IL VOSTRO SPAZIO

Un altro originalissimo contributo del nostro affezionato lettore di Bologna

Mi nutro di legnosa fatica,
invero… di prove della Vita.
Quel che mi ciba come alimento
converto in Luce ed in Escremento.

Piú avanti ancora è buia la Strada
al Superconscio indirizzata:
se ciò persegui, il Destino ti pone
sul Cammino dell’Evoluzione.

Sol m’addentrai in quel pertugio
che inizialmente mi fu rifugio
Dopo divenne guscio oppressore,
fonte continua di gran dolore.

Il cunicolo che elaboravo
divenne, man mano che m’addentravo,
sempre piú liscio, sempre piú largo
per quanto impegno all’intorno spargo.

Importa solo la continuità
in tutta questa mia attività;
Sí! Progredisco dopo ogni sbaglio,
sconfitta, o interiore travaglio.

Ho un nodo di parole senza forma
e senza movimento, che non nasce,
non si libera in suono dal silenzio,
dal fondo sonno che nasconde il vero
di ogni uomo. Ma laggiú nel buio
un moto senza moto, un soffio chiuso
sigillato nel sangue, ancora chiede
l’esistere sul limite del tempo,
nel suono spento, nello spazio stretto
della pagina scritta.

Lascio indietro l’oscuro Passato,
zoccol subconscio depauperato;
davanti brilla, si fa per dire,
ciò che m’attende quale Avvenire.

Non creder “fuori” la Via, ma “dentro”:
lí del bersaglio sta il vero Centro.
Con quel pensiero mi resi piccino;
come LUI disse… tornai Bambino.

Per potermi da ciò liberare,
tutto, attorno, mi misi a mangiare;
ed ogni fibra che poi ho morso
di Libertà invero era un sorso.

Or si procede velocemente,
a volte invece, naturalmente,
questa corsa mi tocca fermare:
c’è una Barriera da superare.

Certo che a volte nel camminare,
per impedirmi di continuare
voci mi dicono “Smetti di farlo!”
Ci mancherebbe,
IO SONO…
il Tarlo.

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