Redazione

Sarò sicuramente giudicato retrivo, antiquato, poco sensibile, soprattutto poco adatto alla “nuova mentalità emergente”, ma non riesco ad accettare il matrimonio gay, addirittura con la possibile adozione di figli. È certo un argomento un po’ delicato da trattare, ma vi sarei molto grato se mi diceste cosa ne pensate…
Antonio Del Pizzo
 
Perché le anime possano incarnarsi sulla Terra è indispensabile la procreazione, al fine di perpetuare la specie umana e consentirne l’evoluzione sia in senso antropologico sia animico-spirituale. In via esoterica sappiamo che durante il periodo atlantideo si rese necessaria la divisione dei sessi, mentre è prefigurato che in una futura epoca non vi sarà piú tale differenziazione. Attualmente dobbiamo ritenere assodato che il processo procreativo necèssita di due elementi essenziali per essere compiuto: l’uomo e la donna. Questa è legge di natura per gli agnostici, legge divina per i credenti nel soprannaturale. Pertanto, qualunque espediente alternativo messo in atto per ottenere la procreazione finisce col diventare un tentativo surrettizio per aggirare, se non trasgredire, la legge naturale se si ragiona in termini laico-positivisti, o quella divina se si ritiene che la vicenda cosmica, di cui l’uomo è protagonista, sia l’espressione sensibile di un progetto trascendente la realtà fisica. Si può rinunciare alla procreazione per alti motivi di ascesi, ed è una scelta lasciata interamente all’uomo; si può invece essere costretti a rinunciarvi per motivi biologici, e l’omosessualità per nascita è uno di questi: l’individuo viene al mondo privo della facoltà fisiologica di procreare. Due sono gli atteggiamenti che può assumere chi è toccato da una tale condizione di diversità sessuale e di inadeguatezza procreativa: se è un agnostico, tenta di risolvere la propria casualità genetica con opportune strategie medico-sociali, vedi matrimonio, adozione e, in ipotesi fantascientifica, la clonazione. Se al contrario valuta gli eventi in chiave spiritualistica, vedrà con chiarezza nella propria anomalia e diversità un gravame karmico, il contrappasso derivante da eventuali eccessi e trasgressioni di una vita precedente. Si adopererà quindi, con un’appropriata condotta, a riequilibrare il suo destino, acquisendo la consapevolezza di dover riarmonizzare la propria condizione attraverso l’astinenza e la purificazione degli istinti. È naturalmente implicito che il discepolo che percorre una Via di conoscenza avrà la massima considerazione e comprensione per chi sopporta un tale destino, e porrà in atto personalmente tutta la propria umana solidarietà, oltre a chiedere al Divino l’aiuto necessario per chi è impegnato nel superamento di una prova che procura in definitiva una profonda sofferenza. Da sopportare questa, però, con discrezione, senza farne una provocatoria bandiera contro la società incolpevole.
 
Dopo tutte le lunghe e complicate esperienze della mia vita – mondanità, carriera, vita culturale, amicizie, amori ecc. – mi chiedo quale sia stata quella fondamentale, e se mai ce ne possa essere una. Ma per quanto cerchi, non sono in grado di trovare un’adeguata risposta.
Saverio Accorsi
 
Interessante la sequenza delle priorità, che parte dalla mondanità per arrivare, in ultimo, agli amori! Non è certo possibile dare una risposta individuale, ché quella ognuno può trovarla solo in se stesso, attraverso un esame del proprio vissuto, facendo un bilancio obiettivo e traendone motivo di meditazione; ma se ne può dare una generale, che chiarisca la ragione della nostra venuta sulla Terra: la conoscenza di sé e del mondo. Amori, dolori, speranze, passioni, soddisfazioni, delusioni, sacrifici, gioie, lotte, tutto ciò che il karma ci porta ad affrontare giorno per giorno, deve essere vagliato, approfondito, compreso e sintetizzato secondo l’esperienza fondamentale dell’uomo, tema e ragione principale della sua vita: il pensiero. Tutto ciò che sperimentiamo, i sentimenti piú alti come la piú bassa istintività, è da noi percepito attraverso il pensiero. Con esso possiamo venir trascinati nel baratro o innalzarci alle vette della piú elevata creatività. Come mirabilmente scrive Massimo Scaligero nel suo Trattato del pensiero vivente: «fatti, cose, emozioni e istinti non dovrebbero aver valore in quanto, afferrando il pensiero, divengano la realtà che domina l’uomo, ma in quanto il pensiero possa di contro ad essi percepire il proprio essere inalterabile e volgere fuori di essi alla propria essenza: per stimolare la cui ricerca essi sostanzialmente si danno, anelando ad essa come alla loro virtú integratrice». Conoscenza di sé e del mondo, dunque, come senso primo della vita, oltre cui è possibile spingersi ad un pensiero che, giungendo a percorrere il proprio darsi sino alla sua scaturigine, perviene al senso finale, divenendo vivente.
 
