Elementi fondamentali dell'esoterismo

Antroposofia

Elementi fondamentali dell'esoterismo

CeramistaIl corso dell’evoluzione del mondo si presenta a noi su tre livelli: la coscienza, la vita e la forma. Le differenti specie di coscienza si esprimono nei sette pianeti: Saturno, Sole, Luna, Terra, Giove, Venere, Vulcano. Su ogni pianeta si percorrono sette regni di vita, e ogni regno di vita passa attraverso sette stati di forma.

La nostra Terra fisica è uno di tali stati di forma, il quarto stato di forma, o globo, nel quarto regno di vita del quarto pianeta, o quarto stato di coscienza. Pensiamo adesso alla Terra come è attualmente e domandiamoci: cosa facciamo qui? Prendiamo degli oggetti che sono al di fuori di noi, nello spazio, dapprima nel regno minerale, e ne facciamo delle opere d’arte. Facendo questo, mettiamo insieme, formiamo un tutto partendo da dettagli. Si tratta di una creazione nell’ambito della forma.

MalvaOra, qualcosa di nuovo può nascere anche in un’altra maniera, come lo stelo, le foglie e i fiori nascono dalla radice di una pianta. Questo fiore non si compone come una macchina, mettendo insieme dei pezzi, ma deve crescere partendo da quello che già esiste. Questo è un processo nell’am­bito della vita. Qualcosa di nuovo si crea partendo da quanto già esiste.

Per la terza specie di produzione, quella che parte dalla coscienza, qualcosa nasce in modo tale che possiamo dire: prima, a dire il vero, non c’era niente, c’era un nulla.

Ritorniamo all’origine primaria di una tale evoluzione planetaria, all’inizio dell’evoluzione di Saturno. Cosa vi si può osservare? Che non c’era ancora alcun pianeta fisico, nemmeno della qualità arūpa piú sottile, perché ci troviamo ancora prima del momento in cui Saturno è ai suoi primordi. Non esiste ancora nulla della nostra catena planetaria, ci sono però tutti i frutti di quella precedente. È un po’ come quando ci risvegliamo al mattino; non abbiamo ancora fatto niente, e nella nostra memoria si trova unicamente il ricordo di quello che abbiamo fatto il giorno prima. Allo stesso modo, quando ci riferiamo all’inizio dell’evoluzione di Saturno, negli Spiriti che ci si rivelano abbiamo il ricordo di una precedente catena planetaria, di quello che è accaduto in precedenza.

Andiamo adesso alla fine della catena planetaria, all’epoca in cui finisce lo stadio di Vulcano. Poco a poco, durante la catena planetaria, quello che all’inizio era una disposizione si è manifestato in quanto creazione. Abbiamo dunque prima di tutto un’emanazione della coscienza, la coscienza crea qualcosa di nuovo partendo dal contenuto di quanto esisteva prima, partendo dal ricordo. Alla fine esiste dunque qualcosa che all’inizio non c’era: si tratta di tutte le esperienze. Quello che esisteva all’inizio si manifesta in una quantità di cose e di entità. Alla fine, è nata una nuova coscienza, con un nuovo contenuto, un nuovo contenuto di coscienza. Si tratta di qualcosa che proviene dal nulla, dalle esperienze.

Quando consideriamo l’innovazione nella vita, dobbiamo dirci che bisogna che ci sia una semenza che la renda possibile. Ma il nuovo contenuto di coscienza alla fine di una evoluzione planetaria proviene effettivamente dal nulla, da esperienze; non occorrono basi per questo, qualcosa nasce dal nulla. Quando una personalità ne guarda un’altra, non si può dire che la prima abbia preso qualcosa all’altra, perché d’ora in poi porterà in sé il ricordo dell’altra. Questo ricordo proviene dal nulla. È il terzo tipo di creazione, quella che parte dal nulla.

