L'Archetipo Anno III n. 4, Febbraio 1998

SITI E MITI

PATMOS

Nell'anno 95, durante le persecuzioni di Domiziano contro i cristiani, su quest'isola del Dodecanneso, nel mare Egeo, venivano relegati i rei di sedizione. Qui la tradizione racconta che fosse esiliato l'Apostolo Giovanni, dopo aver subíto il supplizio dell'olio bollente dal quale era uscito illeso. All'inizio dell'Apocalisse viene narrato: «Io Giovanni, vostro fratello e compagno nella tribolazione e nel Regno, e nella pazienza in Gesú Cristo, mi trovai sull'isola che si chiama Patmos, a causa della parola di Dio e della testimonianza resa a Gesú». Giovanni ebbe la visione profetica in una grotta dell'isola, che da allora porta il nome di "Grotta dell'Apocalisse".
Quando a Domiziano successe l'imperatore Nerva, Giovanni fu lasciato libero di tornare a Efeso.
Negli Atti di San Giovanni, attribuiti a Prochorus, vengono narrati i miracoli compiuti dall'Apostolo mentre si trovava a Patmos.
L'isola è stata italiana dal 1912 al 1947.
Il luogo, e in particolare la grotta dell'Apocalisse, conservano il carattere metafisico di un adyton attraverso il quale l'uomo illuminato dalla grazia accede alla rivelazione.


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