Il Pater Noster

Preghiera

Il Pater Noster

Nel settembre 2011 la nostra collaboratrice Giovanna Scotto ci aveva inviato la traduzione di una conferenza che Rudolf Steiner aveva tenuto a Karlsruhe il 4 febbraio 1907. Traduttrice di grande vaglio, antroposofa fedelissima negli anni, aveva curato per L’Archetipo molte traduzioni con competenza e precisione. Non ci spiegammo quindi la ragione di una consegna incompleta: mancava meno di una pagina perché fosse terminata. Nei giorni e nei mesi seguenti non ci furono segni di risposta al nostro ripetuto cercare di metterci in contatto con lei. Solo in seguito apprendemmo che era venuta a mancare, ed evidentemente anche le forze per terminare il lavoro dovevano esserle venute meno. Ad un anno di distanza pubblicammo la sua traduzione cosí incompleta (www.larchetipo.com/2012/ott12/antroposofia.pdf) e solo oggi, dopo anni, abbiamo deciso di chiedere alla cara amica e valente traduttrice, Angiola Lagarde, anche lei antroposofa di grande rilievo, di terminare la breve parte mancante, che pubblichiamo qui di seguito.


Il Padre Nostro

Le preghiere che non hanno soltanto un breve impatto, ma che da millenni impregnano l’anima ed elevano i cuori, sono tutte attinte dalle piú profonde fonti della saggezza. Questo tipo di preghiera non è mai stato dato dopo aver riunito sublimi o belle parole in modo arbitrario, ma è stato attinto dalla piú profonda saggezza: soltanto in questo modo simili preghiere hanno la forza di agire sull’anima degli uomini attraverso i millenni.

Non ha senso l’obiezione che l’anima semplice non sa niente di questa saggezza. L’anima semplice non ha alcun bisogno di una simile conoscenza, perché la forza che possiede il Pater Noster proviene dalla saggezza e agisce anche se non se ne sa nulla.

Bisogna solo comprenderlo nella giusta maniera: un uomo passa davanti ad una pianta che gli piace moltissimo e ne resta incantato. Il piú semplice dei cuori potrà provare lo stesso piacere, la stessa meraviglia, senza eventualmente sapere nulla della saggezza divina che si trova nella pianta. Succede la stessa cosa per le grandi preghiere. Anche se si ignora il suo saggio contenuto, questo non toglie nulla alla forza di una tale preghiera, alla sua saggezza, al suo elevato contenuto, al suo carattere sacro. Non è forse nata dalla piú alta saggezza? Non si tratta dunque di “conoscere” quella saggezza, ma di fare l’esperienza della forza di tale saggezza.

È soltanto nella nostra epoca che si presenta la possibilità di attingere a quello che il Cristo Gesú ha depositato in questa preghiera e di conoscere di nuovo la forza che ha messo particolarmente nel Pater Noster. Esso è stato attinto dalla piú profonda saggezza riguardante l’essere umano, alla sua natura settemplice; è grande e potente anche per il cuore piú semplice ed è un cammino d’elevazione privilegiato per colui che può ugualmente afferrare la saggezza che vi è stata deposta. E il fatto che tutta la scienza dello Spirito, la saggezza divina riposa nel Pater Noster, non gli fa perdere nulla del potere che ha sempre esercitato, un potere di vibrazione e di elevazione.

Il Signore ha detto alla folla molte cose sotto forma di parabole. Ma quando era solo con i discepoli Egli le spiegava loro, perché in questi sapienti commenti delle parabole essi dovevano attingere la forza di divenire i Suoi messaggeri, forza che permetteva loro di sapere come Egli stesso aveva acquisito quella magica potenza grazie alla quale la Sua opera era destinata ad irraggiare attraverso i millenni.

Questo è quanto deve servire d’introduzione allo spirito del Pater Noster.

 

Rudolf Steiner (2. Fine)