IL VOSTRO SPAZIO

I DUE FRUTTI

di Giannantonio De Sio

Il giardino incantato
riluce di colori,
dal verde vellutato
ai mille e piú dei fiori.
Lungo freschi ruscelli
e cascatelle liete
pascolano gli agnelli
fra belve mansuete.
Avanza nel fulgore,
regina incontrastata,
Eva; risplende al sole
la sua pelle dorata.
Non teme pena e affanno,
è solo una fanciulla
che di male e d’inganno
non conosce ancor nulla,
ma sa che c’è un fatale
frutto per lei vietato
che del Bene e del Male
tiene il senso celato.
Il Serpente l’attende
avviluppato ai rami,
tra le spire protende
il pomo alle sue mani,
sfidandola tra i sibili
a gustare l’ebbrezza
d’aver gli angeli simili
in celestiale altezza,
sino a saper intendere
i misteri del mondo,
sino a poter discernere
i regni del profondo.
Eva di lui si fida
e alzando gli occhi al cielo
morde come per sfida,
mentre si squarcia il velo.
Dinanzi agli occhi s’aprono
universi concreti,
ignoti mondi svelano
reconditi segreti.
Adamo s’avvicina
e la vede rapita,
la mela porporina
ancora tra le dita.
Lei con un gesto supplice
a mordere lo spinge,
a divenirle complice
l’incita, lo costringe.
Una voce tonante
chiama la coppia stolta,
che si cela tremante
dietro una macchia folta.
S’è dissolta la gloria
d’ogni bene superno:
inizia qui la storia
e termina l’eterno.
Un Arcangelo appare,
la spada nella mano.
Oltre quel limitare
li scaccia via lontano.
Volgendosi al tradito
Paradiso lasciato,
scorgono i due, fiorito,
l’albero non violato.
Caduti nel presente,
dal passato esiliati,
nel dolore cocente
saranno riplasmati
fino alla risalita
al monte del perdono,
ove è il frutto di Vita
che del futuro è il dono.

Un luminoso acquerello
della pittrice
Paola Mantovani,
che vive e dipinge
a Milano,
assidua lettrice
dell’Archetipo

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