L'Archetipo Anno III n. 7, Maggio 1998

la nuova Cavalleria


L'alta cavalleria del Medio Evo ha avuto per ideale segreto e supremo la realizzazione dello Spirito, non secondo un atteggiamento di devozione sentimentale e di semplice misticismo, ma secondo uno stile di fierezza ardimentosa e di eroicità trasfigurante, ispirato da nascoste e prudenti correnti esoteriche. Non i costumi esteriori della cavalleria sacra possono essere vissuti oggi, bensí quelli interiori. Si può sempre risuscitare il senso di essere uomini nobilmente superiori e non contaminabili, inflessibili, eretti al di sopra di ogni compromesso e di ogni patteggiamento con se stessi e con gli altri, strenuamente fedeli al proprio ideale, irresistibili nel realizzarlo, silenziosi emanatori di luce, veri trasmutatori di se stessi e degli altri. Si può riuscire ad essere portatori di un fuoco sacro in mezzo a coloro che non ne sono capaci e che non possono intenderlo; ad essere suscitatori di energie pure, disinteressate, libere... Sí, bisognerebbe riuscire a ridare al mondo il senso della potenza spirituale e della gerarchia tradizionale dei valori, cose queste cui molti anelano inconsciamente, cui tendono indarno travolti dalla società moderna. Per dare pace e ordine al mondo occorrerebbe che sorgessero degli individui qualificati, dei veri Capi non politici ma spirituali, capi in virtú di irreducibili qualità di vita, di una esemplare perfezione interiore. E quando questa élite di siffatti uomini superiori fosse fortemente costituita, senza dubbio la sua azione educherebbe la gente in modo nuovo, trasformerebbe la struttura sociale attuale, travolgerebbe la folle legge del dispotismo collettivo, del denaro e della macchina, squarcerebbe la tenebra del materialismo che dovunque imperversa. Tutto allora tornerebbe ad animarsi e a cantare, a liberarsi gioiosamente nel simbolo, nel rito sacrale, nel sacrificio trascendente, nell'eroismo luminoso, nell'affermazione della gerarchia spirituale, nella invitta luce solare... Ma purtroppo tutto ciò è considerato un sogno e oggetto di derisione da parte degli uomini profani e sarà sempre un sogno finché non ci saranno molti individui predestinati a seguito di esperienze di precedenti vite capaci di riprendere contatto con i poteri trascendenti... Se non ci saranno presto, il mondo precipiterà ancora di piú nella corruzione e nella disperazione, e già i segni sono evidenti...

Paolo M. Virio

P.M. Virio, Il Segreto del Graal, Rocco Editore, Napoli 1955


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