Non è perfidamente innovativo tutto ciò? Elenchiamo i punti forti:
a) si anticipa il periodo di disperazione e devastazione, che tanto ci interessa, e che di norma parte approfittando di uno spontaneo evento scatenante, o magari provocandolo ad arte, tale da giustificare la guerra (e cosí diciamo basta! con le noie di quella defatigante attesa che quei tonti raggiungano il punto di ebollizione animica necessario a farli divenire operativi);
b) si accelera lo start up delle operazioni belliche e si arriva prima alla mietitura animica;
c) si abbattono i costi logistici e al contempo si riducono i tempi morti.
Non acquista forse tutto ciò un ritmo piú scoppiettante, da giga infernale? La tecnica è solo in apparenza complicata, poi ci penserà Draghignazzo, nelle sue paludate lectio, nelle sue snobistiche convention per lo sviluppo e la riforma del nostro sistema scolastico sub-sensibile, nella pestifera Assemblea degli Arconti delle tenebre, ad impostare gli argomenti che serviranno alla nostra schiatta per convincere i singoli, o le masse di cui siamo i bramosi pastori, che ciò accade per il loro bene personale, o delle loro tasche, o della loro pancia. Per i piú sensibili suggerirei di titillarli, di epoca in epoca, con il bene della loro civiltà: quella di cui andranno cosí tanto fieri, grazie al buon lavoro svolto fino ad ora dai colleghi della Fanatic (se riusciranno a mantenere questo livello alto di qualità), da ritenerla eterna e la migliore civiltà possibile in assoluto! (Ma è davvero possibile essere cosí grulli?) Per di piú, mi spingo a prevedere che potremo anche ricreare quel potente sostrato emotivo che funzionò tanto egregiamente durante le Crociate: devo solo verificare qualche equazione animica dove l’incognita che mi risulta è la paura, ma ancora non ho risolto di che tipo o in che forma. Speriamo in ogni caso che il Nemico non ci mandi fra gli zoccoli un altro Federico II, o un altro suo agente che cerca di ottenere tutto con la pace, la tolleranza, il buon senso e l’altrettanto odiosa buona volontà!
Il tuo schifatissimo nipote

Giunior Dabliu