|

Avanzare
poderoso dell’anima cosciente
A
quel tempo molte persone sentivano un richiamo
spirituale autonomo rispetto ai culti. Ognuno
viveva questa necessità secondo la propria
predisposizione e il proprio personale grado di
evoluzione interiore. Tale legittimo impulso
individuale verso il mondo dello Spirito,
proprio di quell’epoca, si accompagnava quasi
sempre al desiderio di sviluppare un cammino
spirituale sempre piú cosciente. Il fenomeno
era presente in tutti i credo religiosi,
orientali e occidentali. Ad esempio, coloro che
seguivano gli insegnamenti della Chiesa di
Pietro, potevano trovare discutibili alcuni
dogmi come quello dell’infallibilità del
pontefice romano, o rifiutavano il sacramento
della confessione. Anche la religione ebraica
aveva dovuto aprirsi a numerose riforme, specie
in terra d’Oltreatlantico, riguardo ad antiche
ritualità e restrizioni di vario genere:
fideistiche, culturali e persino alimentari,
considerate del tutto superate da gran parte dei
seguaci. Di fatto, la maggioranza dei devoti si
cuciva addosso un proprio credo personale,
accettando o rifiutando taluni insegnamenti.
Questo era un segno dei tempi nuovi. È anche
vero che tali accomodamenti erano a volte
dettati dal compromesso o dalla poca serietà
con cui si sposava un culto. Malgrado ciò, noi
a distanza di tempo ravvisiamo in quei fenomeni
l’avanzare poderoso dell’anima cosciente.
- Tutti
questi aggiustamenti personali della dottrina,
producevano un certo sconcerto nelle gerarchie
religiose che sostanzialmente non avevano ancora
superato la barriera di pensiero rappresentata
dall’attitudine all’obbedienza e all’imposizione.
Tali fenomeni di autonomia riguardavano un po’
tutti, contaminavano i credi e producevano
scompiglio nelle varie gerarchie religiose. A
quel tempo, ad esempio, recitare la preghiera
del Credo Tridentino non rappresentava piú un’impegnativa
adesione alle regole. Il fenomeno del
sincretismo religioso e del “fai da te”
teologico correva parallelo allo sviluppo dell’anima
cosciente. Questa però, accanto all’autonomia
di pensiero, portava con sé anche l’eco
lontana di altre verità spirituali indicate
dalla Scienza dello Spirito. Sempre piú spesso
le giovani generazioni accettavano la
reincarnazione, non potendo piú credere all’unicità
di un’esperienza umana esprimentesi in una
singola vita.
Nascita di nuove
sensibilità religiose
- Accanto
al sincretismo, i giovani potevano essere
adombrati dall’idea di un pluri-universo in
cui coesistono diversi mondi e diversi livelli
di coscienza, e questo era un fatto di per sé
inaudito per le Chiese dell’epoca, ma anche
rispetto all’attitudine razionalistica delle
generazioni precedenti. Il sincretismo era
infatti spesso accettato su tematiche sociali
come quelle della pace, non sul piano della
dottrina.
- Invece
è proprio sul piano delle risposte ontologiche
che agiva uno spirito innovatore.
- In
merito alla reincarnazione, Rudolf Steiner aveva
chiaramente indicato, in anticipo di quasi un
secolo, che ci sarebbe stata una diversa
sensibilità: «Gli uomini si divideranno in due
classi: gli uni sapranno che verranno condotti a
ricordare le loro vite terrene passate, traendo
alla superficie della coscienza l’interiorità
profonda dell’anima, gli altri sentiranno
invece sorgere come uno stimolo interiore,
esprimentesi in un anelito; per tutto il senso
della loro incarnazione sentiranno come un’inquietudine,
come di una cosa che non riesce ad affiorare,
come di un concetto che si cerca e che non si
può trovare» (in Necessità e libertà nella
storia e nell’attività umana, O.O. 166). All’inizio
del ventunesimo secolo, questo fenomeno non era
definito in modo cosí chiaro, ma se ne vedevano
già i primissimi segnali.
Attrazione
istintiva verso tematiche Scientifico Spirituali
Già
alla fine del ventesimo secolo, le giovani generazioni
erano inconsapevolmente attratte da tematiche
scientifico-spirituali. Dagli Annali ci risulta che
alcune pellicole cinematografiche dell’epoca (un
genere primitivo di spettacolo meccanico) alludessero
a vari temi centrali per lo spirito. Ad esempio, in
una di esse, intitolata “Harry Potter”, vi
compariva l’idea iniziatica e la lotta contro gli
spiriti delle tenebre; in altre innumerevoli opere
ispirate al demoniaco si coltivò la paura del
sovrannaturale; in “Matrix” quella dei
pluriuniversi e in “Highlander” l’idea di
reviviscenza. Perché a quei giovani non bastavano
piú dei semplici filmetti d’amore o le farse
comiche dei loro padri? Perfino gli svaghi giovanili
piú degenerati portavano il segno, anche se inverso,
dell’avvento di una coscienza individuale da
spegnere, da tacitare.
Mancata
penetrazione dell’Antroposofia
Insomma,
gli Annali ci dicono che il Terzo Millennio iniziò
con un impulso personale verso la spiritualità
sospinto dall’anima cosciente. Il problema era però
la mancata consapevolezza di questo dato di fatto. L’Antroposofia,
o Scienza dello Spirito, nel primo secolo dopo Steiner
non era infatti ancora penetrata a sufficienza nel
mondo. Né tantomeno, all’inizio del Terzo
Millennio, stava agendo la Tripartizione dell’Organismo
Sociale. Certo è che l’Impero Occidentale fece di
tutto perché l’eredità del Maestro dei Nuovi Tempi
non venisse applicata, ma è altresí certo che molti
operatori della Scienza Spirituale non furono all’altezza
del loro compito.