Le tre specie di creazione sono dunque le seguenti:

 

1. mettere insieme delle parti esistenti (forma);

2. dare un nuovo contenuto di vita partendo da basi esistenti (vita);

3. creare partendo dal nulla (coscienza).

 

Queste sono tre definizioni di entità che creano una catena planetaria, sulle quali si fonda una catena planetaria. Sono chiamate i tre Logoi. Il terzo Logos crea mettendo insieme. Il secondo Logos è produttore quando qualcosa d’altro, con una nuova vita, deriva dalla sostanza unica. Ma ovunque, lí dove abbiamo qualcosa che viene dal nulla, c’è il primo Logos. È anche per questo che si chiama spesso il primo Logos ciò che è nascosto nelle cose stesse; il secondo Logos, la sostanza che sta nelle cose, che crea il vivente partendo dal vivente; il terzo Logos quello che mette insieme tutto ciò che esiste, che compone il mondo partendo dalle cose.

Nell’universo questi tre Logos si mescolano sempre. Il primo Logos fa anche l’esperienza della saggezza interiore e della volontà. Nella creazione del primo Logos c’è l’esperienza, cioè il raccogliere dei pensieri partendo dal nulla e poi creare partendo da questi pensieri provenienti dal nulla. Tuttavia, la creazione a partire dal nulla non vuol dire che niente sarebbe esistito, ma vuol dire: nel corso dell’evoluzione si sono fatte delle esperienze e si è creato qualcosa di nuovo nel corso del divenire, cioè quello che esiste si fonde e il nuovo è creato partendo dall’esperienza.

Facciamo un paragone. Qualcuno guarda un altro essere umano e imprime la sua immagine. Se fosse dotato come lo è il primo Logos, potrebbe dirsi: ho visto il signor X e conosco anche il concetto del Signor X all’inverso, posso dunque farmi di lui un’immagine negativa: dunque, del bianco al posto del nero e viceversa. In questo modo, grazie all’esperienza dell’oggetto e del suo negativo, egli ha creato una forma strutturata del tutto nuova. Potrebbe quindi dotarla di vita. Sarebbe una forma nuova che prima non esisteva. Supponiamo che qualcuno faccia questo essendo a contatto con numerose persone che in seguito però muoiono: seguendo le sue esperienze, l’osservatore potrebbe creare un nuovo mondo.

Considerando il mondo, si vedono i tre Logoi che interagiscono continuamente. Nel quadro del nostro sistema planetario, immaginiamo l’azione dei tre Logoi in rapporto all’uomo. Immaginiamo l’inizio dell’evo­luzione di Saturno, dove non esisteva ancora niente. Cosa vi avviene? Tutto quello che esisteva prima ne esce fuori, per cosí dire, goccia a goccia. Tutte le cose che c’erano sono state emesse. Quello che nasce in questo modo sarebbe la primissima effusione di sostanza a partire dalla somma delle esperienze precedenti. Tutto quello che è stato accumulato si sparge sotto forma di sostanza. 3 LogoiVi è compresa la sostanza dalla quale nascerà piú tardi l’umanità. Questa sostanza esiste all’inizio solo in quanto sostanza. Questa prima emanazione deve in seguito essere continuamente costruita, combinata. Questa emanazione della sostanza che è scaturita è una nuova creazione. Si tratta dapprima di una creazione del Terzo Logos: dopo l’ema­nazione della sostanza subentra dunque una creazione del Terzo Logos.

Ora, cosa significa questo per l’uomo? Significa che tutte le parti che formeranno il suo corpo fisico sono dapprima combinate le une con le altre. Su Saturno l’uomo è veramente un automa. Se fosse stata inviata una parola nella sua interiorità, egli l’avrebbe riespressa. Le forme degli esseri sono costruite cosí. È il lavoro del Terzo Logos che continua ancora allo stadio solare, nel quale l’uomo riceve il corpo eterico, la vita. Questo è allora il lavoro del Secondo Logos. Passiamo fino allo stadio terrestre. L’uomo vi riceve una coscienza, vale a dire la possibilità di fare esperienze a partire dal nulla. Questo è il lavoro del Primo Logos. Su Saturno, l’uomo riceve dal Terzo Logos quello che in lui è forma. Sul Sole, l’uomo riceve dal Secondo Logos quello che in lui è vita. Sulla Terra, l’uomo riceve dal Primo Logos, quello che in lui diventa coscienza.

