Etica

Quando, ascendendo dal petto alla gola, affiora alle labbra il desiderio di pronunciare la Magica Parola, un fremito percorre le membra, si è invasi da un calore che brucia ma non distrugge.
Scosso dall’ignoto, l’uomo trema. È la paura, il dolore, la beatitudine!
Sembra che ci alimentiamo dell’immagine fittizia dell’altro solo per struggerci di malinconia, ma non è cosí: questo è l’inizio del conoscere se stessi.
Tendiamo all’androgina figura anche se sempre persa, perché cercata su un livello non pertinente: quello fisico.
Irrompe la voglia di unità!
Una corsa lungo le vie della brama, dei desideri legati alla corporeità. Vogliamo scoprire un’uscita ancora troppo celata. Cozzando contro lastre di vetro, di ghiaccio, ci accorgiamo di scontrarci con uno sconosciuto essere: noi stessi.
Quanto credevamo di irraggiare verso l’esterno, verso l’altro, si manifesta per ciò che realmente è: uno stupido, egoico rattenere. Una centripeta forza mossa dall’ego, dal doppio: l’inverso movimento dello Spirito.
Ma comincia con l’essere amore per se stesso quello che un giorno diverrà amore per l’altro e per il mondo.
Nell’osservarlo e meditarlo, il desiderio, quello piú basso, perde d’intensità, la forza che si credeva invincibile si disgrega nel nulla.
Il Sacro Nome torna ad essere pronunciato nella sede che gli compete, nell’intimo tempio, nel silente segreto dell’anima, impronunciabile dall’esterno.
Ritorna Logos, ritorna Graal, ritorna infine a risuonare nel suo unico e potente nome: Amore..

Bartolo Madaro