L’archetipo Anno III n. 1, Novembre 1997

Poesia


 

Il mantra reiterato di parole
che l’anima carpisce in echi e lampi
al fiume degli archetipi, e diffonde
permeandone il corpo fibra a fibra,
contiene forse il nome innominabile,
l’arcana risonanza. Un giorno forse,
dopo mille sagaci esperimenti,
decrittazioni audaci di quei suoni,
accostamenti, sintesi, metafore
che quei vaghi riflessi suggeriscono,
troveremo la formula, sapremo.
Ma profondo nel cuore, inconoscibile,
quel verbo già fiorisce, accende fiamme,
sillaba le infinite metamorfosi
dell’essenza immortale fatta carne.
Gli ubbidisce la mano se rivela
al mondo le assonanze trascendenti
ormai vive, fluenti senza tregua
nelle sottili geometrie di vene,
linfa di cui si nutre ogni respiro,
stelle fuse nel murmure del sangue.

 Fulvio Di Lieto

 

Il senso poetico è molto affine al senso mistico. È il senso per ciò che è caratteristico, personale, misterioso; per ciò che rivela, per il fortuito necessario. Esso rappresenta l’irrappresentabile. Vede l’invisibile, sente l’insensibile. ...La poesia è l’assoluto reale.

Novalis

(Novalis, Preludi e Commenti agli Inni alla Notte, Carabba, Lanciano 1912)

 

Maestro bernese del Garofano (2a metà sec. XV)    Giovanni Battista

Circa tre mesi prima di ritornare a battezzare, Giovanni percorse due volte il paese per annunziarvi Colui che doveva venire dopo di sé, ma il suo procedere a passi lesti e leggeri, senza soste, non era simile al tranquillo camminare del Salvatore. Il Battista entrava nelle case e nelle scuole per insegnare; radunava gente sulle piazze e ai crocicchi delle vie per parlare a tutti. Farisei e maggiorenti del popolo, a volte, lo fermavano per impedirgli la predicazione, ma poi, ammirati della sua parola, lo lasciavano in pace. Lo vidi percorrere tutte le strade battute poi da Gesú e dagli Apostoli. Egli le puliva dagli sterpi e dalle pietre per renderle piú agevoli al cammino. Collocava blocchi rupestri su certi siti adatti al guado, puliva canali, scavava buche, sistemava fonti e preparava sedili, di cui poi il Redentore approfittò durante i propri viaggi. Il Battista costruí perfino tettoie, sotto le quali poi Gesú radunò i propri seguaci e riposò. Per tutti questi lavori, Giovanni riscuoteva l’ammirazione di quanti l’osservavano e l’aiutavano. Era sempre attorniato da ascoltatori che impavidamente esortava alla penitenza per l’approssimarsi del Messia, al quale, come egli stesso dichiarava, doveva preparare il cammino.

Caterina Emmerick

(Don Eugenio Pilla, Le rivelazioni di Caterina Emmerick, Ed. Cantagalli, Siena 1968)


Torna al sommario