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Della
forbice economica
A quel tempo il
supercapitalismo finanziario aveva ridotto in povertà
buona parte del Terzo Mondo ed iniziava a depauperare
visibilmente anche i Paesi piú evoluti. Nello Stato Guida
dell’Impero Occidentale una insostenibile divaricazione
economica regnava sovrana: i poveri erano sempre piú
poveri ed i ricchi sempre piú ricchi. Si calcola che i
poveri dello Stato Guida fossero allora oltre
quarantacinque milioni. Qualcuno disse che l’Impero
ospitasse ormai il Terzo Mondo in casa. Questo processo di
divaricazione economica contagiava anche le province dell’Europa.
Dopo il 1989 le nuove mafie supercapitalistiche regnavano
nell’Europa Orientale su una miseria non temperata da
servizi sociali. Franconia, Allemannia, Esperia e le altre
province ad Occidente iniziavano ad avere difficoltà nel
mantenere i propri servizi pensionistici, assistenziali e
sanitari. Si stavano “adeguando” al modello dello
Stato Guida.
Natura
vampirica del supercapitalismo finanziario
- L’Impero Occidentale
era una creatura abnorme e vampirica, che
chiedeva voracemente sempre nuovi capitali da
gettare nel vuoto della speculazione
finanziaria. Dopo il primo quinquennio del nuovo
secolo, l’unica economia trainante ad un certo
punto fu quella del Rossoceleste Impero. Non è
un caso che la ricchezza prodotta all’interno
della Grande Muraglia fosse reinvestita in
imprese economiche piuttosto che in speculazioni
finanziarie. Per questo la Cina cresceva senza
particolari investimenti in Borsa, e ciò
diventava intollerabile per lo Stato Guida. Ma
il Rossoceleste Impero, fintantoché comprava
dollari fu lasciato in pace.
- Il supercapitalismo
uccideva la libera iniziativa del singolo
costruttore di ricchezza e alimentava i mostri
finanziari multinazionali. Per mantenersi in
vita, il mondo finanziario necessitava di
risorse economiche esagerate, al di sopra di
quanto gli uomini sulla terra, pur lavorando
anche troppo, potessero realizzare.
Moneta
a scadenza o decumulo monetario
La miseria si
insinuò in Europa dopo il giro di boa del nuovo
Millennio, e si mostrò specialmente dopo l’avvento
della nuova moneta: l’Euro. Cosí la corte di
Washingtonus riuscí ad instillare il dubbio che la
drammatica situazione economica europea che si stava
preparando fosse generata della moneta comune, e che se le
province d’Europa fossero state nell’area del dollaro,
tutto sarebbe andato meglio. Non era cosí. L’Euromoneta
non aveva queste terribili colpe, anzi l’Euro ripartí i
disagi delle nuove povertà in modo piú equo fra i
diversi popoli europei. Senza Euro, l’Esperia sarebbe
andata in bancarotta già nel primo decennio del secolo. L’Allemannia
aiutò l’Esperia, l’Esperia la Lusitania e l’Ellade.
I popoli delle province piú ricche stabilizzarono i
possibili crolli monetari nelle province piú povere. L’Euro
era però una creatura piú politico-spirituale che
economica, quindi soggetta a leggi correttive sul piano
economico.
L’intuizione
di Silvio Gesell
Infatti, una
libera emissione di titoli monetari a scadenza temporale
sul modello indicato dal commerciante tedesco-argentino
Silvio Gesell (1862-1930) sarebbero stati molto piú
salutari di una moneta centrale europea. Tali emissioni
sarebbero state tecnicamente possibili con l’uso
esclusivo della moneta elettronica a decumulo temporale,
ma gli europei non ebbero le forze per operare questa
scelta monetaria che attendeva da quasi un secolo. Rudolf
Steiner migliorò questa intuizione individuando diverse
fasi dell’invecchiamento del denaro. Ma nel 2005 d.C. l’Europa-Comunità
doveva ancora nascere compiutamente, gli spiriti di popolo
che, invisibili ai piú, sedevano attorno al tavolo del
futuro continente, avevano bisogno di un cemento per
diventare comunità di destini: e questo cemento, per un
certo periodo, fu la moneta. Questo è un motivo per cui l’Impero
Occidentale osteggiò sotterraneamente l’Euro. Meglio
sarebbe stato se al posto di una moneta comune ci fosse
stato un cemento politico istituzionale nella figura di un
leader comune, ed ancor meglio se fosse stato un cemento
spirituale, quell’Europa-Cristianità indicata da
Novalis. Ma i padri politici europei, privi della luce
della Tripartizione, fecero quel che potevano: l’Euro,
per l’appunto.
