Tripartizione

Qualsiasi organizzazione umana, sia essa una nazione, un impero o un partito, volgono al declino quando non suscitano piú forze d’idealità, slanci d’utopia e speranze, soprattutto nei giovani. Una società senza slanci eroici è una società senza alimento. La forza di Roma iniziò a tramontare quando dalle legioni sparí lo spirito della romanità. I mercenari sostituirono i figli dei Romani e fu la fine dell’Impero. Le società che non producono idealità rischiano di diventare torrenti in secca.
L’epoca attuale tende a rimuovere con vari mezzi l’ansia di rinnovamento naturalmente propria dei giovani. La stupidità imposta al mondo giovanile è frutto d’un disegno ben preciso: inibire qualsiasi slancio ideale che porti perturbazioni piú o meno violente nelle nostre società. In questo modo si sono rimosse tutte le peggiori tentazioni ideologiche del Novecento ma anche i germi del nostro futuro. Questo ricorda l’uso massiccio dei diserbanti in agricoltura: si distrugge tutto il vivente per rimuovere le erbe infestanti.
Guardando il mondo dei giovani americani emerge una differenza rispetto alla gioventú europea: il loro amor patrio. Si pensi alla cinematografia, o a Bruce Springsteen quando canta la sua New York violata. L’innocente spirito d’amor patrio che può soddisfare un giovane americano non va però bene per la complessità d’un giovane europeo. I nostri ragazzi sono piú coscienti, e per questo anche piú smaliziati. Hanno bisogno di Ideali con la I maiuscola. Le dodici stelle del vessillo europeo voluto da Coudenove Kalergi, uno dei padri dell’Europa, avevano una ispirazione mariana. Al centro della corona di stelle, nella bandiera paneuropea d’un tempo, c’era anche un sole giallo sormontato da una croce rossa. Ma quale significato ha ora la bandiera europea oltre quello dell’esposizione negli uffici pubblici? I grandi padri fondatori dell’Europa, nel secondo dopoguerra, erano intrisi di speranza, anche se molti supposero che le loro idee fossero solo utopistiche ed irrealizzabili. Grazie alla loro “utopia” abbiamo adesso una moneta comune e sono state abbattute molte frontiere.
Oggi però l’Europa rischia di diventare un carrozzone burocratico, perché mancano nuovi ideali: dovremo fare uno sforzo per trovarli. Dal punto di vista giuridico, l’Europa ha bisogno di eleggere direttamente i propri governanti al di sopra delle differenze nazionali. Costoro dovranno esprimere una visione del mondo e un nuovo progetto di organizzazione della società. I governanti avrebbero bisogno di un flusso continuo di speranze e di idealità per rinnovare istituzioni che sono ormai anacronistiche ed obsolete. Un tempo questo alimento di idealità era determinato da grandi partiti entro cui si credeva in una visione del mondo. Era qualcosa di molto parziale e superficiale, ma coinvolgente, soprattutto per le persone piú semplici. I sacrifici di questi idealisti che militavano nei partiti erano d’aiuto alla politica e alla nazione. Se però questa spinta ideale viene a mancare, non è sempre colpa dei governi o dei partiti.
Molti uomini politici vorrebbero in buona fede rinnovare il mondo, ma a questi uomini manca la visione futura e la forza per opporsi all’inerzia che pervade gli organismi giuridici istituzionali. Certo, i cambiamenti piú radicali dovrebbero armonizzarsi con le eventuali ripercussioni che potrebbero venire a prodursi nel tessuto economico internazionale. Nessuna persona in grado d’intendere e di volere potrebbe ripercorrere oggi un programma politico simile a quello della rivoluzione russa del 1917. Ma i cambiamenti possono avvenire se sono effettivamente voluti da un popolo. Se nella società esiste una reale volontà di trasformazione, emerge anche chi questa intuizione sa trasformarla in azione politica. La politica è intessuta d’inganni, ricatti, tranelli. La presenza/scontro sui mass-media è una sublimazione della guerra. Chi partecipa allo scontro politico gode di tanti privilegi materiali ma, se è una persona dotata di moralità, conduce una vita inquieta e dolorosa. Il karma dei popoli passa anche attraverso interventi legislativi: nel promulgarli o nel respingerli il politico viene attraversato da correnti di destino, e non è sempre piacevole trovarvisi in mezzo.
