L'Archetipo Anno III n. 11, Settembre 1998

ScienzA

                   LA SCALA DELLE GRADAZIONI DELLA VITA

Il respiro tramuta la sostanza cosmica in ricambio materiale: la vita nasce. Il mare, la culla della vita, ha dato la sua acqua quale dono di nascita al protoplasma, gli umori vitali vengono dinamizzati dal ricambio materiale attraverso il respiro e cominciano ad accogliere i ritmi dell'universo. La corrente ritmica degli umori forma, per il suo fluire, dei vasi e infine un cuore centrale. Parimenti, dall'ultramateriale si produce nel dorso del germe ancora indifferenziato lo sviluppo di quel solco con l'aiuto del quale la vita vuole aggiungere al suo ricambio materiale e alla sua irrorazione sanguigna una guida differenziata degli stimoli e dei centri di percezione. Il simpatico nasce da quel punto precerebrale, e precerebralmente viene anche disposta una sfera primitiva dei sensi. Il cervello che alla fine, come un'alta montagna, si sviluppa quale organo specializzato dell'uomo, respinge la sfera primitiva dei sensi anatomicamente e fisiologicamente. Diventa lo strumento della coscienza, e là dove il mondo esteriore deve comunicarsi alla coscienza essa "deve" formarsi organi dei sensi cerebrali. Solo il naso è rimasto alleato del simpatico e per questo il mondo esteriore può, per via dei profumi, "fiutarsi" entro gli strati profondi della personalità.
Il respiro è piú antico della vita. La circolazione piú antica del cuore e dei vasi. II mondo in sé, piú antico dei sensi. Il simpatico piú antico del cervello. Chi oggi, equipaggiato con le nozioni dei libri scolastici e la conoscenza del lessico, osservi l'uomo, vede tutto al contrario. Il respiro per lui è la funzione del polmone, la circolazione la funzione del muscolo cardiaco, il mondo una comunicazione degli organi dei sensi e il simpatico un'appendice appena degna di menzione del sistema nervoso centrale. L'uomo è veramente capovolto nel giudizio di molti dei suoi osservatori.
Esaminato dal punto di vista della valutazione biologica, l'uomo effettivamente sta capovolto. La particolarità dell'uomo è lo spirito. L'organo a lui concesso per lo spirito all'interno e all'esterno della sua organizzazione propria, è il cervello. L'uomo porta il cervello solidamente incapsulato nelle ossa, e rivolto verso il cielo.
Che cos'è l'uomo? Quell'essere vivente che sorpassa tutti gli altri in capacità cerebrale. Quell'essere vivente il cui destino va oltre la sfera biologica. Quell'essere vivente il quale – in contrasto con la pianta e l'animale – incurante del suo corpo materiale partecipa allo spirito degli spiriti. Corpo umano e anima umana hanno aiutato a creare il cervello umano, ma tutti e tre, il corpo, l'anima e la creatura di entrambi, lo strumento captatore dello spirito, il cervello, tutti e tre non sono l'uomo. L'uomo è piú vecchio del suo corpo, piú antico della sua anima, piú antico del suo cervello. Allo spirito è preparato un campo nel corpo e nell'anima, un suolo adatto all'esistenza terrestre. Ciò che distingue il corpo umano da altri corpi animati è il cervello volto verso le sfere. Il corpo umano eretto, col suo capo proteso verso il cielo, è la testimonianza che in esso abita un essere la cui origine e la cui mèta sono nelle altezze. L'uomo è capovolto, paragonato al restante mondo organico, perché nella testa sta il centro di gravità del suo essere. Il motto di spirito per cui un uomo senza la testa sarebbe invalido permanente è piú vero che non appaia nel senso banale contenuto nelle parole. La negazione dello spirito umano è un matricidio, è il soffocamento della nostra natura, anche della nostra natura corporea. Tutto ciò che agisce nella natura corporea umana deriva da forze terrestri nelle quali lo spirito è piantato. Respiro, circolazione, simpatico e telencefalo sono gradini che conducono dalla prima scintilla dell'animazione fino alla possibilità di afferrare lo spirito! L'uomo, uno spirito bandito nella sfera corporea per vivere e agire! Risalendo all'origine egli risolve un compito affidato solo a lui dalla creazione. Spiritualizza il Bios ed estrae dalle forze vitali le forze della conoscenza, dalle forze della conoscenza le forze dell'amore, dall'autosservazione spiritualizzata gli impulsi della trasformazione del mondo. Essere uomo è una missione religiosa. Certo questa non è un'esperienza, ma un'idea.

Herbert Fritsche

H.Fritsche, Il Primogenito, Ed. Bompiani, Milano 1946

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