Poesia


Obelisco di Cleopatra
Anonimo, gouache su carta, 1799
Museo nazionale di Malmaison, Parigi

Immobile nel vuoto dell’assenza,
monolito pervaso da un’estrema
fittile dannazione che rappresa
fa l’anima, granito inalterabile
al fluire del tempo, muta stasi
refrattaria a ogni luce, sorda agli echi
straripanti dal cielo, nuda pietra
ai segni invulnerabile, tetragono
simulacro cui frange inutilmente
l’ineffabile Voce. Cosí l’uomo
in silenzio patisce la sua croce
e il destino materico, si rende
alieno al trascendente. Sulla riva
del mare esistenziale, grave, attende
l’urto delle maree. Finché possente
un sole nuovo, sconosciuto, incide
nella sua greve essenza, nell’inerte
atona forma opaca il geroglifico
cui tutto si rigenera, diventa
mirifica sostanza che riprende
moto e parola all’inesausto Verbo.

Fulvio Di Lieto

Torna al sommario