Sparizione
delle classi medie e stordimenti collettivi diversificati
La miseria si
propagò, dividendo in due le società piú ricche, le
classi medie iniziarono a sparire: guai a chi cadeva nella
fossa della miseria dilagante, di coloro che non
riuscivano ad arrivare a fine mese o che non potevano
permettersi nemmeno un’automobile. Si divaricarono gli
stili di vita, come disse qualcuno a quell’epoca: al
mare ci furono piú panfili e meno ombrelloni. Anche i
divertimenti e gli stordimenti iniziarono a divaricarsi.
Il patriziato economico cercò lenimento nell’affermazione,
nella cosiddetta carriera, nelle droghe stimolanti come la
cocaina, nell’appartenenza superficiale ad un’aristocrazia
privilegiata che frequentava luoghi alla moda. Il
patriziato controllò gli stili di vita e la nutrizione,
affinché per i nobili la durata della vita si prolungasse
(grazie anche alle arti negromantiche di una certa
genetica e dei trapianti d’organo). Le plebi vennero
abbrutite moralmente dal cibo in quantità, dal
relativismo morale dominante e dalle medicine tossiche.
Era essenziale avere un proletariato ipnotizzato ed
istupidito da una vita istintiva, dalla musica
fisicizzata, dalle mode fatue e pagliaccesche, dalle
proteine animali a basso costo. Non a caso a quell’epoca
le scatole ipnotiche televisive iniziarono a diffondere
programmi diversificati per le due classi. Da un lato il
Cielus dei patrizi, con programmi istruttivi e le tendenze
culturali dominanti dello Stato Guida, dall’altro le
reti gratuite infarcite di pubblicità, con programmi
demenziali tutti protesi al sogno d’appartenenza al
mondo dorato dei ricchi. I plebei potevano sognare. La
droga sintetica e anche gli stordimenti velenosi a basso
costo si diffusero anche fra le plebi, ma solo allo scopo
di isolare i potenziali disadattati e i rivoluzionari. L’alcol
invece fu incentivato fra i giovani e stordí intere
generazioni di patrizi e plebei, perché dobbiamo
ricordarci che quanto piú si saliva nella scala sociale,
tanto meno doveva esserci senso dell’Io.
Un
Impero con i piedi d’argilla
La miseria era
veramente insostenibile nello Stato Guida. Dopo alcune
catastrofi naturali, come quella di Novella Orleans, le
cose peggiorarono anche nel cuore dell’Impero. Gli
esseri elementari iniziarono a ribellarsi contro la deriva
morale degli uomini e queste catastrofi fecero
emergere chiaramente che l’Impero poggiava su piedi d’argilla.
Una potenza mondiale incapace di soccorrere con un
servizio di protezione civile i propri abitanti era
destinata a sfaldarsi in breve tempo. Gli aiuti umanitari
che giunsero dai cosiddetti “stati canaglia” e dai
piú miserabili luoghi della terra, furono una cocente
umiliazione per l’Imperatore di turno.
Interrogativi
profondi
Il fatto piú
significativo di questa tragica vicenda è un altro: da
tante parti si iniziò a ragionare sull’uragano in
termini non soltanto fisici e meteorologici. Si iniziò a
riflettere sulla volontà degli spiriti elementari,
diabolici o divini, che avevano prodotto questo luttuoso
evento. In moltissime interpretazioni che nacquero in
quell’occasione, si può cogliere il segno della
superstizione e dell’odio verso il popolo dello Stato
Guida. Tutte le orribili soddisfazioni compiaciute del
disastro Katrina, erano prive di quella pietas che
dovrebbe sempre accompagnare l’uomo. Ma anche un’altra
cosa può essere colta, e questa positiva: la volontà
di pervenire alle radici spirituali di certi eventi e
disastri. Fu un nuovo segno dei tempi. Avrebbero forse
gli uomini di mezzo mondo, solo una ventina d’anni
prima, cercato risposte in termini metafisici? Gli Annali
ci dicono di no.
