L’Archetipo Anno III n. 1, Novembre 1997

Profezie

Stralciamo, dalle profezie della Monaca di Dresda, una parte riguardante l’epoca attuale, segnata da sconvolgimenti tellurici e catastrofi naturali: momenti drammatici che preludono però a un periodo di rinnovamento fisico e spirituale per l’intero pianeta, cosí come per l’interiorità di tutti coloro che saranno riusciti a leggere i segni e a superare le grandi prove.

 
Il delirio della terra sarà l’ultimo segno. E l’uomo non lo capirà perché la sua preoccupazione sarà quella di accumulare dell’oro. E quando l’oro avrà il colore del sangue dirà che ha il colore delle rose.
Il segno sarà l’avvertimento, sarà la mano che vuole impedire la caduta nel baratro. Dopo il segno di terra non ci saranno piú segni, perché non ci saranno piú baratri. La strada dell’uomo non attraverserà piú foreste; la strada dell’uomo sarà la strada della grande vita. E nella grande vita riuscirà a trovare ciò che ha sognato senza raggiungere, ciò che ha chiesto senza avere.
La mia luce che illumina la grande notte mi ha fatto vedere la strada dopo l’ultimo segno: un lungo sentiero fiancheggiato da prati fioriti, con ruscelli colmi di acque fresche dove bevevano assieme gli uomini, gli animali e le piante. Tutto era pace e l’uomo camminava sorridendo; tutto era silenzio e gli animali si cibavano dagli alberi colmi di frutti gustosi.
Ma pochi uomini ho visto superare l’ultima prova. Ho visto leoni schiantarsi sulla terra; ho visto lupi schiacciarsi sulle rocce; ho visto giganti piangere sulla polvere.
E la strada era percorsa da pochi uomini. Ma nessuno piú correva. E nessuno gridava. E nessuno portava piú armi perché non c’erano piú nemici.
Ecco, mi disse la voce interna, cosí sarà l’ultimo tempo e cosí saranno gli uomini che avranno conosciuto i segni e avranno superato le prove...

(R. Baschera, Le profezie della Monaca di Dresda, MEB, Torino 1976)


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