Occorre che il concetto di coscienza ci diventi ancora un po’ piú chiaro. Dobbiamo elaborare completamente il concetto di coscienza su un certo piano. L’uomo è cosciente, ma si tratta di sapere dov’è la sua coscienza. Attualmente, l’uomo è cosciente sul piano fisico quando parliamo della coscienza di veglia. Ma la coscienza di veglia potrebbe anche trovarsi sul piano astrale. Se in una creatura la vita è sul piano fisico e la coscienza su quello astrale, si tratta di un animale.

tigreNell’uomo, la coscienza è localizzata nella testa. Nell’ani­male, per esempio nella tigre, la coscienza è sul piano astrale. La coscienza si crea una specie di punto d’appoggio al di fuori della testa, ed è da lí che agisce sulla tigre. Se la tigre prova un dolore, il dolore si trasmette anche sul piano astrale. Nella tigre l’organo della coscienza è sul davanti della testa, nel posto dove c’è la fronte nell’uomo. In quest’ultimo, il punto corrispondente è già incluso nella testa e riempito dal cervello; la coscienza è stata captata dal cervello e dal davanti del cranio: essa è dunque sul piano fisico. Nella tigre, e piú generalmente in tutti gli animali, il fulcro della coscienza si trova nell’astrale, nella parte anteriore della testa; la coscienza entra nell’astrale. È ancora diverso per la pianta. Se potessimo seguire la sua coscienza, dall’alto in basso, arriveremmo sempre alla punta della radice. E se in seguito seguissimo la linea di crescita, arriveremmo al centro della Terra. Lí è il punto d’incontro di tutte le sensazioni, il punto d’assorbimento della coscienza delle piante. Esso è in contatto diretto con il mondo mentale. L’insieme del mondo vegetale ha la sua coscienza nel mentale.

Per l’insieme del mondo minerale, la coscienza si trova nelle supreme regioni del mondo mentale, sul piano arūpa. La coscienza delle pietre è tale che, se vogliamo trovare il suo centro, lo troveremmo come una specie di atmosfera del Sole. Quando sulla Terra lavoriamo sul mondo minerale, quando rompiamo delle pietre, ogni atto isolato è in un certo qual modo legato a questa atmosfera solare. È là che si sente cosa l’uomo lavora qui. Abbiamo dunque una serie di entità sul piano fisico la cui coscienza si trova su piani differenti.

coscienze

Gli uomini e gli animali si distinguono per il fatto che hanno la loro coscienza su piani differenti. Ma ci sono anche degli altri esseri oltre ai minerali, le piante, gli animali e gli uomini. Ci sono degli esseri che hanno la loro coscienza nel fisico e il loro corpo nell’astrale. Si può dire che un tale essere è come un animale all’inverso. Esistono realmente dei simili esseri, sono gli esseri elementari. Per comprenderli, rendiamoci conto di ciò che fa parte del piano fisico.

Sono fisici:

 

1. la terra ferma

2. l’acqua

3. l’aria

4. l’etere (di calore, di luce, chimico, di vita).

 

Fermiamoci alle quattro forme inferiori del nostro piano fisico, separiamole dal mondo eterico. Si possono trovare delle coscienze in tutte e quattro le forme del piano fisico, mentre il corpo dell’essere di cui si tratta è nell’astrale. Immaginatevi la coscienza nella terra ferma e il corpo nell’astrale, oppure un essere che ha la sua coscienza nell’acqua e il cui corpo è nell’astrale; poi un essere con la coscienza nell’aria e il corpo nell’astrale; e un altro con la coscienza nel fuoco e il corpo nell’astrale.

