Poesia

Dal nostro corpo, antico di stagioni,
si distacca qualcosa, prende il vento:
mal trattenuto nido di pensieri,
o grumo di ricordi che vogliamo
finalmente disperdere. Si flettono
all’impatto col vorticante flusso
le erbe piú accorte, ma altre irrigidiscono
i loro steli, e cadono spezzate.
Hanno sapienza i giunchi a superare
la minaccia del soffio. Li sostiene

speranza di temperie piú clementi,
nuovi germogli, verdi primavere.
E innalzano corimbi immacolati,
alti, svettanti come una bandiera.
Da essi apprendi la saggezza, cuore,
e piègati alla rapida corrente
della memoria, non opporti, cedi.
Lascia passare volti, nomi, voci.
Vanno dispersi in piú lontani porti.
E tu rimani saldo alle radici.

Fulvio Di Lieto