DietEtica

Bisognerebbe avere ben chiaro il fatto che l’umanità deve passare sempre piú ad un regime alimentare diverso, con piú consapevolezza. Chi oggi accumula nozioni in questo campo spesso commette però ancora un determinato errore. Esso consiste nel voler imparare troppo da ciò che gli uomini chiamano “natura”; l’uomo vuol seguire solo la natura. Paracelso dice al contrario che non bisogna sottomettersi ad essa. Il medico deve cioè avvicinarsi alla natura esaminandola, ma in ciò deve essere un artista, deve andare al di là dei processi che avvengono in natura. Paracelso non riconosce i veri farmaci che nelle sostanze tratte dalla energia spirituale che vi è in essi. Egli si auspica un’epoca della medicina in cui prodotti nuovi di questo tipo vengano adoperati come rimedi realmente efficaci. Si tratta unicamente di una continuazione della natura in questo campo.
Quando al giorno d’oggi le persone vogliono addurre un motivo del perché un’alimentazione mista debba essere adeguata all’uomo, sono solite argomentare che erbivori sono i ruminanti, dotati di uno stomaco particolare e di un apparato digerente adeguato. Carnivori sono invece gli animali feroci, nei quali l’apparato digerente e la dentatura sono predisposti per il consumo di carne. La dentatura e l’apparato digerente dell’uomo costituirebbero una via di mezzo tra quelli dei ruminanti e quelli degli animali feroci e per questo sarebbe la natura stessa ad indurre l’uomo al consumo di cibi misti. Ma nel mondo tutto è in moto, in divenire e in crescita, non è importante l’aspetto dell’uomo, bensí la possibilità che egli ha di divenire e di trasformarsi. Se l’uomo passasse all’alimentazione vegetale si ritrarrebbero in lui gli organi piú adatti all’alimentazione animale e si plasmerebbero quelli necessari ad un nutrimento di tipo vegetale. Bisogna considerare ciò che era un tempo e ciò che essa diverrà nel futuro. Pertanto si procurerà all’uomo un’alimentazione giusta non rapportando questa al suo stato attuale, bensí solo tenendo presente l’evoluzione interiore dell’uomo. Per mezzo di statistiche ed eventi esterni si possono comprendere solo le condizioni esteriori in cui l’uomo viene a trovarsi, non però la direzione in cui egli deve muovere. Bisogna considerare il mondo da un’angolazione piú ampia.
Osservate un po’ il carattere nazionale odierno del contadino russo e di quello inglese. Il primo tenderà a mettere in evidenza l’Io il meno possibile, nell’inglese si avrà invece il caso contrario. Questo fatto trova un’espressione puramente esteriore nel modo di scrivere, l’inglese infatti scrive la parola “io” con lettera maiuscola. Approfondendo questo fatto si scoprirà che in Inghilterra vi è un consumo di zucchero cinque volte superiore a quello della Russia. Qui si mostra ancora una volta la corrispondenza tra attività digestiva e mentale. Il fenomeno causato a livello digestivo con l’apporto di una maggiore quantità di zucchero ha il suo correlato ad un livello superiore in una maggiore autonomia della funzione mentale.
Sarà logico pensare allora che si possa intervenire in questa situazione, eventualmente anche modificandola. Un uomo può organizzare la sua alimentazione in modo da aver bisogno solo di poco tempo per digerire, mentre un altro forse impiegherà per ciò molto tempo. Ciò ci permette di penetrare nuovamente in profondità nell’organismo umano. Se infatti un uomo mangia del riso e porta a termine velocemente la sua digestione, gli rimarranno ancora delle energie disponibili per la sua attività mentale. Un altro che mangi ad esempio anitra selvatica e che avrà bisogno di un periodo di tempo piú lungo per digerire, potrà essere altrettanto intelligente, ma quando produrrà dei pensieri in realtà sarà la sua pancia a pensare. L’uno sarà forse un debole pensatore, ma potrà pensare autonomamente, l’altro un acuto pensatore che però non possiede autonomia in questa funzione. Potrete trarre da ciò nuovamente un insegnamento.
…Toccheremo ora un altro argomento: dovrà essere rivolta la maggior cura possibile a che il corpo non riceva sostanze proteiche in eccesso o in difetto. Bisogna assolutamente riuscire a stabilire quale sia la giusta quantità, poiché le sostanze proteiche nell’ambito della digestione corrispondono a ciò che ha luogo nell’attività mentale nella produzione di idee. L’attività promossa dalla fertilità di pensiero viene suscitata nell’organismo inferiore dalle sostanze proteiche. Se queste non vengono apportate all’uomo in quantità che rispettino un certo equilibrio, produrranno un eccesso di energie, corrispondenti nell’attività fisica infe-riore a ciò che produce le idee in quella superiore. L’uomo però deve divenire sempre di piú padrone delle sue idee, pertanto l’afflusso di sostanze proteiche dovrà essere contenuto entro certi limiti, altrimenti egli verrà sopraffatto dall’attività mentale, da cui invece dovrebbe appunto liberarsi.
…Potrà avere inizio una nuova èra se ci si deciderà a prendere la saggezza teosofica per norma in tutte queste cose. In futuro ad esempio si dovrà analizzare in che modo si possano trasformare sistematicamente determinate forze dell’organismo in energie che possano essere utilizzate per la conoscenza spirituale. Verrà prodotta in seguito in laboratorio una sostanza di valore nutritivo superiore al latte. Già oggi sarebbe possibile creare un laboratorio per la produzione di alimenti, con cui si potrebbe ottenere di avere un’influenza sull’alimentazione dei popoli, tuttavia verrà il tempo in cui allievi della Scienza dello Spirito lavoreranno chimicamente in armonia con la natura in divenire, e non con quella già trasformata.
Proprio ciò intendeva Goethe quando diceva:
«Osserva la pianta in divenire, come a poco a poco
edificata per gradi,
si sviluppa in fiori e frutti».
Accettate questi pochi punti di vista tratti da un ambito vasto, e considerateli come suscettibili di essere ampliati. Vedrete allora che sarà possibile trarre da queste cose alimento spirituale, oltre ad essere per voi di grande importanza da un punto di vista pratico.

Rudolf Steiner

Da: R. Steiner, Alimentazione e coscienza, Ed. Basaia, Roma 1989, pp. 26-31.
Conferenza tenuta a Berlino il 22.10.1906.

Immagine: Maestro di Dresda «La temperanza e l’intemperanza», 1475
J.Paul Getty Museum, Los Angeles