Spiritualità

«La lucida e originaria vita del pensiero può in alcuni momenti assurgere a identità con la Forza-Logos: a questo punto essa equivale alla Fede “che muove le montagne”: ne è l’intuizione diretta e perciò la virtú. Tale intuizione infatti è parimenti accensione del suo contenuto: l’accensione è il suo attuarsi. È l’accensione di un fuoco che nella zona aurea dell’anima non dovrebbe spegnersi mai. Questa Fede oggi urge al mondo, perché il guasto è tale che le sole forze umane, al livello in cui sono degradate, non sono piú sufficienti a risanarlo: occorre che queste forze ormai attingano direttamente alla loro fonte, al Superumano, secondo lo slancio di un anelito disperato».

Massimo Scaligero

da Meditazione e Miracolo, Ed. Mediterranee, Roma 1977, pp. 64-65

Lo slancio di un anelito disperato verso il Superumano è la caratteristica dell’Eroe Interiore.
L’umanità affaticata e dolente, sottoposta al giogo demoniaco degli Ostacolatori, ha bisogno di Eroi che non siano soltanto i meravigliosi, tenaci custodi della nostra vita quotidiana, ma anche, e soprattutto, i silenziosi e sacrali difensori della nostra sostanza spirituale. Sono questi ultimi, gli eroi del sacrificio, della irriducibile, tetragona consacrazione al Divino, disposti a consumare la densa umanità, in uno slancio, appunto, di sovrumana dedizione. «Beato quel popolo che non ha bisogno di eroi» scrive Brecht. Beato quel popolo che annovera tra le sue fila molti eroi, sembra dire la Scienza dello Spirito, per la quale il dolore, la purificazione, il pensiero puro, la percezione soprasensibile, l’esperienza dell’Io, sono strumenti di verità.
A ciascuno di questi eroi, Scaligero direbbe, come dice nella dedica all’Essere amato: «Attraverso il silenzio, il dono della tua musica vive».
Rendiamoci dunque, in questa estate particolare, protagonisti, anche minimi, di una propensione verso il Regno dei Cieli in Terra, che trasmuti, goccia a goccia, la carica istintiva del nostro sangue in chiara rugiada d’Amore, e che dimostri, con l’assolutezza della realtà, che nulla è spirituale di ciò che il Cristo non ha rinnovato in noi con la Sacra Magia dei Nuovi Tempi.
Stringiamo i denti nella sofferenza, muoviamo passi, pur incerti ed esitanti, nel nuovo mondo soprasensibile; gli Eroi che ci stanno accanto, insieme al potenziale Eroe che è in noi, sono lí ad aspettarci, e l’alba di un mondo nuovo sta prodigiosamente sorgendo. Non è nulla il dolore, anche se intensamente sofferto, dinanzi alla gioia che ci attende.
Non manchiamo ancora l’appuntamento con la Resurrezione dei cuori, in nome della quale il pensiero diverrà Cosmica Poesia, ed il sentire Musica degli Angeli. Basta una umile, sincera richiesta, ed il Mondo spirituale ci inonderà con torrenti di Luce, a condizione che l’inerzia della natura non ci sbarri piú la via verso la fonte della Vita.

Arturo Roncaglia