Poesia

 

 
Scaturita dall’unica sorgente,
una luce maieutica richiama
nella prima alba nude pietre a vivere,
accende fuochi da vetrate e cupole,
asterismi che fingono diamanti
fonde nei grani di rugiada, come
simula stelle nei suoi bianchi petali
lungo folte spalliere il gelsomino.
Nel mondo risvegliato alle sue forme
ogni cosa rispecchia la remota
fiamma celeste, tutto si delinea
fuori dall’ombra con un suo colore,
una propria radianza inconfondibile,
linfa sorgiva pullulante a esprimere
l’interna redimibile sostanza
dapprima inerte e spuria, poi dal tempo
lentamente plasmata in cristallino
prisma che la mirabile tangente
con soggettiva rispondenza scinde
in variegate iridi, cromíe
convergenti all’astrale scaturigine,
punto il cui spettro tutto in sé contiene.
Cosí riflette l’anima l’eterno
Sole divino, replica il suo nome,
i giorni intona alla suprema Voce
che ciascun raggio palpitando modula.
Vibrando corda a corda, rifrangendo
l’alto splendore al suo profondo seme,
da ganga informe a pura gemma evolve,
conclude l’instancabile viaggio
e in quella chiara fonte si dissolve.

Fulvio Di Lieto