Incontri

I bambini erano pronti. Qualche giocattolo di gomma, la palla, la corda, la merenda, il thermos, la tovaglietta plastificata per sedersi sul prato: tutto era già stipato nel contenitore a rete metallica sotto il passeggino. La mamma si mosse a passo lento insieme ai due piú grandicelli, Laura e Stefano, spingendo con attenzione Mariolino, ancora addormentato. Nel caldo del primo pomeriggio percorsero la strada che portava alla villa cercando l’ombra degli esili alberelli che la fiancheggiavano.
Giunti nel vasto spazio erboso e scelta una zona fresca dove sostare, sotto un largo platano, il piccolo si svegliò vispo e sorridente, felice di trovarsi all’aperto invece che tra le pareti di casa. La mamma cercò la tovaglietta per farvelo sedere sopra, insieme ai giochi e alle provviste, ma durante il percorso doveva essere caduta in terra dal suo contenitore. Quella tovaglietta a disegni vivaci era la passione di Mariolino, che vi vedeva tutto un mondo lucente e variopinto. Laura, sempre servizievole, si disse disposta a rifare il percorso fino a casa, nel tentativo di ritrovarla.
«Apprezzo la tua generosità – disse la mamma – ma non è il caso, a quest’ora e con questo caldo. Vedrai, la tovaglietta sarà lí ad attenderci lungo la via del ritorno. Ci penserà l’angelo custode di Mariolino a farcela ritrovare!».
Cosí il bimbo si sedette sull’erba, mentre Stefano e Lauretta correvano dietro alla palla, subito raggiunti da altri bambini pronti a giocare insieme a loro.
Il pomeriggio passò in fretta e verso il tramonto la piccola comitiva si dispose al ritorno.
Mamma e bimbi esaminarono la strada con scrupolosa attenzione in lungo e in largo, ma quando infine giunsero presso il cancello di casa si resero conto che ormai dovevano rassegnarsi. Laura spinse delusa il passeggino, varcando il cancello dietro a Stefano, che era entrato correndo. La mamma ancora si attardava.
Ed ecco venirle incontro un giovane vestito di azzurro, dal viso chiaro, i capelli castani, un sorriso gentile.
«Signora – disse, porgendole un involto – questo le appartiene».
«Grazie!» rispose lei fissando meravigliata la tovaglietta, piegata con cura e pulita come non lo era piú stata dal giorno dell’acquisto. Mentre la osservava, si chiese come facesse quello sconosciuto a sapere che le apparteneva. Sollevò allora uno sguardo interrogativo, ma non vide nessuno: il lungo marciapiede, per tutta la sua lunghezza, era deserto.

Gemma Rosaria Arlana