Sempre piú frequentemente sentiamo riproporsi un’angosciosa domanda: «Tutto peggiora; dove andremo a finire?» Si tratta ormai di un automatismo dialettico che tende ad estendere la propria ombra pessimistica su tutta la realtà. La domanda in sé è ineccepibile: la situazione è certamente molto seria e l’umanità sta andando incontro a gravi pericoli, valga per tutti lo sgomento suscitato dalle sempre piú frequenti manipolazioni genetiche e dal dilagare dell’uso di droghe devastanti. Si potrebbe però legittimamente ipotizzare un quesito alternativo: «Com’è possibile che, pur in presenza di una situazione cosí compromessa, la civiltà piú o meno riesca per ora a sopravvivere?» Non si può sottovalutare infatti, per esempio, la circostanza che, pur all’interno di un mare di contraddizioni e ipocrisie incrociate, l’Europa da oltre cinquant’anni non è sconvolta da una guerra generale, sviluppo certamente sorprendente da un punto di vista storico-militare. La vita media, almeno in quella parte del mondo che si pone la domanda iniziale, oltre ad allungarsi, è certamente migliorata sia dal punto di vista sociale che sanitario; una certa solidarietà umana è indubbiamente testimoniata da milioni di persone impegnate nel volontariato. E altro ancora. Una coscienza veramente vigile dovrebbe chiedersi come mai i negozi tuttora trabocchino di ogni ben di Dio, i treni, sia pure in ritardo, partano, la luce si accenda quando ne abbiamo bisogno; insomma la vita procede pur in presenza di presupposti fondamentali dirompenti e gravissime deviazioni umane.
Quanto ai primi, i presupposti fondamentali, è sufficiente rammentare che nel subconscio di tutti noi alberga la deduzione materialistica delle scoperte di Copernico, per cui la Terra è «un insignificante granello di polvere tra miliardi di galassie», insieme all’interpretazione unilaterale del darwinismo, secondo la quale siamo tutti discendenti dalla scimmia e quindi geneticamente determinati dalle leggi della specie. La fisica dal canto suo ci ricorda che la materia altro non è che un cocktail di atomi ed elettromagnetismo, mentre la psicanalisi identifica nel sesso il vero motore di tutto; e poco incide sulla coscienza dell’uomo della strada la circostanza che ormai il numero degli scienziati che confutano apertamente il monopolio darwinista-freudiano, soprattutto nelle conseguenze ancora non provate, cominci ad essere ragguardevole.
Quanto alle deviazioni umane, come ignorare la leggerezza diffusa tra la classe politica, il pressappochismo dilagante, la tenacia nell’escogitare nuove armi terrificanti o nel perseguire diabolicamente il profitto anche a costo di corrompere bambini o trafugare organi da trapiantare? In pochi secoli l’uomo è passato dalla rassicurante centralità tolemaica alla siderale perifericità copernicana, dalla stabile fisica newtoniana alla sfuggente visione relativistica, da una malvagità sostanzialmente indotta dagli istinti a una diabolicità che si serve delle piú sottili forze intellettuali per organizzare il crimine. Un panorama dominato dall’egoismo e dalla perdita sempre piú accentuata del livello umano, degradante verso il sub-animale.
Sterile e fuorviante risulterebbe ogni critica contro gli sviluppi descritti: Copernico, Bruno, Galileo hanno indicato nuove direzioni evolutive necessarie alla crescita dell’uomo; il dilagare dell’egoismo e l’asservimento del pensiero agli istinti, come pure un certo dogmatismo scientifico imperante, sono il temporaneo inevitabile pedaggio conseguente all’esperienza della libertà, la piú qualificante per l’umanità, iniziata da un limitato numero di anni. Se quindi, nonostante uno smisurato arsenale nucleare, nessun dottor Stranamore ha scatenato la terza guerra mondiale, se ideologie disumane che sembravano granitiche si sono disciolte nel volgere di un breve aevi spatium e, nonostante quanto precedentemente descritto, siamo ancora qui in discrete condizioni a meditare sulla situazione, è certamente legittimo domandarsi chi sia l’artefice di questo continuo miracolo quotidiano, invisibile ai piú.
Certamente ancora oggi il sentimento può trovare una risposta appagante in una sincera fede nella Provvidenza, completamente esauriente a questo livello. Se però si avverte l’inderogabile necessità di illuminare anche l’intelletto con motivazioni veramente rispondenti, occorre attivarsi diversamente. In questa direzione risulta particolarmente illuminante quanto in proposito rivela Rudolf Steiner quando afferma(1) che nella nostra epoca si prepara a venire per la prima volta in superficie una corrente evolutiva, iniziata nel sedicesimo secolo e da allora operante sotto la superficie degli eventi, portatrice della Vita Spirituale Cosciente, e della quale proprio Copernico, Bruno e Galileo sono pionieri, in quanto tesi a prendere “coscienza” della realtà, al di là della superstizione o del dogma. Se quanto si è cercato di comunicare ha contribuito a confermare, verità peraltro generalmente indiscussa, che la situazione attuale, nel bene e nel male, è comunque essenzialmente conseguenza della rivoluzione del pensiero iniziata, insieme ad altri, dai tre Grandi citati, se ne deduce che è all’interno della corrente summenzionata, dai medesimi alimentata, che va ricercata anche la risposta alla domanda alternativa ipotizzata. Massimo Scaligero in proposito sottolinea(2): «Un giorno sarà possibile mostrare come il sorgere del pensiero scientifico non avesse tanto lo scopo di produrre una civiltà della macchina, quanto di creare l’organo di azione spirituale per un nuovo tipo umano». Esaustiva risulta inoltre l’ulteriore rivelazione di R. Steiner(3) che indica nell’impulso dato dal Cristo a tutta l’evoluzione la forza ispiratrice dei massimi pensatori del XVI secolo.
Gravissimo errore sarebbe dedurre da quanto precede che, indipendentemente dal comportamento umano, il Cristo comunque risolverà ogni difficoltà, poiché nella natura della corrente che si sta inserendo da protagonista nella storia terrestre è insita la necessità di una sempre piú “cosciente” collaborazione umana per contrastare la progressiva decadenza nella quale si trova non solo l’umanità ma la stessa Terra fisica(4).

Arcady

(1) R. Steiner, La missione di Michele,
Editrice Antroposofica, Milano 1981, p. 81
(2) M. Scaligero, Graal – Saggio sul Mistero del Sacro Amore,
Perseo, Roma 1969, p. 20

(3)
R. Steiner, La direzione spirituale dell’uomo e dell’umanità,
Editrice Antroposofica, Milano 1975, p. 67
(4) R. Steiner, La missione di Michele,
Editrice Antroposofica, Milano 1981, p. 82

Immagine: Andreas Cellarius, L’Harmonia Macrocosmica
secondo il sistema copernicano, Amsterdam 1660

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