REDAZIONE

…Mi propongo ogni giorno di diventare piú forte, di compiere qualcosa che mi faccia uscire da una specie di apatia in cui sono precipitato da quasi un anno. Leggo, cerco di avere pensieri positivi, ma tutto mi rimane difficile, soprattutto la pratica della meditazione. E poi, guardandomi intorno e vedendo come va il mondo attuale, mi sembra veramente tutto inutile.

Pier Paolo Scorsellini, Salerno

Essere piú forti oggi è un dovere piú che una necessità. È un atto di libertà. Si è talmente caduti nel dominio delle parvenze, che è sempre piú difficile rimanere fedeli alla verità senza essere accusati di irregolarità o eccentricità. Il mondo sta attraversando un periodo di lotta e di drammatica crisi che esige il massimo del buonsenso umano. È richiesta una grande prova: quella della fermezza, della fedeltà a un determinato assunto, della immutabilità della dedizione. Solo attraverso una pratica costante degli esercizi della meditazione e della concentrazione, secondo il metodo del Maestro dei Nuovi Tempi, possiamo dare il nostro personale contributo alla difficile soluzione del problema umano, che non può essere risolto con astrattismi e dialettica, ma solo con la Luce originaria del pensiero vivente.

Seguo da lungo tempo, in completa autonomia, questa Via spirituale. Cerco soprattutto di riceverne un concreto aiuto per riuscire a sopportare tutto il male che sento intorno a me e che mi fa soffrire profondamente. Le persone che mi circondano non hanno nessuna sensibilità e mostrano di continuo una grande cattiveria e meschinità. Vorrei far loro capire quanto mi feriscono…

Sandra Preguzzi, Milano

Non c’è nulla che sia ferito in noi che non appartenga all’essere da cui deve scomparire l’antico Lucifero, che deve cessare di essere l’abitatore della nostra anima: comunque l’anima dolga, è la sua presenza. Questa presenza deve cessare. Egli può essere aiutatore solo se diviene una divinità esterna rispetto alla nostra interiorità. Questo è il segreto: l’anima deve venir liberata della sua presenza. Non c’è dolore, inquietudine, oscurità o tensione dell’anima che non sia il segno del persistere della sua entità in noi. L’anima che accoglie le forze dell’Arcangelo Michele deve divenire autonoma, non deve piú trattenere in sé Lucifero come divinità interiore. L’interiore è solo il Cristo, che “avanza senza combattere”. Il nostro compito è sviluppare la sola forza che opera autonoma nel mondo: il pensiero, nel quale è l’Io. Solo cosí ritroveremo l’accordo con quanti ci circondano e saremo per loro dei veri aiutatori e non dei dolenti sopportatori. Riusciremo allora a vincere l’oscurità del mondo e a portare la Luce nell’esistere quotidiano, con i suoi dolori, le sue tensioni e le sue lotte.

Leggo molti libri di antroposofia, per dare alla mia vita il giusto orientamento. Sono però troppo impegnato nel lavoro quotidiano. È un lavoro che mi prende al massimo e mi costringe ad usare il pensiero non per evolvere e nobilitarmi, ma solo per risolvere praticamente la mia quotidianità. E cosí consumo questa esistenza senza riuscire a trovare la vera libertà e la giusta forza che sarebbero necessarie alla mia formazione interiore. Come sciogliere i lacci che mi attanagliano e trovare l’energia per seguire come sento indispensabile, in maniera alta e totalizzante, la Via indicata da Rudolf Steiner?

Fabio Lanzillotto, Pisa

La Via da percorrere per “sciogliere quei lacci” è indicata in parole illuminanti dal Maestro d’Occidente: «Che l’essere sia è importante, perché sia il pensiero. In ogni ora occorre risorgere dalla inanimazione dell’esistere quotidiano, per essere dal punto in cui si può cominciare ad essere: il pensiero. L’aseità della punta di diamante, o della punta di luce, deve essere assoluta, ma l’inizio della sua assolutezza sollecita sempre sue piú profonde potenze corporee, onde l’assolutezza si attenua e tende a sparire, ma è proprio a questo punto che occorre operare. Con tutta la forza e tutta la delicatezza, perché l’assolutezza sia malgrado la profondità nelle categorie corporee. La liberazione dell’assoluto immanente avverrà come una trascendenza pura, libera di ogni inerenza umana eppur profonda nel vivente umano. La distensione è l’aerità della forza: è il posare nell’essere che posa, quanto piú l’attività possente si autonomizza. Il massimo scendere nel profondo, come nella catalessi intensiva, risponde al massimo potere di veglia della punta di diamante della coscienza: è una separazione assoluta, da abisso. È questa la Via della Forza vera, trasumanante: la Forza che si libera dalle categorie corporee, avendo tutta la dynamis della sopranatura dominante la natura».

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In copertina: Gustave Doré – Natività
Incisione, 1875

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Poesia
La poesia di Fulvio Di Lieto

«…e pace sia in Terra agli uomini di buona volontà; vale a dire a quegli uomini in cui germoglia la vera forza vivente dell’amore. Ecco ciò che deve attuarsi sulla Terra, mercé l’impulso del Cristo. A quella che fu una rivelazione dall’alto il Cristo aggiunse la forza vivente. Egli portò questa forza entro ogni cuore umano; ad ogni anima umana donò qualcosa che poi da quest’anima poteva traboccare. Egli diede all’umanità non solo una dottrina da accogliersi in forma di pensiero e di idea, ma una forza che può poi irraggiarsi dall’anima umana. È precisamente la forza del Cristo ad operare nell’anima umana e ad irraggiarsi da essa. Nel Vangelo di Luca e negli altri Vangeli questa forza viene sempre indicata come la forza della fede. Nel senso dei Vangeli, questa è la fede. Ha fede colui che accoglie in sé il Cristo, in modo da farlo vivere in sé; in modo che il suo Io viva in lui non solo come in un recipiente vuoto, ma come in un recipiente che è pieno di un contenuto traboccante. E questo contenuto traboccante è l’amore».

Rudolf Steiner

R.Steiner, Il Vangelo di Luca, Editrice Antroposofica, Milano 1978

 

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