Responsabilità
degli operatori spirituali
- Non
possiamo infatti sempre rivolgere accuse verso
coloro che stavano ai vertici della società. Se
le cose andavano male non era solo colpa dei
presidenti, dei banchieri, dei politici, dei
generali, dei cardinali e dei giornalisti
corrotti e malvagi. Tutti costoro svilupparono
la loro bramosia di potere e di danaro in linea
con lo spirito che animava il regno di questo
mondo, esercitando i ruoli connessi a quelle
posizioni sociali.
- Noi
oggi siamo in grado di dire, a distanza di
tempo, che molte altre gravi responsabilità per
la mancata penetrazione della Scienza dello
Spirito, agli inizi del primo secolo dopo
Steiner, erano dovute proprio alle mancanze di
coloro che si professavano suoi discepoli. Non
possiamo però disconoscere che grandi
personalità, tra le quali spicca Massimo
Scaligero (1906-1980), agirono sulle orme del
Maestro, rendendo possibile una continuità con
la vera essenza dell’Antroposofia.
Inversione dei ruoli
Ma
dove avevano mancato le diverse correnti spiritualiste
del ventesimo secolo? La risposta è abbastanza
semplice: mentre la Chiesa di Pietro e le altre Chiese
perdevano (in parte) le presunzioni dell’infallibilità,
le varie sette, le neo religioni e le diverse correnti
spirituali – che per loro missione sarebbero dovute
essere portatrici e simbolo di libertà – tendevano a
strutturarsi gerarchicamente e ad immettere nelle
diverse comunità princípi dogmatici e fideistici.
Piccoli spicchi di potere legati ai presunti doni
carismatici di alcune persone. Diciamo presunti poteri
carismatici, in quanto la ricerca del potere personale
è cosa del tutto mondana e lontana dallo spirito
iniziatico. Usando una metafora, possiamo dire che
attraverso tali piccole confraternite il dogmatismo,
uscito dalla porta, rientrava dalla finestra. Ci
risulta dagli Annali che questo aspetto deteriore
contaminò, purtroppo, persino alcuni eredi del
pensiero scientifico-spirituale.
Il
tempo degli pseudomaestri
- Gli
uomini di inizio millennio che in qualche
maniera sentivano una sete spirituale, si
trovavano di fronte ad un panorama di
conventicole che, come aveva scritto Massimo
Scaligero, suscitavano sentimenti di fede, non
atti di pensiero; emozioni personali, non idee;
visionarismo, non visione; nozioni e
argomentazioni, non conoscenza: la conoscenza
non potendosi disgiungere dalla libertà.
- Cosí
a quel tempo alcuni pseudomaestri si arrogavano
il diritto alla Verità, non tanto in quanto
detentori del Credo, ma in quanto detentori di
segreti indicibili. Nel nome di queste
conoscenze occulte irrivelabili, essi
annebbiavano le menti dei loro seguaci e
accrescevano il loro potere personale sugli
adepti. Soprattutto, costoro distorcevano gli
insegnamenti ricevuti e li infarcivano di
superstizioni. Ciò fu causa dell’allontanamento
di persone dotate di individualità e
concretezza, mentre finí con l’attrarre
visionari e deboli personalità d’ogni tipo.
La cosa grave è che queste attitudini non
riguardavano solo le sette che si rifacevano
alla tradizione orientale od occidentale, ma
anche alcuni seguaci dell’Antroposofia.
Screditare
la Scienza dello Spirito
- Era
l’inversione spirituale desiderata dagli
Avversari: fare in modo che il vero messaggio
antroposofico e della Tripartizione giungesse
soltanto ad anime fantasiose, deboli o
smidollate, non a figure umane con vera
attitudine scientifica, figure capaci di portare
concretamente nel mondo il messaggio di
Filosofia della Libertà. Spicchi di potere
personale di presunti maestri, ed uno stato
inconsapevole di presunzione nei riguardi del
resto del mondo, fecero in modo che la forza
liberatrice della Scienza dello Spirito non
sempre potesse essere recepita da quegli uomini
che, incarnatisi in quell’epoca, attendevano
il messaggio scientifico-spirituale.
- Gli
pseudomaestri commisero anche il gravissimo
errore di non comprendere che a loro non
spettava altro compito che trasmettere
semplicemente la verità cosí come era stata
loro donata, non di creare strutture
organizzative e gerarchiche non ispirate dallo
Spirito.
Moniti
di Maître Philippe
- Gli
Annali ricordano a tale riguardo le parole di
Maître Philippe di Lione:
«Solo in certe
epoche vi sono capi con potere di scegliere e
inquadrare i combattenti». Egli indicò i
pericoli del dispotismo spirituale. Ci risulta
dai documenti dell’epoca che Massimo Scaligero
tenesse in grande considerazione Maître
Philippe, e che nel suo studio vi fosse la
fotografia del Maestro francese.
- Concludiamo
con le parole che sembrano scritte per tutti gli
pseudomaestri che rallentarono la divulgazione
della Scienza dello Spirito: «L’orgoglio
consiste nell’accrescere se stessi, nel
credersi piú in alto del proprio fratello, nel
guardarlo dall’alto in basso, come si dice
volgarmente; eppure non abbiamo tutti lo stesso
padre che è Dio, non siamo tutti suoi figli?
Dio è giusto, Egli ci ha creati uguali. E non
è detto nel Vangelo: i primi saranno gli ultimi
e gli ultimi saranno i primi?».
Salvino
Ruoli |