L'Archetipo Anno III n. 4, Febbraio 1998

Gerarchie

GLI ANGELI

Gli Angeli sono la gerarchia piú vicina a quella dell'uomo. Essi esercitano la loro azione nella sfera sovrasensibile, formando delle immagini nel corpo astrale dell'uomo, volte a far sorgere nell'anima tre determinati impulsi.
Il primo è il principio della fratellanza umana affinché, destatasi nell'interiorità del singolo individuo la consapevolezza della presenza del divino nell'altro, si affermi una migliore vita sociale.
Il secondo è il senso del vero cristianesimo, che consacra ogni atto della vita, ogni incontro con gli altri uomini, rendendo superflua l'appartenenza a una particolare confessione e determinando quindi una piena libertà di religione.
Il terzo riguarda lo studio della scienza dello spirito che, innalzando il grado di coscienza dell'uomo, rende inconfutabile la visione della natura spirituale del mondo.

da: R. Steiner, Che cosa fa l'Angelo nel nostro corpo
astrale?
Conferenza tenuta a Zurigo il 9 ottobre 1918


Sulla terra noi progrediamo tutti verso il bene e in ogni periodo in cui la nostra anima si perfeziona e fa un passo per il nostro avanzamento, noi cambiamo guida, e colui che viene è a sua volta piú progredito del precedente.
Pensate forse che quando Dio ci ha inviati in questo mondo ci ha inviati soli? No. Quando Dio ha creato l'uomo, l'ha creato ingegnuo e ignorante di tutto. Dalla nostra piú tenera infanzia siamo seguiti fin oltre la tomba.
Non siamo mai soli; abbiamo sempre con noi la nostra guida, il nostro angelo custode. Egli è il nostro consigliere. Quando siamo tentati dal male, impiega tutti i mezzi possibili per allontanarcene; è la voce che ci dice: «Non fare questo, è male». Egli non pretende da noi che un po' di buona volontà. Se noi soccombiamo alla tentazione, gli procuriamo dolore ed egli piange.
Questo angelo presiede alla nostra nascita, rimane al nostro capezzale e ci segue durante la nostra vita fino alla morte. Là un altro viene a noi.
L'anima è giudicata dinanzi a un accusatore, il nostro cattivo angelo, e da un difensore, il nostro angelo custode.
Voi vi meravigliate che, malgrado l'esistenza e la protezione del nostro angelo custode, commettiamo ancora degli errori. Supponete di essere un bambino molto piccolo e di venir affidato alle cure di una bambinaia; ella vi conduce a passeggio su un terreno accidentato ove si trovano pietre e rovi. Benché vi dia la mano, qualche volta inciamperete, cadrete e vi pungerete, ma non sarà forse quello l'unico modo perché voi riflettiate, perché apprendiate a camminare e vi fortifichiate?
Se non volete avere un angelo custode, progredite e vi sarà tolto.

Maître Philippe
(A. Hael, Vita e parole di Maître Philippe, Edel, Roma 1988)

LE TRE TRIPLICI GERARCHIE CELESTI

Angeli, Arcangeli, Archai Potestà, Virtú, Dominazioni Troni, Cherubini, Serafini

nell'enneagramma di Raimondo Lullo
(Ars Brevis, Parigi 1578)

e nella visione di Athanasius Kircher
(Arithmologia, Roma 1665)


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