L’umanità attuale non sa gran cosa di questi esseri; alla nostra epoca li si conosce solo attraverso la poesia. Ma i minatori li conoscevano bene. Uno gnomo è percepibile solo per colui che è capace di vedere sul piano astrale, e i minatori posseggono talvolta una simile chiaroveggenza, sanno che gli gnomi sono delle realtà.

Dunque, a dire il vero, nella nostra Terra esistono alcune coscienze, e quello che il naturalista chiama “Leggi di Natura” sono i pensieri di entità che pensano sul piano fisico, ma che hanno il loro corpo sul piano astrale. Se in fisica si parla di una Legge Naturale, possiamo dirci: sono i pensieri di un essere che ha il suo corpo sul piano astrale. Le forze della Natura sono delle entità creatrici, e le Leggi di Natura sono i loro pensieri.

salamandraNel Medioevo l’alchimista cercava di mettere gli spiriti al proprio servizio. Goethe lo sapeva bene: Faust vuole ave­re dell’aria fiammeggiante; si suppone che la salamandra, che ha il suo corpo sul piano astrale, esca da lí. Abbiamo dunque attorno a noi delle entità che hanno realmente la coscienza nel fuoco, alle quali facciamo del male quando accendiamo il fuoco, perché in tal modo causiamo una certa modifica sul piano astrale del loro corpo. Quando si accende la luce, si modifica questa entità astrale.

Nella stessa maniera, quando si producono dei cambiamenti negli altri campi degli elementi e delle forze della natura, si cambia qualcosa in queste entità astrali. Facendo una o un’altra cosa, noi popoliamo continuamente il piano astrale di entità. Rappresentiamoci chiaramente questa idea e avremo il senso della cerimonia religiosa: non effettuare sul piano fisico cose arbitrarie, ma cose piene di senso, farà nascere delle entità piene di senso sul piano astrale. Facendo bruciare l’incenso, p%r esEmpho, si fa qualcosa di sensato: si bruciano alcune sostanze e si creano delle entità di una certa specie. Se si fende l’aria con una spada nelle quattro direzioni, si crea un particolare essere.

Allo stesso modo il prete, quando fa particolari gesti con la mano accompagnati da certe sonorità, per esempioo” “i” “u, rinforzate dalla ripetizione di “Dominus vobiscum”, il suono è accordato, l’aria è portata a vibrare in un certo modo, rinforzata da certi gesti della mano, ed ecco che viene prodotta una silfide. Il segno, il tocco (o il gesto) e la parola d’ordine dei frammassoni suscitano certe forme strutturate che esprimono delle leggi nel mondo fisico. Usando queste parole secondo uno scopo prefisso si crea un legame da una persona all’altra, ci si avvolge di materia astrale che è stata creata dal segno, dal gesto e dalla parola.

Evidentemente, nella vita ordinaria, l’uomo che fa continuamente tutto questo, ma non in modo sistematico, crea delle entità contraddittorie. L’arte consiste nell’agire armoniosamente dal piano fisico sui piani superiori. Nella cerimonia del culto si tratta di creare, con certe azioni, delle entità che siano armoniose e non contraddittorie. Dapprima, l’essere umano non è capace di stabilire l’armonia fra queste cose. Ma ci sono certe entità che dirigono tutto quello che l’uomo produce in questo modo sul piano astrale.