Le ideologie del passato non possono piú nulla. La via d’uscita dovrà essere trovata nella Tripartizione indicata da Rudolf Steiner. Però natura non fecit saltus. Per giungervi, dovremo tribolare a lungo, ma ci arriveremo. E non è detto che ci riusciremo appieno. Una sfera giuridico-politica che non interferisca con quella spirituale ed economica significa che gli Stati e l’Unione non dovranno fare piú leggi finanziarie, in quanto non avranno quasi piú bilanci da ripartire. Si tratta di una proposta che può definirsi “eversiva”, in senso liberatorio e non solo liberale. Una sfera economica che non condizioni le leggi dello Stato, in quanto lo Stato non è piú attivo economicamente, può apparire un’utopia. Eppure anche l’Unione europea solo cinquant’anni or sono sembrava un’utopia. Tutto questo può nascere solo da una profonda aspirazione politica popolare combinata con l’impulso spirituale.
Non si tratta di elargire pensioni, scuola, sanità statale, ma di mettere in condizione chiunque di godere d’un minimo reddito vitale. E questa, del reddito vitale garantito a tutti, è un’istanza da porre al centro d’ogni vero rinnovamento sociale. La Tripartizione è l’idea che potrà mettere insieme il liberismo piú estremo con gli impulsi dei giovani no global.
La realizzazione di un tale progetto ispirato può avvenire in un solo modo: prelevando ricchezza dal valore monetario, facendo decadere il valore dell’euro nel tempo, diciamo di un dieci per cento all’anno. La somma ricavata, comunque immensa in quanto ineludibile, dovrà essere utilizzata per un reddito vitale garantito a tutti. Dal barbone che dorme nella metropolitana al medico, al magistrato.
Solo con i tre organismi – economico-giuridico-spirituale – separati, sarà possibile garantire a tutti un reddito di cittadinanza dalla nascita alla morte. Il welfare state non deve essere piú basato sul lavoro, ma sull’appartenenza all’Unione Europea. È la prima concretizzazione dell’Europa cristiana intuita da Novalis. Gli Stati si dibattono nella ricerca spasmodica di risorse per garantire i vari servizi. Tali risorse oggi vengono prelevate dal lavoro. Questo è un errore madornale. Il lavoro non deve e non può piú essere tassato. A parte il fatto che costa già fatica di per sé, ogni tassa sul lavoro, e di conseguenza sul reddito, è opinabile. Il prelievo sulla ricchezza monetaria operato da un organismo economico come la banca europea, invece, non è eludibile. Inoltre questo prelievo è oggi possibile in quanto la moneta elettronica può sostituire quella cartacea. Infatti il bancomat, la moneta elettronica, permette ciò che all’inizio del Novecento era pura utopia: un prelievo globale sulla moneta circolante.
Oggi può avvenire ciò che Rudolf Steiner aveva preconizzato: l’approvvigionamento di risorse comunitarie attraverso il decadimento del valore della moneta. Decadimento che dovrà avvenire anche nei denari depositati in banca. Questo, a ben guardare, è l’unico modo per rinunciare alle tasse. Ogni codice fiscale dovrà avere una posizione bancaria. Qualsiasi industriale, piuttosto di pagare un sessanta per cento sui redditi da lavoro, preferirà il decadimento della moneta al dieci per cento. Certamente le maggiori resistenze verranno dal mondo finanziario, che vedrà minato il proprio potere determinato dalle plusvalenze. Ma non vi sarà piú lavoro nero ed evasione, e persino le attività illegali contribuiranno allo sviluppo sociale.
Sembra un libro di favole, ma siamo qui per scrivere queste cose nella realtà. Dal punto di vista pratico, l’unione di tre correnti di pensiero potrà essere molto efficace per l’affermarsi di idee ispirate dalla Tripartizione: la prima corrente di pensiero sarà di tipo liberale, liberista e libertario, dovrà portarci alla rinuncia di uno Stato intrusore, di uno Stato “mamma” che si occupa di scuola e sanità, libererà il mondo dell’economia dalla devastazione operata dagli Stati; il secondo impulso sarà comunitario e sociale: con il reddito vitale garantito sarà possibile sollevare gli europei dal bisogno, il mondo giuridico sarà profondamente trasformato da una simile riforma: i consumi e la produzione s’impenneranno e l’economia fiorirà; infine il terzo impulso, quello spirituale, dovrà rifarsi coscientemente a quanto enunciato dalla Scienza dello Spirito nella Tripartizione, la sola che abbia suggerito tale via d’uscita. La Tripartizione è un’idea pacifica immessa nel solco storico delle idee dell’Europa futura. È essenziale la separazione fra le sfere del mondo giuridico, economico e spirituale. Il prevalere d’una sfera sulle altre determina squilibri: la prevalenza del mondo giuridico è tirannia, quella del mondo spirituale è integralismo religioso, quella del mondo degli interessi economici è utilitarismo.
Non sarà certo facile l’attuazione di un simile progetto per un’Europa che va dall’Atlantico agli Urali, ma la storia insegna che un’idea giusta quanto piú è osteggiata tanto piú è vittoriosa.

Salvino Ruoli