Esercizi

Nota introduttiva

In accordo con l’autore, mi sono permesso di modificare e di aggiungere qualche riga, spero mantenendo intatto il ritmo e il senso forte, urgente dello scritto. Non sono completamente d’accordo con Miles circa una continua progressione ottimale nei risultati,in quanto sperimentabili, che nel suo scritto appare quasi scontata ma che scontata non è. Ciò che mi rende completamente concorde con l’autore è l’assoluta importanza della disciplina interiore individuale, ovvero il passaggio tra il dire e il fare che cento invocano e uno compie.
So che per Miles attraversare il Rubicone è stato difficile. Forse a ciò è dovuto l’estremo rigore di disciplina che egli osserva anche nelle piú piccole cose della vita quotidiana.

Franco Giovi

 

 
Abituarsi a considerare il tempo dedicato alla disciplina interiore (Concentrazione e Meditazione) un rifugio assolutamente privato, inviolabile: un Tempio.
Combinare questo approccio con un intento ferreamente determinato; sarà allora possibile la sintesi dello sforzo con la forma esecutiva perfetta, senza compromessi.
Tale sintesi è la condizione necessaria per realizzare uno stato attivo intenso, l’unico che spinga a maturazioni nuove, a concrete capacità interiori.
Per portare a buon fine un reale progresso, devono venire soddisfatte le componenti dell’ascesi.
Si accenna in questo caso ai provvedimenti etici che educano i moti spontanei rispondenti alle zone estracoscienti del sentire e del volere (per esempio con la pratica dei cinque ausiliari, che tutti sembrano conoscere e che sono per un certo verso la somma dell’intera preparazione al travolgente risveglio cosciente dello Spirito nell’umano), cosí che nelle successive Concentrazioni possa sempre venir tentata una maggiore intensificazione progressiva senza che risonanze animiche ed esterne non abbiano già disfatto il delicato tessuto che l’esercizio del pensiero costruisce.
Anche se il rinnovarsi delle forze in gioco e la maturazione strutturante di quanto viene coltivato ha luogo fuori, nelle profondità della spontanea immersione nel mondo, il piú intenso sforzo cosciente si accende nel Tempio della disciplina.
Ogni esercizio di Concentrazione non deve essere mai uno dei tanti… Ma un’opportunità sacra, irripetibile per l’interiore attivazione del Volere che riconduce la debole realtà umana al suo Principio.
Ciò va ricordato sino nelle membra, prima di ogni esercizio, breve o prolungato o complesso che sia.
Cogliere ogni volta l’opportunità di rendere l’esercizio a cui ci si accinge, impeccabile, piú che perfetto: per forma, sforzo, attenzione.
Questo è possibile farlo sempre, fintanto che incentreremo ogni nostro interesse soltanto sull’esercizio che stiamo per fare.
Se permettiamo alla mente di scivolare verso altre azioni, altri momenti, o peggio se permettiamo alla memoria di rinnovare il pesantissimo e paralizzante ricordo del già fatto, perderemo l’integrità del tessuto animico indispensabile per offrire il massimo supporto magico all’esercizio presente.
Affrontare dunque un esercizio per volta, di piú: un pensiero alla volta come fosse l’ultimo, l’assoluto.
Fare di ogni singolo pensiero il veicolo di un ulteriore passo entro il Tempio della disciplina interiore, dove si diviene il Signore dei pensieri.
Allora faremo di ogni esercizio svolto un esempio meraviglioso di un mondo interiore disciplinato ed attivo.
Facciamolo dunque e avremo vissuto il momento attuale completamente isolato dal Passato e dal Futuro: dagli errori e dalle ansie.
Quando si procede nell’esecuzione dell’esercizio, immergersi soltanto nel momento presente.
Si acquisterà cosí il potere di vivere coscientemente il momento presente anche in molti altri accadimenti della vita: base per una produttività feconda, per l’armonia e la contentezza interiore.
Quando si entra nel luogo che si è scelto per il raccoglimento profondo, tutte le questioni non pertinenti all’esercizio interiore vanno abbandonate.
Spegnere il cellulare, chiudere porta e finestre, allontanare con accuratezza ogni fonte di disturbo per quanto ciò sia possibile. Isolarsi da tutte le ulteriori distrazioni (oggetti o pensieri) che possono sedurre dove e quando si compie il rito.
Se l’invadenza di un impulso «devo assolutamente ricordarmi di telefonare a X» è sopraffacente, alzarsi con calma, scrivere su un foglio di carta ciò che sembra improcrastinabile non dimenticare, poi riprendere l’esercizio dall’inizio; non drammatizzare fatti consimili: sono semplici scaramucce.
È possibile, giunto il tempo della vera autodisciplina e della maturità, eseguire le operazioni piú delicate nei momenti in cui i pensieri ed i turbamenti generali sono vicini allo zero, ad esempio nelle ore tributate dagli altri uomini al sonno.
Evitare per molto tempo l’approccio sbagliato alla disciplina che si produce inserendola tra due attività assai impegnative.
Dedicare a questa il tempo necessario per poter svolgere l’esercizio senza sentire la pressione non necessaria del tempo.
Il tempo dedicato all’opera interiore deve essere sentito e voluto come sacro.
Quando gravi emergenze costringono all’interruzione del rito, “staccare” con imperturbabilità: ricordarsi, parafrasando i Vangeli, che gli esercizi sono per l’uomo e non viceversa.
In fondo l’arte nostra è una sequenza di atti di equilibrio continuamente compromessi.
Al contempo gli esercizi devono venir protetti e rispettati: sono momenti in cui ci addestriamo a venire inghiottiti dall’ignoto.
Dobbiamo porre un no deciso alle intrusioni della famiglia o del piú caro amico.
Non farlo mai per adornarsi di originalità o per alienarsi dalla famiglia e dagli amici.
Farlo per proteggere ed onorare il sacro, vivente percorso che ci è stato donato, e per l’impegno devoto che ci siamo assunti accogliendolo.
Senza una tale convinta applicazione, il nostro fare sarà sempre troppo scarso: cerchiamo di non coltivare illusioni in questa direzione.
La vita non è infinita. Se si vuole il meglio, bisogna operare al meglio possibile, su base regolare, per tutto il tempo concesso.
Quando si inizia il rito bisogna entrare in un altro mondo: è il Tempio.
Farlo su base regolare permette anche al progresso dei nostri sforzi di entrare in un altro mondo.

Miles