Cosí, intorno a noi, abbiamo un mondo di esseri elementari con un re. Gli indú chiamano Kshiti lo gnomo supremo, Varuna l’essere supremo delle ondine e Vāyu quello delle silfidi; e tutto quello che ha la sua coscienza nel fuoco è diretto dal re del fuoco: Agni. In tutte le azioni dell’acqua e del fuoco abbiamo a che fare con queste precise entità-deva. Tutto il fuoco che abbiamo qui sulla Terra è la sostanza tessuta a partire da esseri che fanno parte di Agni.Piani fisico e astrale

La cerimonia magica della specie piú bassa consiste nell’appropriarsi di certe manipolazioni sul piano fisico al fine di creare certe forme ed entità sul piano astrale. Esistono delle scuole nelle quali si fa ancora della magia cerimoniale. Una tale attività provoca una grande inclinazione per il mondo astrale e causa spesso dei suicidi, perché l’uomo è allora quasi unicamente attivo nel mondo astrale e si disabitua a prendere il mondo fisico per quello che è. Ha coltivato l’inclinazione per l’altro mondo e il corpo fisico gli è allora spesso di ostacolo.

Adesso capirete il rapporto con il culto del fuoco che è apparso nella storia delle religioni. I discepoli di Zarathustra cercavano di creare realmente delle forme strutturate sul piano astrale grazie all’offerta del fuoco celebrata dai sacerdoti. Sul piano terrestre, attualmente tutto avviene a livello fisico. Si può dedurre da quanto è stato detto che alcune entità astrali si formano continuamente sotto l’influenza dei nostri atti. Tutte le nostre azioni sono accompagnate da entità astrali. Sono i nostri skandha, che compiono il nostro karma.

Ma anche tutte le cose fisiche lasciano nell’astrale delle entità astrali. Per esempio sul piano astrale alla cattedrale di Colonia corrisponde un’entità precisa. Quando tutta la materia fisica sarà trasformata e la Terra si dissolverà, il prossimo globo astrale si formerà del tutto naturalmente da tutto ciò che è avvenuto sulla Terra. Semplicemente, esisterà sotto forma di entità astrali, cioè degli effetti prodotti da tutti gli avvenimenti fisici anteriori.

Per questa ragione l’uomo deve continuamente agire sul karma. Durante la sua vita successiva, egli dovrà sistemare le entità astrali grottesche che ha generato, altrimenti sul prossimo globo esse diventerebbero delle creature assurde. Il karma fa in modo che l’uomo ripari a quello che ha fatto.

Ciò che avviene sulla Terra su larga scala avviene anche in dettaglio nell’uomo. Pensate a un bambino: lo si alleva male, lo si vizia con i dolcetti ecc. Questo non comporta soltanto dei processi nel suo corpo fisico, ma si comunica continuamente anche all’astrale, in modo che si contribuisce realmente a modificare il suo corpo astrale. Quello che s’inculca fisicamente in un bimbo, passa nel suo corpo astrale e vi esiste in talune forme strutturate. Quello che è cosí inserito, ne uscirà progressivamente e si manifesterà. Piú tardi nella vita, i peccati che si sono commessi sul bambino si vendicano. Questi peccati perdurano durante tutto il corso della vita e sono di una grande importanza precisamente per l’ultima fase della vita umana.Fasi della vita

Dopo la metà della vita c’è una specie di capovolgimento : allora, l’astrale agisce sul piano fisico. Durante la sua infanzia, l’essere umano pone le basi di quello che avrà durante la vecchiaia. Se l’uomo capisce i peccati che sono stati commessi da lui e in conseguenza lavora su se stesso, può eliminare i danni nel corpo astrale; altrimenti, durante la sua vecchiaia, cadrà nelle stesse debolezze della sua infanzia. Solo il lavoro che si è coscientemente compiuto sul proprio corpo astrale ha un’azione compensatrice. Non ci si può disfare dei difetti se non si sono suscitate, piú tardi e coscientemente, le qualità opposte.

 

Rudolf Steiner 


Dalle annotazioni di uditori presenti alla conferenza di Rudolf Steiner.

Berlino, 30 ottobre 1905 ‒ O.O. N° 93a. Traduzione di Angiola Lagarde.