POESIA

La ruota gira, e noi che la seguiamo,
verbo e materia, eterno divenire,
siamo per insondabile destino
segni di multiformi territori.
Danno ricetto ai nostri semi provvide
isole perse in vastità marine,
regioni di maestosi continenti,
steppe riarse o fertili brughiere.
Comunque le stagioni si avvicendino
alternando fortuna e avversità,
per onde e flussi varcheremo oceani,
catturati da rapide correnti
aeree, o soffi lievi impercettibili,
cavalcheremo il vento oppure zolle
feconderemo in chiusa autonomia
con linfe pullulanti dal profondo,
parole nate da pensieri e sangue
o suoni dall’immenso recepiti.
Sbocceremo festosi a primavera,
ai solstizi dorati avremo frutti,
da noi verranno i germi del futuro:
pollini, stami, ovuli, gameti.
L’estate ci vedrà porgere in dono
la sostanza del cuore goccia a goccia
e nutrire la terra che ci nutre.
In autunno verremo foglia a foglia
distaccati dai rami, voleremo,
ali distese in mille venature.
Poi, tornati nel grembo che dall’humus
incerto trae speranza, vita e luce,
sotto coltri di neve, bianco nido,
in sereno torpore dormiremo.
Oltre l’inverno, fino a quando aprile
ci chiamerà con la sua fresca voce
al chiaro giorno su radiosi tronchi.
Verdi germogli pronti a rifiorire.

Fulvio Di Lieto

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