Ostilità
europea verso la colonizzazione
Sempre piú la
corte di Washingtonus aveva bisogno di drenare risorse per
le sue armi e i suoi eserciti e sempre meno portava nel
mondo quell’anima cosciente che era il compito storico
degli anglofoni nel quinto periodo di civiltà. L’Europa
iniziava a provare un’ostilità profonda verso l’occupazione
occidentale. Tale ostilità aumentava gradualmente man
mano che gli strumenti imperiali di dominio psicologico
del mondo si affinavano. Ora i politici europei di
qualsiasi fazione destra o sinistra, pur di essere eletti
avrebbero dovuto dichiararsi contrari alla politica
militare dell’Impero d’Occidente, salvo poi subito
dopo rendere omaggio alla corte di Washingtonus. Il
giochetto era però abbastanza ingenuo ed il rifiuto della
politica dilagava fra gli elettori. Aveva funzionato (in
modo probabilmente fortuito) con Zapaterus d’Ibernia, ma
tutti ormai intuivano che qualsiasi partito inserito nel
sistema comunicativo imperiale non poteva scontrarsi con
la corte.
Gli
stati d’ansia e la politica
Il problema
vero del nuovo millennio restava quello della stabilità e
della sicurezza, aspirazioni che non potevano essere
partitiche ma spirituali, economiche e giuridiche.Tutti i
partiti e le fazioni avevano infatti una parte di ragione,
tutte le dialettiche contenevano un punto di vista
accettabile. Ma la soluzione non era dialettica e
politica: la soluzione era spirituale. Il voto su una
scheda non risolveva l’ansia quotidiana. Ansia
spirituale, in quanto molti uomini avvertivano il
vuoto che nessuna religione poteva colmare; ansia
giuridica, in quanto l’eguaglianza non esisteva:
aristocrazia e plebe avevano diversi trattamenti. Ansia
economica, in quanto la povertà dilagava.
Incapacità
di controllo del voto democratico
In Latinamerica
l’avversione per l’Impero si fece sentire anche su un
piano politico. I sistemi di controllo della democrazia
elettiva non erano piú in grado di fronteggiare l’ostilità
di tutti gli ispanici verso quelli che loro chiamavano “gringos”.
Presto in quel continente i sistemi democratici avrebbero
espulso ogni compromesso con lo Stato Guida. Era sempre
piú difficile per Washingtonus mantenere un controllo “democratico”
nel continente sudamericano tramite stampa, mezzi di
comunicazione e corruzione del personale politico. I
latinoamericani non ne potevano piú del dominio
anglofono. L’Impero era costretto a rinunciare a quelle
caratteristiche di tenue libertà che concedeva, in quanto
anche la piú tenue libertà permetteva di propagare
incendi di smisurata ribellione.
Tirannide
manifesta ed esigenze di diffusione dell’anima cosciente
La rete
informatica globale però, si è già visto negli Annali,
non poteva essere spenta, in quanto essa oltretutto
supportava economicamente ogni scambio e transazione. Ed
in questa rete sorgeva il dissenso spirituale e politico.
Una sola regione libera del mondo avrebbe potuto portare
parole di libertà nelle regioni occupate. L’Impero si
vedeva costretto a divenire tirannico. Scopertamente
tirannico. Ma la tirannide manifesta andava contro l’impulso
dell’anima cosciente che gli anglofoni dovevano portare
nel mondo nel quinto periodo di civiltà, nell’epoca di
Michele Arcangelo, impulso simile a quello portato nell’antichità
da Alessandro Magno, in un’epoca anch’essa sotto la
reggenza di Michele. A causa di questa irresistibile
contraddizione, il declino imperiale si accentuò. Iniziò
cosí la caduta irreversibile del capitalismo finanziario,
la fine della Tripartizione inversa. Rudolf Steiner
infatti disse a chiare lettere all’inizio del Novecento
che su un piano spirituale Michele aveva già vinto la sua
battaglia. Il problema era quindi quello di non essere
fisicamente travolti nella caduta del mostro e di portare
in questa caduta un cristianesimo evolutivo applicato all’economia,
al mondo giuridico e a quello spirituale: la
Tripartizione, che doveva essere d’esempio perché c’è
sempre qualcuno che trae profitto dai buoni esempi.
Salvino Ruoli
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