Il terrorismo enfatizzato, le immigrazioni clandestine, le pratiche finanziarie scorrette o illegali, il malcostume politico, commerciale, giudiziario e persino sportivo, ci stanno chiudendo in una gabbia di divieti, controlli e intercettazioni. Cimici, telecamere, satelliti spia, chip sottopelle con i nostri dati anagrafici, autovelox, minicomputer da portare al braccio per controllare i movimenti dei lavoratori nelle aziende, passaporti e scanner biometrici che identificano, monitorando vene della mano, impronte digitali e caratteristiche dell’iride, biglietti nominativi per entrare allo stadio, all’auditorium e tra poco anche al cinema, fino al recente clear box, ossia una specie di scatola nera installata di serie sulle auto e che, collegata a una rete satellitare planetaria, registrerà il nostro comportamento di guida per le sanzioni di polizia e per “aggiustare” i premi assicurativi nel caso fossimo inesperti o trasgressivi. Date queste misure restrittive, se non punitive, come sperare che la nostra privacy non venga lesa in modo irreparabile? Non sarà forse che il famigerato Grande Fratello, oltre che indiscreto fino alla paranoia, vuole portarci a un punto intollerabile di esasperazione e privarci, oltre che della libertà, anche della nostra dignità?
Maurizio Bandini
 
È vero che siamo giunti ad una situazione orwelliana, o coinvolti nel Grande Gioco di cui parlava Kipling, dove tutti spiano tutti e alla fine segreti e misteri tali piú non sono, ma diventano chiacchiere e beghe di pubblico dominio e di relativa importanza strategica. Ci si può in parte consolare con l’idea che l’essere spiati e intercettati deve preoccupare – e ormai, dato il generale lassismo, neppure piú tanto – solo chi è coinvolto nei giochi di potere e rischia perciò parte dei propri vantaggi sociali, economici e politici. Quelle persone cioè che agiscono ispirate dal piú crudo opportunismo. Sono loro a doversi difendere dalle tecniche intrusive di controllo e a dover salvaguardare, oltre alla privacy, interessi veri, spesso ignoti e difficilmente rilevabili, che stanno alla base dei loro privilegi e delle loro fortune a volte illecite. Non teme al contrario le aggressioni esterne, invasive del privato, chi, edotto della scienza spirituale, sa che, comunque e dovunque ci troviamo, siamo circondati da entità di ogni genere, invisibili ai sensi fisici: esseri che popolano gli spazi nei quali ci muoviamo, privati o pubblici che siano, e ci controllano, a volte ci ostacolano, oppure ci aiutano, ispirandoci ad agire conformemente al giusto comportamento morale e spirituale: angeli custodi, esseri elementari o demoni. È questo semmai di cui dobbiamo divenire consapevoli: che non siamo mai soli, al di là delle tecniche investigative messe in atto dagli apparati umani. Un’antica massima dell’induismo recita: «Saggio è colui che si comporta tra la folla come se fosse solo nella sua stanza, e solo nella sua stanza come se fosse tra la folla».
 
Come vincere le crisi d’ansia? Mia madre cerca di aiutarmi, ma io preferisco restare chiusa nella mia camera, in compagnia del computer…
Edda Viscardo
 
Vince chi lotta. Chi invece non combatte ma si isola, o eccede nel navigare in rete, rischia di partire per un viaggio di non ritorno alla realtà. Bisogna uscire, guardarsi intorno, aiutare gli altri per aiutare se stessi, e poi tornare arricchiti di esperienze che, rivissute nel tentativo di comprenderle, ci aiutano a crescere. Donarsi agli altri è ritrovarsi. Il computer è uno strumento utile, ma non può sostituire gli indispensabili, viventi, rapporti umani personali.

O spirituali potenze sprigionate da forze solari
risplendenti, donanti grazie ai mondi,
ad essere le raggianti vesti di Michele
siete predestinate dal pensiero divino.

Egli, il Messaggero del Cristo, indica in voi
la sacra volontà cosmica, che sostiene l’uomo.
Voi, i chiari esseri dei mondi eterei,
recate all’uomo la parola del Cristo.

Cosí appare l’annunciatore del Cristo
alle ansiose, assetate anime;
irradia ad esse la vostra parola luminosa
nell’era dell’Uomo-Spirito.

Voi, discepoli della conoscenza spirituale,
accogliete il saggio accenno di Michele,
accogliete la parola di Amore della Volontà Cosmica
che agisce negli alti fini dell’anima.

Sonnenmächten Entsprossene
Leuchtende, WeltenBegnadende Geistesmächte,
zu Michaels Strahlenkleid
seid ihr vorbestimmt vom Götterdenken.

Er, der Christusbote, weist in euch
Menschentragenden, heil’gen WeltenWillen.
Ihr, die hellen EtherWeltenWesen,
tragt das ChristusWort zum Menschen.

So erscheint der Christuskünder
den erharrenden, durstenden Seelen;
ihnen strahlet euer LeuchteWort
in des GeistesMenschen Weltenzeit.

Ihr, der GeistErkenntnis Schüler
nehmet Michaels weises Winken,
nehmt des WeltenWillens LiebeWort
in der Seelen Höhenziele wirksam auf.

Rudolf Steiner

 

Edizione C.U. Trani, versione dal tedesco autorizzata da Marie Steiner von Sivers, Trieste 1939.

 

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